Alta Terra di Lavoro

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25 Aprile, giornata sempre più sbiadita

Posted by on Apr 24, 2026

25 Aprile, giornata sempre più sbiadita

Claudio Saltarelli

Siamo al 25 aprile, data importante perché è una delle quattro feste nazionali, solo in Italia se ne festeggiano così tante, che con  il passare degli anni ricordano e sentono in pochi, ci sono gli ex comunisti che pensano di rivendicare a se i meriti della lotta partigiana e poi gli altri che hanno vissuto ai margini la tragedia della seconda guerra mondiale. Per fortuna anche per queste vicende il revisionismo storico sta facendo un lavoro importante, non nel negare quanto è accaduto ma ripristinando verità storiche omesse come le foibe, la feroce guerra civile vissuta nella nebbiosa padania, il mistero della borsa e della morte di Mussolini, i tanti che nel dopoguerra, nonostante non avessero mai imbracciato un fucile hanno preso la tessera di partigiano, la morte di tanti compagni che rifugiati in Russia durante il fascismo sono stati eliminati perché indesiderati a Stalin con il silenzio di dirigenti del Pci e dei tanti che con disinvoltura tolsero rapidamente la camicia nera per mettere quella rossa o bianca e ricoprire ruoli di prestigio nella nuova e “costituzionale” classe dirigente nazionale pubblica e privata, solo per fare degli esempi.

La cosa più grave, come accade sempre dal 1860, chi ha pagato il prezzo più salato nella tragedia della seconda guerra mondiale è stata l’ex nazione napolitana con la sua gente e dove hanno fatto calare il silenzio sulle tante tragedie sparse su tutto il territorio. Ci hanno insegnato che gli alleati in Sicilia erano sbarcati senza problemi arrivando velocemente alle porte di Napoli mentre ora sappiamo che sia lo sbarco che l’avanzata è stata durissima lasciando sul campo più di 60.000 morti. Stragi avvenivano ovunque causate da una parte e dall’altra ma dove le vittime erano sempre le stesse le genti napolitane, hanno bombardato senza limiti su città, fabbriche, quelle poche rimaste soprattutto nell’area napoletana, distrutto infrastrutture insomma è stata azzerato definitivamente un territorio, un’operazione iniziata nel 1860 che dimostra come ci sono voluti 80 anni per desertificare l’ex Regno delle Due Sicilie e dopo il brigantaggio insorgente, l’emigrazione e due guerre mondiali. Si ricordano, giustamente dico, le stragi di Marzabotto e S’Anna di Stazzema, ma quasi mai a livello nazionale e ignorate dalla storia istituzionale, quelle di Vallerotonda, Caiazzo, Pietramelara, Conca della Campania, ecc ecc, chi vuole approfondire può vedere il documentario di seguito Terra Bruciata.

Napoli l’unica città che s’è liberata da sola dai tedeschi in Europa la si tiene ai margini, le marocchinate vengono ricordate poco e con molto fastidio, per non parlare della vicenda tragica del treno di Balvano. Ce ne sono tante altre ma sempre ignorate, perché nel conteggio dei morti le nostre genti sono di seconda fascia o troppo ingombranti per chi vuol rubare la scena in modo totale, oppure perché si vuol fare passare il messaggio che solo al nord ci sono stati gli eroi mentre quaggiù nulla di rilevante. Purtroppo per gli storici salariati, come li definiva Gramsci, i nodi vengono al pettine, tanti documenti e studi stanno emergendo e difficilmente si potrà fare qualcosa per nascondere ancora la verità che più viene a galla e più la gente si disamora di tutto quello che si ricorda con il tricolore italiano. Le parole di Eugenio Scalfari, che vi invito a risentire nel video di seguito, sono rafforzate dalle omissioni sulla seconda guerra mondiale.

E’ stato dato un colpo importante alla credibilità della Costituzione, che dicasi nata dalla resistenza e per tutelare il diritto al lavoro, durante il periodo del Covid e dell’inoculazione del siero genico quando tutti i diritti civili, sanitari, umani e dei lavoratori che la “Costituzione più bella del mondo” doveva tutelare, sono stati totalmente cancellati e chi non ha accettato, assumendo il ruolo di vero brigante, di sottoporsi in piena libertà, facoltà che è scritta nella carta costituente, al trattamento sanitario ha avuto una vita impossibile subendo vessazioni e violenza psicologica inconcepibili in un paese che si definisce democratico, senza avere nessun conforto o sostegno fisico e morale di chi dice di ispirarsi ai valori della resistenza, a quanta gente è stato tolto il lavoro riducendoli in miseria nel silenzio dei nipotini dei….partigiani!!! Passerà alla storia l’immagine con il banchiere Mario Draghi che mette sotto braccio, come si fa con vecchi amici, il segretario della Cgil Maurizio Landini.

Festeggiano il 25 aprile dichiarandosi antifascisti, antirazzisti, democratici, tolleranti, inclusivi ecc ecc ma non scendono in piazza, quando lo fanno si organizzano bene, e addirittura non proferiscono parola per chiedere la chiusura del Museo Lombroso a Torino dedicato a uno dei padri della teoria della razza inferiore che tanti danni sta ancora procurando alle genti napolitane, sconfessato da tutto il mondo scientifico. Ricordo, altresì, che Cesare Lombroso considerava, insieme alla figlia, la donna quasi come un animale selvatico.

Si riconoscono nei valori della libertà antifascista e antinazista della resistenza, come lo è lo scrivente, senza essere conseguenti alla premessa poiché nel terzo millennio queste forme repressive e tiranniche hanno cambiato pelle e forma come anticipò Orwell in “1984” e guarda caso accade sempre nella nichilistica Europa dove è in atto un processo di controllo delle masse da parte di una sovrastruttura settaria bancaria che attraverso una tecnocrazia burocrate e in nome di un pensiero unico applicato attraverso il politicamente corretto, ci ha infilato nel paese dei Balocchi dove, abbagliati dagli effetti speciali, ancora non ci rendiamo conto che ci stanno crescendo le orecchie e la coda d’asino. La cosa più divertente è che questi neo partigiani da salotto si riconoscono nelle profezie orwelliane ignorando che sono i pretoriani inconsapevoli di questa tirannide plutocratica.  

Chi pensa di essere erede della guerra partigiana e vuole dimostrarlo con atti concreti mai come in questo periodo storico particolare ha la possibilità di poterlo fare rappresentando degnamente chi è stato in carcere durante il fascismo e chi è morto per combattere il nazifascimo, bastano due semplici azioni che sono:

  1. Chiedere al governo italiano di togliere il segreto di Stato sulle armi e i fondi che da quattro anni stiamo dando all’Ukraina che è in guerra con la Russia. L’italia è l’unico paese in Europa che non da nessuna informazione e visto che nessun politico italiano che siede in parlamento sia tra i banchi della maggioranza che in quelli dell’opposizione lo sta facendo, lo si può chiedere il 25 aprile con un azione extraparlamentare che sarebbe ascoltata dall’opinione pubblica e metterebbe in difficoltà la classe dirigente politica italiana. L’unico politico di mestiere che lo sta chiedendo è il comunista Marco Rizzo.
  2. Sembra che la Germania in queste ultime ore ha presentato la sua nuova dottrina militare intitolata “Verantwortung fur Europa” (responsabilità per l’Europa) che legittima la sua forte politica di riarmo che nasconde la volontà di andare direttamente in guerra contro la Russia cercando di vendicare la sconfitta della seconda guerra mondiale, l’Italia ha intenzione anche in questo frangente di scendere in campo al suo fianco come fece nel 1940? forse non sarà così ma nel dubbio bisogna aprire un dibattito pubblico per spiegare agli italiani cosa sta accadendo e cosa c’è nelle intezioni della politica italiana, maggioranza e opposizione hanno le stesse idee in politica estera. Quale migliore occasione per chiederlo ad alta voce il 25 aprile quando si ricorda la resistenza e la lotta partigiana che ha ispirato la scrittura della famosa “più bella costituzione del mondo” che ripudia la guerra? L’italia ha intenzione ancora una volta di fare guerra alla Russia che dopo aver annientato il primo nazista della storia, Napoleone, e dopo aver sacrificato 27 milioni di persone per sconfiggere Hitler e la Germania ha dimostrato che è sempre pronta a difendere la propria terra e i propri confini anche nel terzo millennio? Qualche mese fa, seguendo gli Usa, la Russia ha cambiato la sua dottrina nucleare passando dalla deterrenza alla coercizione che ci fa comprendere come sia ben preparata e pronta a chiudere, eventualmente, i conti definitivamente con la Germania.

La retorica che la Costituzione nasce dai valori della guerra partigiana ormai non scalda più, grazie a tutte le omissioni e ai buchi che hanno volutamente creato per aver messo hai margini le tragedie della nostra Patria, l’ex Regno, che sono sempre figlie del solito copione che va avanti da 160 anni e che io non accetto più. Ho un profondo rispetto e dolore per tutti i morti della prima e seconda guerra mondiale ma i miei valori non sono quelli che hanno fondato la Repubblica e la Costituzione italiana, una volta intoccabili, ma quelli di “Briganti o Emigranti”.
Brigante perché mi sento vicino a tutte quelle donne e quegli uomini che, prima nel 1799 e poi nel 1860, capirono che il nuovo che avanzava non apparteneva alla propria storia e che c’era l’intenzione di cancellare le tradizioni, l’identità e la civiltà di un popolo, incosciamente avevano compreso che si sarebbero vissute le tragedie sopracitate e che si sarebbe arrivato al sistema di economico basato sul concetto di guerra permanente dove i morti civili sono il 95% mentre il 5% sono soldati. Decisero di lottare e di combattere senza esclusioni di colpi accentando di morire in piedi e non vivere in ginocchio, citazione di Franco Molfese. Brigante oggi non vuol dire prendere la “scoppetta” salire sui monti e fare la guerriglia, ma vuol dire essere un cittadino modello nel paese in cui vivi e dimostri il tuo dissenso con la disobbedienza civile. Non mi piace come viene amministrato questo paese e per questo non esercito il diritto di voto dal 2001, ma rispetto le regole, pago le tasse, rispetto le leggi, rispetto il territorio e sopporto tutto anche se non mi piace. Seguo un modello di vita che è il contrario di quello che abitualmente vediamo tutti i giorni ed espressione del pensiero unico e questo è una cosa intollerante per chi ha deciso di governare questo paese nel disordine perché incapace di farlo nell’ordine.
Emigrante perché vicino ai superstiti di quella guerra di resistenza chiamata brigantaggio accettarono la sconfitta ma non di essere considerati dei perdenti e andando in giro per il mondo, chi non è morto durante il viaggio, subendo delle umiliazioni tremende figlie delle teorie lombrosiane che le hanno perseguitate ovunque sono andati. Mi sento vicino a quei napolitani che al porto di Napoli accompagnavano con lo sguardo e con un filo di spago la partenza dei loro cari che andavano in cerca di pane e che conservavano in una cornice (racconti ascoltati la prima volta da Raffaele La  Capria) e appeso in casa come quadro. Emigranti che, per la prima volta dopo 3000 anni, furono costretti ad andare via dopo aver perso la guerra contro l’esercito invasore Piemontese, quella contro i francesi la vinsero ma furono abbandonati in nome della politica dell’amalgama, e sono stati usati come “carne e maciello” per soddisfare gli impegni presi dall’Italia che aveva con le nazioni straniere fondamentali per la creazione dell’Unità.  Lo sfruttamento non è terminato con i loro soggiorni all’estero ma è continuato perché le loro rimesse che riempirono i forzieri della Cassa deposito e Prestiti, invece di essere utilizzate per finanziare lo sviluppo del sud che secondo la vulgata dominante era il “nord africa” e visto che erano, altresì, quasi tutti meridionali, sono state utilizzate e fondamentali per creare le industrie toscopadane Sistema che è continuato dopo la seconda guerra mondiale con il Piano Marshall che ha definitivamente affossato l’Italia Peninsulare visto che quasi il 90 per cento delle risorse furono dirottate al Nord.

Concludo affermando che chi sente fortissimamente propri gli ideali della libertà e l’attuazione di un autentico stato di diritto, deve abbracciare i valori della resistenza di tutti quei popoli che nella storia hanno combattuto per cacciare l’esercito invasore che nella penisola italica le masse conoscono nella lotta partigiana della seconda guerra mondiale, ma ignorano e non per loro colpa, che nella Vandea Italiana del triennio 1796-99 si manifestò in un epica resistenza contro l’esercito invasore Francese giacobino dove ci furono oltre 100mila caduti tra gli insorgenti di cui 60mila nella sola italia peninsulare e quando gli italiani furono per l’ultima volta uniti. Sono distante, invece, anni luce da chi strumentalizza il 25 aprile per giustificare il suo stato di autoschiavitù verso le ideologie con il fine di perseguire i propri interessi personali.

      

5 Comments

  1. Lorenzo Norcia
    Il 25 aprile andrà sempre più verso l’indifferenza fino a quando sarà strumentalizzata da gruppuscoli di comunisti sopravvissuti e finti partigiani cooptati, spacciando il resto della popolazione. Non dimentichiamo mai che i partigiani non erano solo comunisti ( che anzi erano una minoranza, anche se la più violenta è cin obiettivi filosovietici), ma partigiani erano anche liberali, democristiani, repubblicani, azionisti ecc. Non dimenticherò mai quando a Milano un partigiano in sedia a rotelle fu cacciato dal corte perché non era comunista ed era ol padre di Letizia Moratti.

  2. Tra la I e la II guerra mondiale gli italiani brava gente, per l’occasione in divisa fascista, causarono in Iugoslavia almeno un milione di morti tra deportazioni, campi di concentramento, fucilazioni e stenti inflitti a donne e bambini. Su questa realtà l’informazione mainstream e quella presuntamente libera tacciono all’unisono. Il mezzo per oscurare questa ennesima tragedia del fascismo è stata la trovata di istituire la giornata delle foibe per dimostrare che i comunisti furono feroci assassini quanto è più dei fascisti. Chi ha studiato in loco questi eventi sa che nell’immediato dopoguerra degli italiani, si stima tra i 300 e i 2000 furono uccisi dai partigiani titini per vendicare le angherie subite. Su questo episodio marginale si è costruita a tavolino l’ennesima giornata della memoria inventando un genocidio che non c’è mai stato, solo per dare soddisfazione a personaggi squalificati e fascisti come Gasparri e La Russa. Come si possa conciliare la difesa degli interessi del Sud con la nostalgia del ventennio è davvero un mistero.

  3. La vera liberazione del popolo napolitano avvenne il 13 giugno 1799, giorno della festa di Sant’Antonio di Padova, il quale spinse i nostri partigiani e soldati dell’Esercito della Santa Fede a liberare sia Napoli sia la nostra terra dalla tirannia dei giacobini e degli invasori francesi. Giacobini e Francesi liberatori? agli occhi del nostro popolo veri colozzinatori che esportarono le loro idee estranee dalla nostra terra. I napolitani hanno già i suoi eroi di liberazione e non quelli del Risorgimento e della “Resistenza”.

  4. Testimonianze nel video, ricordi tragici… le guerre sono tutte uguali, di ieri e di oggi, disumane, crudeli e assurde!… chissa’ perche’ ne esistono ancora, e ce le fanno pure vedere come intrattenimento oggi in diretta televisiva… Perche’ gli umani non usano la ragione?… chi conserva ricordi continua a chiederselo… ma evidentemente chi non ne ha non lo sa e perpetua la pazzia in carico ai propri simili!…hai voglia ripetere commemorazioni… servono solo ai poteri istituzionali per lavarsi la coscienza! caterina ossi

  5. meno male che per noi veneti e’ San Marco, senno’ sarebbe troppo triste!… a Venezia sventolando la nostra bandiera possiamo dare sfogo al nostro sogno…”par tera par mar SAN MARCOOOO..” e’ ancora il sogno, ma si avverera’… caterina ossi

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