Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

Un’altra beffa di Fiorentino Bevilacqua

Posted by on Apr 10, 2018

Un’altra beffa di Fiorentino Bevilacqua

Dopo la kermesse del 25 novembre ultimo scorso (http://www.movimentoidea.it/news/sud-quagliariello-idea-referendum-macroregione-autonomia ), Gaetano Quagliariello rilancia e prova ad andare diritto alla costituzione di una macroregione del Sud (http://www.irpinianews.it/macro-regione-autonoma-del-sud-domani-si-presenta-il-comitato-referendario/ ).

Niente di male, si potrebbe pensare: in fondo, è quello che vogliono (in prima battuta, ma per andare poi anche oltre), i movimenti “meridionalisti” (identitari – in varia forma –  o meno che siano).

Ma non è la stessa cosa.

Se avessi una contesa in atto con i Borgia, non andrei mai a cena da loro.

Quagliariello è napoletano; meridionale, dunque. Questo, per qualcuno, potrebbe  apparire come una forma di  garanzia, una certificazione della serietà del progetto.

E come no!?

Pure Crispi era meridionale, napolitano, per di più. Ma questo non gli impedì di accompagnarsi con chi sappiamo, né di fare, poi, quello che fece contro la sua stessa gente.

Perché “no”, allora, a questa idea di referendum?

Forse perché proviene da chi non è molto credibile quando veste i panni del paladino degli interessi del sud.

E, per quanto ci riguarda, a nulla servono certe operazioni di mimesi: la larva che si circonda di stecchetti, di pezzetti di foglie o di granellini di sabbia, da adulto sarà quello che il suo DNA le “impone” di fare: un tozzo coleottero, un esile insetto alato o una leggiadra farfalla …

Il suo destino, da adulto, è già scritto nel suo DNA, quello che ha ereditato dai suoi antenati…

Noi, meridionalisti in senso lato, stiamo “dissodando” (chi più chi meno) e stiamo piantando i semi di quella che sarà la vera rinascita, che non può non partire, non può non basarsi sulla presa di coscienza dei fatti storici e di ciò che ad essi è seguito come continuazione della politica, internazionale e locale, che volle l’unificazione (si fa per dire) della Penisola a partire dal 1860.

Non abbiamo raggiunto tutti; c’è ancora moltissimo da fare; ma c’è già chi, fuori da questo contesto, prova ad anticipare il “raccolto”!

Perché?

La vittoria dei Cinque Stelle ha significato che il Sud è stufo e che, in un modo o nell’altro, vuole che si cambi politica, a livello centrale prima ancora che locale. Forse, tutti hanno sentore, quanto meno, che il problema del Sud nasce lì, al centro, anche se, senza analisi storica ed economico-politica, questa consapevolezza è fragile e rischia di svanire come nebbia al sole (“Chi sbaglia storia, sbaglia politica” G. Cantoni). Nasce , il problema ma, poi, continua qui, in periferia, con altri atti e azioni conseguenti.

Perché, pezzi di quella politica che ci ha portato dove siamo, oggi si farebbero promotori di un cambiamento il cui scopo sarebbe quello di tirarci fuori da dove, prima, ci hanno cacciato!?

Forse perché hanno paura del cambiamento vero, quello per il quale i tempi ancora non sono maturi, cambiamento  che loro non sarebbero in grado di gestire. Provano, perciò, ad anticipare i tempi (tentando di sottrarre, al contempo, consensi ai Cinque Stelle; effetto secondario, per loro non di poco conto).

Qui casca l’asino napoletano,  ma non il cavallo napolitano.

Loro ci promettono la rinascita, frutto del loro impegno per noi (questa mi sembra di averla già sentita…); un nuovo risorgimento, in somma (ma al sud è già d’avanzo quello di prima!).

E come? Attraverso una “separazione”, attraverso la costituzione di una macroregione (idea meridionalista), che forse va ben oltre il discorso del federalismo fiscale.

Ma chi sono “Loro”? Quali forze hanno alle spalle?

A giudicare da ciò che appare sui mezzi di informazione si tratta di politici della prima e seconda Repubblica che aspirano, evidentemente, a continuare l’attività anche nella … terza.

La provenienza, la vecchia  militanza è quella ben nota di un Partito che ha gestito il Paese per molti anni, ma anche, a livello regionale, la Campania, per esempio.

Un partito che, oggi, per bocca del suo anziano leader, grida contro il pauperismo… sì, ma quando era al potere si è interessato solo di quello (si fa per dire) del nord.

Perché no, allora?

Ecco.

Loro ci hanno “unificati”, riducendoci e mantenendoci come siamo; Loro, oggi, vogliono riaiutarci! Si può credere Loro?

Loro hanno gestito il primo risorgimento (quello del nord); Loro vorrebbero gestire la rinascita nostra (che, inevitabilmente, toglierebbe spazio, mercato, braccia, cervelli a Loro, al loro Nord).

Loro, ci promettono una rinascita…

Sì, c’è da crederci.

Se col primo risorgimento ci hanno privato della nascente industria, delle ingenti risorse economiche, del buon governo e del tessuto sociale costruito in centinaia di anni, col secondo, sempre da Loro voluto, realizzato e gestito, ci impedirebbero di riprovarci (sia come Movimenti meridionalisti, sia con forze “laiche”, del tipo di quelle che oggi sono alle trattative con gli altri partiti per la formazione del governo) e dotarci di quanto ci hanno sottratto e impedito di raggiungere.

Se gestiranno Loro, resteremo come siamo (al di là di quel poco di polvere negli occhi che si preoccuperanno di spargere per confondere le idee e dare un sentore di cambiamento). La Sicilia, non approfitterà mai delle sue potenzialità (come non lo ha fatto finora, pur essendo regione autonoma…); non lo farà la Puglia; non potremo farlo tutti noi…se gestiranno loro anche questa fase, come hanno fatto dal 1860 fino ad oggi.

Forse diventeremo come certi paesi latino – americani…

Non ci sarà chi farà salire il “prezzo” delle nostre “materie prime”, quelle che ci sono e quelle che passano da qui; così, non ci sarà un Lula a cui, poi, magari, farla pagare. Non ci sarà, perché gattopardescamente (questa volta sì) cambierebbe tutto per non cambiare niente.

E’ come se qualcuno, gettato un antagonista nel baratro, si offrisse poi di aiutarlo (…aiutarlo!?) a venirne fuori nel momento in cui questi sta cominciando a capire come ci è finito e sta dandosi da fare per uscirne con le sue forze…

Dunque?

Dal baratro è meglio uscirne senza certi ”aiuti”.

 

Fiorentino Bevilacqua

10.04.2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 Comment

  1. perfettamente d’accordo con Fiorentino Bevilacqua!… quando non rispetta la propria storia, un popolo si priva della linfa per crescere… furtivamente gli è stata tolta, e scientemente si è impedito di restituirgliela…
    Quagliarello vuol imitare Zaia e farebbe lo stesso errore!… infatti lo vedremo Zaia pietire uno straccio di autonomia per la quale ha speso quindici milioni delle disponibilità regionali per un referendum vinto ovviamente… ma ora che fara’? andrà ad implorare Roma e chissà con quali argomentazioni che non convinceranno nessuno!…
    Senza di lui, ovviamente, i Veneti lo avevano preceduto! per iniziativa loro, escludendo i politici, nella primavera del 2014 si sono fatti un referendum per l’INDIPENDENA col risultato del 92 per cento di SI sull’oltre il 64 per cento degli aventi diritto che ha votato (nel silenzio generale di tutta la stampa di regime…è prezzolata!): risultati con doppia certificazione, tecnica e della Commissione OSCE, tant’è che saranno altri stati nel giro di qualche anno che ne prenderanno atto… Ho già incorniciato la Dichiarazione d’Indipendenza letta la sera del 21 marzo a Treviso rendendo noti il risultato dei sette giorni di votazione… un’emozione indimenticabile!.
    Purtroppo chi è in politica non riesce ad immaginare strade diverse… E’ l’errore che anche i rampanti attuali Salvini e Di Maio sono destinati a perpetrare…intelligenti ma supponenti, che non hanno cultura storica e giuridica e si fermano alla superficialità delle evidenze, trascurando per limitatezza di cultura e di sensibilità, di indagare le ragioni profonde che nel corso di oltre centocinquan’anni hanno portato alle situazioni attuali… sono figli del loro tempo e della loro gente, ma dimostrano di non conoscerla abbastanza perché non hanno studiato e approfondito la storia e si lasciano attrarre dalle false opportunità offerte dalla politica, abile mestatrice da sempre di interessi altri a danno dei popoli stessi…. che sono tanti in questa penisola, meravigliosi e con potenzialità infinite ma mortificate da troppi anni…
    Voglio essere fiduciosa: ci sarà per tutti un nuovo Rinascimento!
    caterina

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