Warning: trim() expects parameter 1 to be string, array given in /web/htdocs/www.altaterradilavoro.com/home/wp-content/plugins/the-events-calendar/src/Tribe/Main.php on line 2397
Sessa un po meno Aurunca e più Ducato – Alta Terra di Lavoro

Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

Sessa un po meno Aurunca e più Ducato

Posted by on Nov 7, 2017

Sessa un po meno Aurunca e più Ducato

La storia dell’umanità è piena di grandi uomini, di grandi popoli e di grandi civiltà che sono passati lasciando un segno indelebile del loro vissuto e lasciando a chi veniva l’humus per creare nuove storie e nuove civiltà. Questo accadeva nonostante i successori cercavano di distruggere il passato senza lasciare una traccia, così ha cercato di fare Roma con Cartagine, la Chiesa con il paganesimo, i mussulmani, alcuni, con l’Egitto e il Cristianesimo, gli americani con gli Indiani di America, gli Spagnoli in Sudamerica ecc. ecc. ma fallendo miseramente. Si fallisce perché puoi distruggere le mura, i palazzi, le biblioteche, i simboli ma l’anima non puoi mai distruggerla, tutto nasce da un disegno divino come ce l’ho racconta perfettamente anche Giambattista Vico.

Una fedele testimonianza che accompagna la mia tesi è certamente Sessa Aurunca che rispetto alle suddette situazioni si caratterizza dal fatto che il tentativo di cancellazione del passato è nato dal di dentro e non da attacchi esterni, caso raro e originale,

Sessa ha dato all’umanità, in tutti i periodi storici, un contributo notevole al suo sviluppo dai tempi della Magna Grecia fino al 1860 per poi cadere, da quando è italiana, nell’anonimato. Per fare qualche nome di personaggi famosi nati a Sessa posso tranquillamente citare Caio Lucilio, Taddeo da Sessa, Galeazzo Florimonte, Agostino Nifo, la Famiglia dei Duca Marzano, Il Gran Capitano e tutta quella schiera di compositori musicali e musicisti che il mondo ammira anche grazie il Miserere della Settimana Santa.

Una esigua minoranza di intellettuali salottieri, come nel resto d’Italia, ha cominciato, iniziando nel 1799 quando piantarono l’albero della libertà di giacobina ispirazione, a demonizzare, fino a cancellarla, nella memoria delle genti Sessane il glorioso, forse il più importante, periodo del Regno di Napoli dove Sessa già dai Normanni e Svevi aveva un ruolo fondamentale nel territorio e nel Regno.

La biblioteca più grande al mondo, quella di Alessandria d’Egitto, fu bruciata e completamente distrutta, in una sola notte migliaia di anni di storia e civiltà andarono in fumo ma una cosa simile è avvenuta a Sessa, con le dovute proporzioni, nel 1799 dove sono stati distrutti documenti, libri e testimonianze di primaria importanza del Regno di Napoli e del Ducato di Sessa.

Ci fu la grande famiglia dei Marzano, che grazie al gruppo degli Sbandieratori è tornata in auge, con l’impero delle Spagne, ad iniziare con il Gran Capitano, chi era vicerè di Napoli era automaticamente Duca di Sessa, ancora oggi c’è un Duca. Nasce in quel periodo il rito della settimana Santa basata su i Misteri del Venerdi Santo e sulle Confraternite, qualcuno oggi vuole ignorarne l’origine pur di non ammettere l’appartenenza a quella Regnicola Napolitana.

Il Ducato di Sessa nel Regno di Napoli per alcuni secoli è stato un punto di riferimento mondiale nella Storia, nella Cultura e nell’Arte ma questo a Sessa non lo sanno. Giro per strada e vado nei bar, tranne in quello di ispirazione savoiarda, ma nessuno sa di questo periodo, nessuno sa dell’importante ponte sospeso su Garigliano, nessuno sa della congiura dei Baroni, storia di portata mondiale che ha visto i Marzano come protagonisti anche se sconfitti, nessuno sa del Gran Capitano, nessuno sa che le strade di Sessa sono lastricate dei famosi Vasolari del Vesuvio, nessuno sa che la statua dell’Ercole è stata costruita in epoca Borbonica, nessuno sa che ci sono due affreschi importanti e rari di Carlo di Napoli e Amalia di Sassonia e nessuno sa che per qualche secolo il Ducato di Sessa era un centro importante della provincia di Terra di Lavoro. Ti dicono solo che a scuola, per quanto riguarda Sessa, son passati dal periodo Greco-Romano all’Italia che ha lasciato solo qualche simbolo Savoia e null’altro. La nobile storia di Sessa la conosco più a Vibo Valentia che a Sessa stessa come Luisa Matera ci ha dimostrato ospitandola su questo blog.

Ma come detto precedentemente non si può cancellare l’anima di un luogo e di un popolo soprattutto a Sessa, basta girare per il centro storico e pensi di stare in uno dei quartieri del centro storico di Napoli, vedi il palazzo Ducale e noti che più Napoletano di quello non ce ne sono, l’architettura e l’urbanistica del paese hanno l’armonia e l’eleganza tipica delle città del Regno di Napoli, ti metti in cima dove c’è il suddetto Ercole e noti che l’andamento del corso a scendere sembra il fiume Garigliano, P.zza Mercato che per il popolo rimane sempre tale sembra in piccolo P.zza Mercato di Napoli. Mi dispiace per i cospiratori storici e i suoi eredi ma Sessa è nata per volontà divina infatti è situata su un sasso che l’ha messa a riparo dai peggiori terremoti. Appunto per questo Sessa ha le pietre che parlano che avrebbero tanto da dire perchè ne hanno viste tante ma siccome il nuovo con il mantello Savoiardo è cosi triste e così povero non si rifugeranno più nel silenzio. Malgrado l’ impegno a cercare di cancellare il passato, il periodo in purgatorio sta finendo grazie all’impegno di tante persone che a distanza di 150 anni, guarda caso siamo quasi alla fine delle volontà di Mons. Ferdinando Girardi, e senza sapere perché stanno risvegliando Sessa dal letargo.

Tra i protagonisti di questa rinascita posso citare la famiglia Virgulto in Alberto, Amedeo ed Ivan, Johnny Di Lucchio, tutte le confraternite della Settimana Santa, i ragazzi della Pro Loco, i ragazzi del Classico, i ragazzi e il corpo insegnante della Caio Lucio a cui rinnovo i miei più sinceri ringraziamenti per la bellissima giornata dedicata al Brigantaggio Insorgente del 1860, ma in questo contesto una nota di merito particolare la meritano certamente Teodoro Delfino, alias il Duca, e Carmine Paolucci perché hanno organizzato una giornata di arte e cultura memorabile, degna della più nobile tradizione sessana, laborina e napolitana, “La Festa popolare della Tammorra”.

Sessa grazie all’iniziativa di questi due folli soldati del Ducato, ha vissuto una notte magica che è rimasta nel cuore e nella mente dei presenti e un rimpianto in chi non era presente.

Sessa non ha avuto molto da fare per aiutare Teodoro e Carmine perché la sua essenza di nobile teatro naturale per gli eventi artistici la fa essere certamente pigra ma molto generosa, loro però hanno fatto il resto. Hanno scelto bene gli angoli dove far esibire gli artisti, hanno scelto bene le aziende enogastronomiche,  gli artigiani e P.zza Mercato l’hanno usata al meglio.

I gruppi presenti sono stati di alto livello, le Ficu Fresche hanno regalato momenti emozionanti nell’esibire i canti antichi contadini del territorio sessano, i Valeridà che hanno suonato la tradizione musicale del Regno con linguaggi nuovi e con notevole energia, i Popolar Song, padroni di casa, hanno dato un ritmo musicale incessante alla serata, i Controra, gli aristocratici della musica popolare Regnicola dell’alta Terra di Lavoro per come hanno rispettato l’evento sono stati costretti a suonare fino alle 24 non per superbia ma perché gli ascoltatori hanno fermato le lancette dell’orologio per continuare a sentirli.

Citazione a parte merita Carlo Faiello che dalla capitale, Napoli, con il suo gruppo di artisti ha portato il suo spettacolo “Notte della Tammorra” , forte del successo di ferragosto a via Caracciolo a Napoli, regalando a Sessa e ai presenti, tre ore di spettacolo di altissimo livello. Tra i suoi ospiti che hanno contribuito al successo non posso dimenticare Emanuela De Vivo, Francesco Di Vicino, Paola Salursi, le ballatrici Erminia Parisi, Emily Meo, Arcangelo Nocerino (Batteria), Pasquale Nocerino (Violno), Paola Salurso non Salursi (Cantante), Antonio Pepe (Basso), Gianluca Mercurio (Percussioni), Francesco Citera (Fisarmonica).

Cari ragazzi, Teodoro e Carmine, Sessa con il suo scettro vi ha dato la sua disponibilità quindi sta a voi capitalizzare il successo e trasformare in tradizione la notte dell’otto settembre, consiglio non ne do perché non sono all’altezza e perché sapete già cosa fare ma una cosa vi dico cercate di coinvolgere più Sessani possibili perché potete creare una cosa unica e non imitabile.

A New York alla vigilia della giornata di Tuttisanti c’è stato un gravissimo attentato terroristico con morti e feriti e poche ore dopo per le strade della città la festa di Hallowen s’è tenuta regolarmente. Due correnti di pensiero si sono confrontate, chi pensa che la festa andava annullata in segno di lutto e chi invece pensa che bisognava farla perché la vita va avanti, a Sessa il 20 di agosto i residenti e i suoi ospiti hanno saputo cosa fare senza se e senza ma nel rispetto della nostra civiltà.

Vi saluto invitandovi a vedere tutti i video della serata di seguito proposti.

Claudio Saltarelli

 

 

 

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: