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SABATO SANTO – Processione della Deposizione e della Pietà al Ducato di Sessa

Posted by on Mar 30, 2018

SABATO SANTO – Processione della Deposizione e della Pietà al Ducato di Sessa

La processione del gruppo della Deposizione e della Pietà, che occupa la mattina di questo giorno, è forse quella emotivamente più intensa, certamente suggestiva è la partecipazione di tantissime donne alluttate.

Il gruppo della Deposizione noto a Sessa Aurunca col nome di Mistero di San Carlo, ripropone l’ immagine scenica del Calvario: Giuseppe di Arimatea e Giovanni Nicodemo tolgono il corpo di Cristo dalla Croce e lo consegnano alla Madre, che insieme alla Maddalena ed ad un altro personaggio completa la scena.

L’ altro gruppo, portato in processione dai confratelli della confraternita di Santa Maria del Rifugio è quello della Pietà, chiamato a Sessa semplicemente l’ Addolorata e rievoca l’ abbraccio della Vergine che raccoglie il corpo di Gesù. La statua, a differenza di tutte le altre, non è di cartapesta ma è ricavata da un unico tronco d’ olivo la cui lavorazione è attribuita dalla tradizione alla mano di un ergastolano pentito.
Anticamente le due processioni procedevano divise in due distinti cortei processionali e la tradizione voleva che non dovessero mai incontrarsi, pena gravi calamità per la Città.

Dal 1968 le due processioni procedono unificate in un unico corteo nel quale la confraternita di San Carlo col Mistero della Deposizione precede quella di Santa Maria del Rifugio col mistero della Pietà.
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Dopo che entrambi i cortei si unificano all’altezza di Via Roma, la grande processione inizia il proprio percorso che è simile a quello della processione del Venerdì Santo, ma con alcune soste. Molte sono le differenze tra questa processione e quella del Venerdì Santo.

Innanzitutto i Misteri del Sabato sono portati a spalla da molti confratelli (circa 25 per ogni mistero a differenza di quelli del venerdì); i confratelli, pur vestendo l’ abito confraternale non portano il cappuccio abbassato; non c’è il canto del Miserere, caratteristica dell’ Arciconfraternita del SS. Crocifisso e quindi della sola processione del Venerdì Santo; non ci sono i carraciuni (i falò rionali) e neanche le camelie; c’ è una minore presenza di confratelli vestiti e partecipanti al corteo; infine, c’è una maggiore presenza di donne alluttate che seguono come ex voto la processione (soprattutto l’ Addolorata).
I due Misteri, dopo aver percorso le vie della Città con incedere lento, “cunnuliato” dalla Banda, che ha ripetuto il repertorio di marce funebri della sera precedente, fanno ritorno alle rispettive chiese.

Frattanto, i confratelli dispensano ai partecipanti i candelotti degli ex voto donati dalle donne alluttate, nonché la ruta, l’ erba dall’ acre odore che “ogni male stuta”.

 fonte

 

http://lamiasettimanasanta4d1.blogspot.it/2010/04/sabato-santo-processione-della.html

 

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