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Un passo decisivo verso il recupero del gap tra nord e sud dell’Italia

Posted by on Giu 30, 2018

Un passo decisivo verso il recupero del gap tra nord e sud dell’Italia

Il 21 giugno 2018 a Roma nella sala Aldo Moro di via del Vicario del Palazzo dei Gruppi della Camera si è svolta una riunione tra alcuni deputati e senatori del movimento cinque stelle (Amitrano. Cassese, De Bonis, Del Vecchio, Lannuti, Morra, Puglia, Orrico, Ricciardi) ed alcuni esponenti di Agenda Sud 34.

L’incontro è definibile storico perché avvia e sancisce quel processo fortemente voluto da Agenda Sud 34 di porre le basi per la soluzione della secolare problematica definita Questione Meridionale ovvero la disparità economica e sociale, tra il nord ed il sud dell’Italia o, quella che possiamo definire più correttamente, Questione Italiana.

Tutto parte del 17 marzo 2016 quando la petizione 748/2015 realizzata da chi vi scrive, Roberto Longo e Rosella Cerra, viene dichiarata ammissibile dal Parlamento europeo provocando una serie di effetti a catena riconducibili alle 2 richieste fatte all’Europa e dichiarate ricevibili: la revisione della storia italiana per quanto

riguarda la cruenta annessione del Regno delle due Sicilie al resto d’Italia e la sciagurata gestione dei territori meridionali ad essa successiva. Gli interventi dei relatori, moderati da Luca Antonio Pepe, hanno suscitato un vivo interesse tra i parlamentari stimolando un ampio dibattito successivo. Chi vi scrive ha aperto gli

interventi informando nel dettaglio sulla genesi e gli effetti della petizione presentata al Parlamento europeo scelto proprio perché l’unico in grado di dirimere le controversie culturali ed economiche tra fratelli del nord e del sud, eredi a volte inconsapevoli, dei protagonisti dei fatti storici che hanno portato all’unità d’Italia. Gli

effetti della petizione sono stati di portata eccezionale. A) Dall’anno scolastico 2018-2019 si potrà studiare la storia patria dei primi anni dell’unità, apprendendo che nel sud Italia è stata combattuta una guerra civile che fu chiamata brigantaggio per relegare il fenomeno a casi di criminalità comune dequalificandolo. B) Dal

2018, secondo l’art. 7bis della legge 18/2017, le modalità di erogazione dei contributi ordinari dello Stato dovranno rispettare la regola della ripartizione in base alla effettiva popolazione residente nel territorio del meridione d’Italia rilevata dall’ultimo dato ISTAT disponibile, ad oggi il 34,4%. La media del decennio 2006- 16 è stata del 22.2% quindi se la matematica non è un’opinione si registrerà un aumento medio superiore al 50%. E’ intervenuto poi, in qualità di relatore, Luigi De Maio, il noto psicanalista della trasmissione radiofonica di Radio uno “FantasticaMente”, che ha tracciato quelli che sono stati i danni subiti da un punto di vista

psicologico dalle popolazioni meridionali costrette a perdere il ricordo della loro storia preunitaria ed ha subire un metodologico lavaggio del cervello che col passare del tempo li ha convinti della loro inferiorità e solo gli individui più forti hanno avuto la capacità di reagire. Il relatore ha poi concluso il suo intervento citando uno studio secondo il quale i traumi subiti dalle generazioni precedenti incidono nei comportamenti di quelle successive. Poi è intervenuto Domenico Iannantuoni che sta combattendo una dura battaglia con il museo Cesare Lombroso per ottenere la restituzione dei resti mortali del “brigante” Giuseppe Villella arrestato a 69 anni e morto dopo pochi mesi, di stenti, in prigione. Secondo Cesare Lombroso la

conformazione del cranio del “brigante” aveva le caratteristiche morfologiche che, secondo la suastrampalata teoria, sconfessata oggi da tutta la comunità scientifica, identificavano un animo criminale. Secondo Lombroso chi aveva una particolare conformazione della fossetta occipitale mediana era senza dubbio un criminale. La battaglia giudiziaria di Iannantuoni è oramai in cassazione e si spera che finalmente, dopo un secolo e mezzo, Giuseppe Villella possa riposare in pace nel suo comune calabro di Motta Santa Lucia. Ha preso poi la parola Pino Soriero membro della presidenza della SVIMEZ.

L’associazione, nel 2017 ha realizzato uno studio approfondito dell’impatto che avrebbe l’applicazione dell’art.7 bis sulla redistribuzione dei mezzi dello Stato a favore del meridione d’Italia. Soriero ha rimarcato l’esigenza della piena applicazione dell’art.7 bis in grado di fornire i mezzi finanziari necessari per avviare il

processo di normalizzazione tra il nord ed il sud del Paese. Ha concluso il giro degli interventi Pino Aprile, il famoso autore del best seller “Terroni”, che ha focalizzato il suo intervento su come il “Dio” del divario abbia tracciato un solco profondo dividendo di fatto gli italiani tra quelli che abitano il nord ed il sud del paese. L’enorme differenza venutasi a creare dal punto di vista economico e sociale è alla base degli sforzi di Agenda Sud 34 che ha come suo obiettivo proprio avviare un percorso finalizzato all’azzeramento di tale gap.

L’incontro si è concluso con due importanti proposte che rappresenteranno tappe importanti nel lungo processo di normalizzazione: La creazione di una commissione permanente sugli argomenti oggetto delle richieste della petizione 748/2015 approvata dal Parlamento europeo e la realizzazione di nuovo incontro, sugli stessi argomenti affrontati nella giornata, esteso ad un ampio numero di parlamentari per diffondere

maggiormente la conoscenza dei temi discussi.

di Giancarlo Chiari

 

 

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