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Spartaco e la rivolta degli schiavi – Spartacus and the slave revolt

Posted by on Apr 18, 2018

Spartaco e la rivolta degli schiavi – Spartacus and the slave revolt

Nel 73 a.c. Spartaco, schiavo romano nato in Tracia nel 109 a.c, si ribellò e insieme ai suoi compagni tenne testa per tre anni alle legioni romane. Morì nel 71 a.c. durante la battaglia di Caposele, dove i suoi uomini furono definitivamente sconfitti dalle legioni di Pompeo.

Spartaco nacque in Tracia, figlio di un pastore. Altre fonti dicono che era figlio di un proprietario terriero in Campania. Caduto in miseria, si arruolò nelle milizie romane. Nell’esercito non riuscì a integrarsi anche a causa del razzismo dei suoi commilitoni. Dopo qualche tempo disertò.

Fu catturato, venendo venduto come schiavo, secondo l’uso dei militari romani. Intorno al 75 a.c., vista la sua prestanza fisica, fu destinato a diventare gladiatore nell’anfiteatro della città di Capua, dove combatteva contro leoni e altri gladiatori.

Stanco dei soprusi e della vita grama che faceva, nel 73 a.c. fuggì dall’arena di Capua con altri 70 gladiatori e si rifugiò alle falde del Vesuvio, in anfratti difficilmente accessibili. Lì Spartaco e i suoi si scontrarono con le milizie romane che avevano il compito di catturarli.

I fuggitivi erano armati di clave, spiedi, forcole e altri attrezzi da contadini, ma ebbero il sopravvento sui soldati, si impadronirono delle loro armi e elessero a loro capo Spartaco insieme a Enomao e Crixus, due gladiatori di origine galla. Da questo momento ebbe inizio la rivolta degli schiavi, la “guerra servile” più importante combattuta dai romani.

A questo primo nucleo di ribelli, rifugiati nei pressi del Vesuvio, si unirono man mano altri fuggitivi, che Spartaco provvide ad addestrare in vista delle future battaglie.

Il Senato di Roma mandò allora due questori per debellare la rivolta, Gaio Claudio Glabro e Publio Varinio, i quali strada facendo raccolsero un esercito raccogliticcio e poco addestrato di circa 3000 uomini.

Arrivati alle falde del Vesuvio circondarono l’accampamento dei ribelli. Di notte, silenziosamente, gli spartachisti aggirarono le posizioni romane. Appena giorno l’esercito romano si trovò circondato e subì una grave sconfitta in quella che fu ricordata come la Battaglia del Vesuvio. Molti miliziani furono uccisi e il resto della truppa fuggì.

Questa vittoria fece accorrere un gran numero di schiavi e plebei in aiuto di Spartaco che, con la sua bravura strategica, sconfisse anche le legioni romane che si trovavano in Campania al comando di Publio Varinio. Con le armi e i cavalli catturati agli sconfitti riuscì ad armare convenientemente il suo esercito. Publio Varinio fu costretto a mandare il questore Gaio Toranio a fare rapporto al Senato e a chiedere rinforzi.

A questo punto Spartaco si diresse verso Cuma dove svernò (73 e 72 a.c.) senza ulteriori attacchi da parte dei romani. Potè così riorganizzare il suo esercito, addestrando gli uomini e costruendo armi per la truppa.

Cominciarono a sorgere contrasti tra i ribelli. I galli e i germani, con a capo Crisso ed Enomao, volevano continuare le battaglie contro i romani mentre Spartaco era intenzionato a invadere la Calabria e la Lucania per rinforzare le sue posizioni, temendo la reazione romana. Egli era consapevole della forza delle legioni addestrate e ben inquadrate, al contrario delle legioni messe insieme frettolosamente che avevano incontrato fino ad allora. In Calabria i ribelli galli e germani si diedero a feroci razzie, nulla potendo fare Spartaco per fermarli.

Il Senato di Roma, venuto a conoscenza delle violenze che stavano subendo i cittadini della Calabria e della Lucania, decise di contrastare la rivolta utilizzando le migliori legioni dell’esercito comandate dai consoli Lucio Gellio Publicola e Gneo Cornelio Lentulo Clodiano.

Nell’estate del 72 a.c., nell’appennino tosco-emiliano, Clodiano fu sconfitto da Spartaco, che vinse anche contro il proconsole Varo, che era alla testa di un esercito di 10.000 miliziani, nei pressi dell’attuale Modena.

Mentre Spartaco e i ribelli si dirigevano verso la Lucania per riorganizzarsi e riarmarsi, il senato romano disponeva che il proconsole Marco Licinio Crasso al comando di otto legioni muovesse contro l’ex schiavo.

Saputo di Crasso, l’ex gladiatore si diresse verso la Sicilia dove erano in atto delle sommosse contadine, per unirsi ai rivoltosi rinforzando il proprio esercito. Arrivato sullo stretto, prese accordi con i pirati cilici per l’attraversamento del braccio di mare. Questi tradirono e avvertirono il governatore della Sicilia Verre.

L’esercito dei ribelli rimase bloccato nei pressi dell’Aspromonte, poiché Crasso fece erigere un muro con vallo da mare a mare attraverso l’istmo di Catanzaro, la parte più stretta della Calabria. Spartaco, resosi conto della trappola, riuscì a superare il muro in una notte di tempesta, da un lato dove era riuscito a neutralizzare i reparti romani.

Il gladiatore e il suo esercito si diressero verso il mar Adriatico con l’intenzione di attraversarlo per raggiungere la Tracia, ma furono attaccati alle spalle dalle forze di Crasso in località Petilia. Sebbene vincesse lo scontro, fu costretto a fuggire verso Brindisi poiché i suoi uomini erano stanchi per via del lungo cammino. Poi cambiò direzione e si diresse verso Metaponto in Lucania.

Nel frattempo anche Pompeo con le sue legioni si era unito a Crasso nella caccia ai ribelli, i quali, nei pressi del fiume Sele, si scontrarono con l’esercito romano. Spartaco nel 71 a.c. fu sconfitto e ucciso nella battaglia insieme a 60.000 dei suoi uomini. Altri 6.000 ribelli furono catturati.

I prigionieri furono tutti crocifissi sulla via Appia, tra Capua e Roma, mentre l’esercito di Crasso faceva ritorno vittorioso. Altri 5.000 ribelli che erano riusciti a fuggire, furono inseguiti e raggiunti dalle legioni di Pompeo e finirono tutti trucidati.

Il corpo di Spartaco non fu mai ritrovato, forse perchè reso irriconoscibile dai numerosi colpi di spada e lancia ricevuti. Comunque la leggenda, accreditata anche dalla letteratura e dai film, racconta che fu fatto prigioniero e crocifisso sulla via Appia insieme ai suoi compagni di sventura.

Spartaco, nella memoria collettiva, viene ricordato come un eroe bello e gentile, il primo e il più grande dei condottieri plebei. Fu il protagonista di molti romanzi e di molti film che raccontarono le sue gesta. Nel 1919 Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht fondarono la lega di Spartaco e perciò furono chiamati spartachisti. A Mosca la squadra di calcio ha preso nome Spartak Mosca.

versione inglese

 

In 73 BC Spartacus , a Roman slave born in Thrace in 109 BC , was rebelled and he and his companions stood up for three years to the Roman legions who sought to stifle and It was called “revolt of the slaves” ; He died in 71 BC during the battle of Caposele , where his men were finally defeated by the legions of Pompey .

Spartacus was born son of shepherd in Thrace , other sources say that he was the son of a landowner in Campania ; He went to the misery he enlisted in the Roman army . In the army he failed to integrate also because of racism between the militias , therefore defected .

He was captured and , as was customary in the Roman legions against deserters , it was sold as slave.  Around 75 BC , given his athleticism , he was destined to be a gladiator in the amphitheater of the city of Capua , where he fought against lions and other gladiators.

Tired of the abuse and the hard life that was in 73 BC He fled from the arena of Capua with other 70 gladiators and took refuge on the slopes of Vesuvius, in ravines difficult to reach. There Spartacus and his men clashed with the Roman army who had the task to catch them.

The fugitives were armed with clubs, spears, forks and other tools to farmers, but prevailed on the Roman soldiers, seized their weapons and elected to as leader Spartacus with Oenomaus and Crixus, two gladiators of Gallic origin. From this moment began the revolt of the slaves, the more important “slave war” fought by the Romans.

In this first group of rebels, refugees around Mount Vesuvius, joined as other fugitive slaves that Spartacus was provided to train in preparation for future battles.

The Roman Senate sent two quaestors to eradicate the insurgency, Gaius Claudius Glaber and Publius Varinius, who along the way picked up a little army-together and trained about 3,000 men.

They arrived at the foot of Vesuvius surrounded the camp of the rebels . At night , silently Spartacists got round the Roman positions . Just day , the Roman army was surrounded and suffered a serious defeat in what was remembered as the Battle of Vesuvius . Many soldiers were killed and the rest of the troops fled.

This victory did run a large number of slaves and commoners in aid of Spartacus , who with his strategic prowess defeated the Roman legions in Campania in command of Publius Varinius; weapons and horses was subtracted to the defeated, as he was able to arm conveniently his army . Publius Varinius sent the commissioner Gaius Toranio to report to the Senate and ask for reinforcements .

Spartacus camped at Cuma where wintered (73 and 72 BC) without further attacks by the Romans. So he was able to reorganize his army training men and building weapons for the troops.

Began contrasts between the rebel troops, the Gallic and Germans headed Crixus and Oenomaus wanted to continue with the battles against the Romans while Spartacus decided to invade Calabria and Lucania to strengthen her positions, fearing the reaction of the Romans and aware of the strength of the best legions more trained than those who had met. There the rebels gave themselves roosters and ducks in fierce raids; Spartacus could do nothing to stop them.

The Senate of Rome, became aware of the violence the citizens of Calabria and Basilicata were suffering, finally it decided to tackle the revolt using the best legions of the army under the command of the consuls Lucius Gellius Publicola and Gnaeus Cornelius Lentulus Clodianus .

In the summer of 72 BC, in the Tuscan-Emilian Appennines Clodiano was defeated by Spartacus, who then defeated Varus, who was head of an army of 10,000 militiamen, around Modena.

While Spartacus and the rebels were heading towards Lucania to regroup and rearm, the Roman Senate ordered that the proconsul Marcus Licinius Crassus in command of eight legions moved against the rebel slaves.

Learned of the military expedition of Crassus, the former gladiator headed for Sicily, where there had been peasant revolts, to join the insurgents strengthening its army. Messina Strait arrived where they had made arrangements with the Cilicius pirates for crossing the strait, the pirates betrayed them and warned the governor of Sicily Verres.

The rebel army was stalled near Aspromonte, since Crassus erected a wall with range from sea to sea across the isthmus of Catanzaro, which is the narrowest part of Calabria. Spartacus, realizing the trap, got over the wall in a stormy night, on the one hand where he had managed to neutralize the Roman soldiers.

Spartacus and his army made the way to the Adriatic Sea, with the intention to cross it to get to Thrace, but was attacked from behind by the forces of Crassus around the village of Petilia. Although he won the fight, he was forced to flee to Brindisi because his men were tired because of the flight; then changed direction and headed Metaponto in Basilicata.

Meanwhile, Pompey and his legions had joined Crassus in the hunt for rebels, in the vicinity of the river Sele Spartacus clashed with the army of Crassus. The rebels 71 BC was defeated and killed by the Romans along with 60,000 of his men, some 6,000 rebels were captured.

The prisoners were all crucified along the Appian Way between Capua and Rome as the army of Crassus was victorious return. Another 5,000 rebels who had managed to flee, they were pursued and achieved by the legions of Pompey and ended all slaughtered.

The body of Spartacus was never found, perhaps because he was unrecognizable by many sword and spear received. However, accredited also from literature and movies, the legend says that he was taken prisoner and crucified on the Appian Way and his fellow sufferers.

Spartacus, in the collective memory, is remembered as a hero nice and kind, the first and largest of the leaders plebeians; he was the hero of many novels and many movies that told his exploits. In 1919 Rosa Luxemburg and Karl Liebknecht founded the Spartacus League and therefore were called Spartacists. In Moscow football team took the name Spartak Moscow (Russian spartacus becomes Spartak).

Silvano Napolitano

fonte

https://napolihistory.com/spartacus-and-the-slave-revolt/

 

 

 

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