Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

Sant’Anatolia, Epoca Romana

Posted by on Lug 24, 2018

Sant’Anatolia, Epoca Romana

1. Tiora Matiene

 «π δ ετου πλιν τν π Λατνην δν οσι Βατα μν π τρικοντα σταδων, Τιρα δ π τριακοσων, καλουμνη Ματινη. ν τατ λγεται χρηστριον ρεος γενσθαι πνυ ρχαον. δ τρπος ατο παραπλσιος ν ς φασι τ παρ Δωδωναοις μυθολογουμν ποτ γενσθαι· πλν σον κε μν π δρυς ερς (πλεια) καθεζομνη θεσπιδεν λγετο, παρ δ τος βοριγσι θεπεμπτος ρνις, ν ατο μν πκον, λληνες δ δρυοκολπτην καλοσιν, π κονος ξυλνου φαινμενος τ ατ δρα. Ττταρας δ´ π τος εκοσι σταδοις πχουσα τς ερημνης πλεως Λστα, μητρπολις βοριγνων

«Ancora a partire da Rieti, per chi procede lungo la via Latina, dopo trenta stadi si trova Batia, e dopo trecento, Tiora, detta Matiene. In questa città si sostiene che sia esistito un oracolo di Ares molto antico, le cui caratteristiche erano, sempre secondo quanto narra la tradizione, assai prossime a quelle che, secondo le trattazioni mitiche, aveva un tempo l’oracolo di Dodona, tranne che per un particolare. Si dice, infatti, che nell’oracolo di Dodona vaticinasse una colomba, appollaiata su una quercia sacra, mentre in quello degli Aborigeni lo stesso servizio era reso da un uccello, inviato dalla divinità, che loro chiamavano Pico e i Greci invece “drykolapten”, che si manifestava su una colonna lignea. A ventiquattro stadi da questa città si trovava Lista, la madre patria degli Aborigeni» (1).

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