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Il Regno delle Due Sicilie secondo Giacinto de Sivo

Posted by on Set 12, 2022

Il Regno delle Due Sicilie secondo Giacinto de Sivo

Nel suo bel libro Brigantaggio politico nelle Due Sicilie, Pino Ippolito Armino riflette su come la Napoli borbonica possa e sia stata giudicata in più di una maniera; l’autore si pone, pertanto, il quesito: “Napoli, paradiso perduto o inferno liberato?”. A conferma delle opinioni contrapposte sull’argomento, riporta il pensiero di uno storico napoletano dell’epoca, Giacinto de Sivo e di un politico piemontese ministro di Cavour, Costantino Nigra.
In questa pagina riportiamo le riflessioni di Giacinto de Sivo. Qui invece le considerazioni di Costantino Nigra.

Napoli avea men soldati che Francia, men vascelli che Londra,
men libertà che America, meno arti belle forse che Roma,
men verniciamento che Parigi; ma queste cose sole non danno felicità.
Eppure di tutte queste cose avea tal somma, che relativa al
territorio e alle sue condizioni, non era seconda a nessuna. Commercio,
arti, lettere, morale, culto, sicurezza, agiatezza, industria,
scienze, libertà civile avea in copia. La vita lieta e a buon mercato,
piena di ricreazioni e godimenti era; chi non s’impacciava di sette
era civilmente liberissimo, e potea far quello che volea. Nella
somma delle cose il reame era il meglio felice del mondo; e quanti
vi arrivavano stranieri vi arricchivano, e i più vi restavano [..] Qui
tenui le statistiche de’ delitti, raro l’omicidio, pochi i poveri, la
fame quasi male ignoto; la carità religiosa e privata, comunale e
governativa, provvedeva; non carta moneta, tutto argento e oro,
poche tasse, poche privazioni, con poco si godeva tutto. Facile il
lavoro, lieve il prezzo, molte feste popolari, rispetto a’ gentiluomini
giustizia, tutela, sicurezza per tutti, ordine sempre.

fonte

http://www.quicampania.it/ilregno/napoli-secondo-de-sivo.html

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