Alta Terra di Lavoro

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Un’altra occasione per parlare di Fra Diavolo

Posted by on Nov 18, 2018

Un’altra occasione per parlare di Fra Diavolo

I documenti originali sulla esecuzione e sui funerali di Fra Diavolo, la cui riproduzione è qui riportata, sono conservati nell’Archivio Diocesano di Napoli e sono (finalmente!) consultabili dai ricercatori e dagli amanti della Storia. Una volta non era così: erano secretati e solo qualche “figlio della gallina bianca” vi poteva accedere.

Essi sono fonti insostituibili per la Storia napoletana, fonti create dalla Compagnia dei Bianchi della Giustizia che aveva l’appalto dell’assistenza dei condannati a morte, ne curava i funerali, ne raccoglieva le ultime volontà e, forse, anche qualcos’altro… se il condannato non aveva eredi.

Qualche anno fa, prima di poter essere consultati in originale, il loro archivio inventariato fu riportato sula carta da padre Antonio Illibato da cui, poi, fu tratta una interessante pubblicazione. È un testo è molto utile anche perché riporta parole altrimenti illeggibili sull’originale, per cui questo lavoro di interpretazione, di decodificazione, ha reso il lavoro del religioso ancor più prezioso. È da lì che bisogna partire.

Naturalmente, i documenti sulla fine di Fra Diavolo sono anch’essi riportati nel libro. L’emozione, però, di avere tra le mani l’originale è tutt’altra cosa. È appassionante pensare che, mentre quelle pagine venivano vergate dallo scrivano di turno, il colonnello Michele Pezza viveva i suoi ultimi momenti di gloria: sì, perché la morte di un eroe è sempre gloriosa, ancor di più se viene afforcato da un nemico ignobile e spregevole che, condannandolo all’impiccagione, cerca di svilirlo, di renderlo negativo, di umiliarlo.

Con Fra Diavolo non ci si riuscì. Il degenerato usurpatore francese, all’epoca indebitamente appollaiato sul trono di Napoli, con quella condanna a morte creò un Mito. Purtroppo, non è possibile riconoscere il punto esatto in cui fu sepolto, ma basta soffermarsi davanti a quella vetusta porta di legno che chiude l’antica Chiesa di Santa Maria del Popolo posta all’interno del cortile dell’Ospedale degli Incurabili e, sapendo che dietro di essa fu sepolto Michele Pezza, si vive una deferente, sincera emozione; una commozione che di certo non si prova nella chiesa de Les Invalides, a Parigi, dove la tomba di quella caricatura di re, pur se di marmo lavorato, fa solo da misero sfondo al suo più famoso fratello che l’aveva sistemato a Napoli solo per squallido nepotismo.

Erminio de Biase

 

1 Comment

  1. Quanto era giusto che un eroe umano e straordinario della statura di Michele Pezza avesse la luce giusta che gli rendesse merito delle leggende che per due secoli ne hanno stravolto la figura!… finalmente, grazie alla passione per la ricerca e l’impegno profuso il dr.Erminio De Biase ha fatto giustizia e merita plauso e riconoscenza…
    Avevo letto deludenti scritti in precedenza di maldestri tentativi che comunque non potevano convincere… Oggi non ci si puo’ piu’ permettere di fantasticare e giocare su equivoci… anche documenti tenuti nascosti, o non indagati per l’impegno che richiedevano, sono resi pubblici e semmai restano oggetto di approfondimenti…
    Ora puo’ riposare in pace Michele Pezza, il nostro Fra Diavolo, custodito sotto quel pavimento che a migliaia si continuera’ a calpestare. ma con una consapevolezza e un rispetto che finalmente puo’ essere il tributo che tutti indistintamente, e in particolare i suoi conterranei gli dobbiamo.
    Caterina Ossi

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