Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

UN CARDINALE ED UN EMIGRATO DA ROMA

Posted by on Lug 16, 2017

UN CARDINALE ED UN EMIGRATO DA ROMA

STORIA INEDITA DEL BRIGANTAGGIO BORBONICO-CLERICALE

Di Antonio Fiore troviamo notizie nel libro di Emidio Cardinali, che di certo non lo amava, considerandolo uno dei tanti prezzolati dal Borbone per tornare in sella.

Un prezzolato che ad un certo punto decise di cambiare gioco passando nel campo avverso ovvero in quello liberale.

Un uomo singolare la circostanza offerse al De Cesare a suo cooperatore. Era questi un Antonio Fiore da Trani ex-frate de Teresiani di Chiaia a Napoli. È questi colui che sendosi intruso fin da principio come semplice coadjutore del De Cesare, potè penetrare nel consigli più intimi; che s’ebbe grande parte nello sviluppo degl’intrighi reazionarii e che, come or ora vedremo, fu il primo autore nominale del programma borbonico.

I miei lettori non disdegneranno che, egli venga particolarmente rappresentato fin da principio, per indi seguirlo diligentemente sulle tracce delle sue tenebrose macchinazioni.

Costui da vari anni aveva stanza in Roma, dove vive va meschinamente in qualità di commesso di un negoziante francese, truffatore famigerato. Il suo principale perseguito criminalmente da creditori, erasi dato alla fuga. Rimasto deserto e privo di sussistenza concentrò tutte le forze nel procacciarsene una qualunque.

Uomo di nessuna lettera, di nessun principio, di morale perdutissimo, seguì il vezzo del vagabondi, dandosi anima e corpo a piaggiare il governo.

Il generale de PP. gesuiti, il Severi, il Pelagallo, il Pasqualoni, ed altri funzionari della polizia romana il sapevano di tal tolleranza e calcolata freddezza, tanto necessaria a mal fare, da dover tenere in sommo pregio le sue confidenze.

Francesco II e la sua corte erano in Roma, e la mania borbonico-clericale s’impossessava specialmente degli uomini più vili e che nell’intrigo accattavano ventura.

Il Fiore come napolitano avea cognizione pratica del proprii paesi e delle loro costumanze; d’altro canto avendo per alcun tempo dimorato in Roma o ne’ suoi dintorni, erasi venuto procacciando notizia de’ luoghi, delle abitudini, e delle persone.

Abbiamo deciso di pubblicare la sua opera perché offre uno spaccato della situazione in cui versavano le due Sicilie dopo la dittatura garibaldina. Il testo di Fiore si presenta come una sorta di rapporto di polizia, in cui vengono indicati nominativi e luoghi in cui operavano o si riunivano i comitati legittimisti.

L’opposizione armata creò il caos, tutti contro tutti, dove eroismo e viltà si mescolavano in un guazzabuglio indefinito.

Mentre altrove, a Milano, a Firenze, a Bologna, nasceva la nuova Italia, nelle Provincie Napolitane si combatteva. Cosi nacque l’Italia.

Buona lettura.

Zenone di Elea – 4 Luglio 2017

fonte

eleaml.org

 

1862-antonio-fiore-storia-inedita-brigantaggio-borbonico-clericale-2017

 

 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: