17 Aprile 1797: Il Sangue in Piazza Erbe e il Grido delle Pasque Veronesi
Esistono momenti in cui un intero popolo decide di ribellarsi al destino. Per Verona, quel momento arrivò il Lunedì dell’Angelo del 1797. Mentre il resto d’Italia assisteva all’avanzata napoleonica, i veronesi scelsero la resistenza, dando vita a quelle che la storia ricorda come le “Pasque Veronesi”.
L’Inizio del Massacro
Tutto ebbe inizio intorno a mezzogiorno in Piazza Erbe. Al grido di “All’armi! Si massacrino i Francesi, Viva San Marco!”, la popolazione insorse. Le cronache dei contemporanei (come De Medici e Agdollo) descrivono scene di un furore inarrestabile:
La Scintilla: Tre cannonate a polvere sparate dai Castelli segnarono l’inizio delle ostilità. La gente accorse da ogni dove, armata e determinata a cacciare l’occupante.
La Caccia all’Uomo: Le pattuglie francesi, colte di sorpresa, cercarono rifugio nei Castelli, ma molti non fecero in tempo. Furono inseguiti per le vie, fin sopra i tetti delle case.
Il Bilancio: In poche ore si contarono oltre 150 francesi uccisi, senza contare quelli trovati nelle case. Anche tra i veronesi il prezzo fu alto, con la perdita di almeno 26 concittadini durante i primi scontri.
Il Suono della Libertà
L’atmosfera in città era dominata da un misto di “spavento e terrore”, ma anche di un incredibile ardore patriottico. Il popolo si impossessò subito della Torre di Piazza (Torre dei Lamberti), facendo suonare le campane a stormo per chiamare l’intera città alla battaglia.
Un Parallelo Storico
Gli storici dell’epoca paragonano l’eroismo dei veronesi a quello dei Vespri Siciliani o delle Cinque Giornate di Milano. La differenza, come annotano amaramente i cronisti, fu che mentre siciliani e lombardi videro il volto della vittoria, i nostri antenati andarono incontro a una “immeritata sconfitta” finale, pur avendo dimostrato un coraggio leggendario.
La Resistenza Oltre la Vita
Nonostante le cannonate che piovevano da Castel San Pietro seminando morte tra gli abitanti, il popolo “furibondo” continuò a correre per la città, sprezzante del pericolo, cercando vendetta prima che l’umanissimo Provveditore e i “buoni sudditi” riuscissero a intervenire per impedire ulteriore spargimento di sangue.
Le Pasque Veronesi restano una gloria cittadina ed italiana, il racconto di un popolo che non volle piegare la testa davanti all’invasore.
Estratto da Napoleone,la resistenza veronese



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