Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

11 NOVEMBRE 1806 VIENE GIUSTIZIATO DALLA CANAGLIA GIACOBINA MICHELE ARCANGELO PEZZA ALIAS “FRA DIAVOLO”

Posted by on Nov 9, 2021

11 NOVEMBRE 1806 VIENE GIUSTIZIATO DALLA CANAGLIA GIACOBINA MICHELE ARCANGELO PEZZA ALIAS “FRA DIAVOLO”

L’undici novembre 1806 a piazza Mercato a Napoli veniva giustiziato dalla canaglia giacobina francese l’ultimo eroe epico che la nostra terra, il nostro Regno ha generato e parlo di Michele Arcangelo Pezza alias Fra Diavolo colonnello dell’esercito Napoletano e Duca di Cassano.

Vissuto come un eroe e per come è morto diventato un Mito che solo un altro Omero potrebbe cantarne le gesta, è sepolto forse agli Incurabili o forse altrove ma certamente a Napoli, una città antica e forse la prima post-moderna, ma anche cinica e spietata che preferisce sentirsi erede degli infami traditori repubblichini del 1799 che la vendette all’invasore francese o innalzare la statua a Giuseppe Garibaldi che ha portato a termine il lavoro iniziato 60 anni prima dai giacobini napoletani per farla sprofondare, in questo periodo storico, in un abisso che mai ha visto prima. Più volte abbiamo ricordato che la cosa più giusta da fare è togliere la statua di don peppino e metterci quella di Fra Diavolo, pur sapendo di essere ignorati se non derisi, che non si servì della sua capitale e del suo Regno ma servì entrambi fino a dare la propria vita nonostante che avesse solo 35 anni, con i Francesi lo volevano accogliere nel proprio esercito con lo stesso grado e con moglie e figlie che lo aspettavano a casa.

A Napoli non interessa tutto questo e preferisce omaggiare e onorare chi l’ha uccisa, disonorata e che continua a succhiarle il sangue ma per fortuna qualcuno non la pensa proprio così sia in città che nel Regno e giovedi sera alle 19 si incontreranno innanzi al Carmine a P.zza Mercato per un piccolo ricordo, come ogni anno non saremo tanti ma quanto basta per non far spegnere la piccola candela che accesa nel ricordo di Michele diventa un incendio. Quest’anno però c’è una novità importante, la più importante, la mattina dalle 6 e 30 fino alle 7 e 45 le Monache Clarisse Cappuccine di Napoli dette “le 33” presso gli Incurabili, pare che Fra Diavolo sia seppellito li, celebreranno Messa cantando le Lodi nel nome di Michele. Quando Suor Rosa ha accolto con gioia il mio desiderio mi ha donato una forte emozione che spero lo potrà fare ogni anno perchè Michele Arcangelo Pezza è uno di noi ma soprattutto il nostro più fulgido esempio di come vive e muore un vero Napolitano.

di seguito un pezzo di musica popolare scritto a Tramonti per Fra Diavolo

e uno dei tanti monologhi su Fra Diavolo del nostro Patriarca Raimondo Rotondi

Claudio Saltarelli

2 Comments

  1. Sono d’accordo che e’ l’eroe piu’ grande che avete, ma non ha avuto l’onore che si merita ed e’ una cosa riprovevole…. una sua lontana parente dei giorni nostri ne scrisse una biografia assolutamente smitizzante, sicuramente per insufficiente ricerca …o cultura?… ne lessi una piu’ recente scritta magistralmente da, se ricordo bene, Erminio De Biase… ho seguito un convegno commemorativo fatto in occasione non ricordo se di un anniversario nella Chiesa di un ex ospedale dove avrebbe avuto sepoltura e che comunque stava per essere ristrutturata… Non so come sono stata interpretata…per me Fra Diavolo, alias Michele Pezza, non ha avuto dai suoi concittadini napolitani l’onore che meritava per esser stato l’eroe piu’ fulgido per la sua storia e le scelte consapevoli e tragiche che fece… Forse appunto i francesi l’hanno capito e in fondo “ammirato”, lo possiamo proprio dire, molto piu’ dei napolitani suoi postumi! Una figura troppo grande!? caterina ossi

  2. Michele Arcangelo Pezza, un eroe! forse il Vostro piu’ fulgido eroe, conosciuto rispettato e onorato da tutti, perfino da chi lo uccise… Stupisce che a mala pena si siano conservate le spoglie, sempre che si siano salvate nella ristrutturazione della cappella, mi sembra di ricordare di un ospedale quando alcuni anni fa fui presente ad una sua commemorazione… La fierezza del napoletano consapevole del valore della propria Patria, della propria fede, del proprio impegno che mai avrebbe potuto tradire… Un mito? Lo e’ diventato, ma e’ un uomo vero, che rappresenta tutti quelli meno noti che non hanno mai tradito…e dovrebbe essere un monito, ma forse scomodo ai nostri giorni… caterina ossi

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.