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13 febbraio 1861 cade il regno delle due Sicilie. Inizia il declino del sud

Posted by on Mar 15, 2019

13 febbraio 1861 cade il regno delle due Sicilie. Inizia il declino del sud

Il 13 febbraio 1861 cade il regno delle due Sicilie. Finisce il regno borbonico del Sud e comincia l’Italia unita e la colonizzazione del Sud.

Il 13 Febbraio 1861 la storia del regno delle Due Sicilie finisce: inizia la storia dell’Italia unita.

Francesco II accetta di firmare la capitolazione e di abbandonare il regno. Il 14 il re e la regina salgono sul piroscafo francese Mouette e lasciano Gaeta diretti a Terracina, nello Stato Pontificio.

Il 15 la brigata «Bergamo» prende in consegna la fortezza di Gaeta e la bandiera tricolore viene issata sulla Torre d’Orlando in sostituzione dello stemma borbonico.

CHI SONO STATI DAVVERO I BORBONE, PER CINQUE GENERAZIONI RE DI NAPOLI E DI SICILIA?

Per centocinquant’anni, le vicende del Mezzogiorno borbonico sono state una «storia negata»: da quando Vittorio Emanuele II è stato proclamato primo re d’Italia, l’immagine ufficiale del Sud è stata quella di un territorio sino ad allora mal governato, con re inetti e reazionari, un’economia arretrata e asfittica, una società ignorante e semifeudale.
Le ragioni di questa impostazione sono evidenti: per rappresentare il Risorgimento sabaudo come unica via al progresso e alla libertà, occorreva demonizzarne gli avversari e costruire una memoria strumentale del passato, che condannasse i Borbone come figure antistoriche ed esaltasse i Savoia come i principi della patria liberale.

REGNO DELLE DUE SICILE

Una rielaborazione mistificata si è sedimentata nella coscienza collettiva: secondo la «vulgata nazionale», in un regno delle Due Sicilie collassato, dove è stato sparso il sangue generoso delle camicie rosse di Garibaldi, e dei reggimenti di Vittorio Emanuele II, e insieme portano le libertà dello statuto albertino, aprono la strada dello sviluppo, eliminano oscurantismo e repressione.

Il «prima» viene azzerato e nessuno ricorda che ancora fra il 1830 e il 1840 una parte significativa del movimento liberale immaginava che alla guida del riscatto nazionale potesse esserci la Napoli di Ferdinando II assai più che la Torino di Carlo Alberto. Il «dopo» (la drammatica guerra civile che ha insanguinato le regioni del Sud sino al 1865) viene liquidato affrettatamente e con sprezzo come «lotta al brigantaggio meridionale».

SCOMPAIONO I BORBONE

I Borbone e il loro regno scompaiono dalla storia, vittime predestinate della damnatio memoriae imposta dai vincitori ai vinti.
Tuttavia, come ha scritto l’intellettuale inglese Aldous Huxley, «i fatti non cessano di esistere solo perché vengono ignorati».

FINISCE LA STORIA DEL SUD

La storia del regno borbonico del Sud è stata colpevolmente e volutamente ignorata. I Borbone di Napoli e di Sicilia possono essere demonizzati o celebrati, ma non possono essere dimenticati. Essi sono stati parte significativa della storia d’Europa e parte importante della storia d’Italia.

Quale sarebbe potuta essere la storia del Sud senza l’unificazione nazionale? Ai Borbone all’onore della storia.

Hanno governato per cinque generazioni un regno che è stato grande e che ha dato all’Italia e all’Europa ingegni di assoluto valore.

Popoli delle Due Sicilie

Si alza la voce del vostro Sovrano per consolarvi nelle vostre miserie. Quando veggo i sudditi miei, che tanto amo, in preda a tutti i mali della dominazione straniera, quando li vedo come popoli conquistati, calpestati dal piede di straniero padrone, il mio cuore Napoletano batte indignato nel mio petto contro il trionfo della violenza e dell’astuzia. Io sono Napolitano; nato tra voi, non ho respirato altra aria, i vostri costumi sono i miei costumi, la vostra lingua la mia lingua, le vostre ambizioni le mie ambizioni. Ho preferito lasciare Napoli, la mia propria casa, la mia diletta capitale per non esporla agli orrori di un bombardamento. Ho creduto di buona fede che il Re di Piemonte, che si diceva mio fratello, mio amico, non avrebbe rotto tutti i patti e violate tutte le leggi per invadere i miei Stati in piena pace, senza motivi né dichiarazioni di guerra. Le finanze un tempo così floride sono completamente rovinate: l’Amministrazione è un caos: la sicurezza individuale non esiste. Le prigioni sono piene di sospetti, in vece di libertà lo stato di assedio regna nelle province, la legge marziale, la fucilazione istantanea per tutti quelli fra i miei sudditi che non s’inchinino alla bandiera di Sardegna. E se la Provvidenza nei suoi alti disegni permetta che cada sotto i colpi del nemico straniero, mi ritirerò con la coscienza sana, farò i più fervidi voti per la prosperità della mia patria, per le felicità di questi Popoli che formano la più grande e più diletta parte della mia famiglia.

Francesco Pollasto

fonte https://napolipiu.com/13-febbraio-1861-cade-il-regno-delle-due-sicilie

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