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5 GENNAIO 1753: LA VENUTA DI RE CARLO III DI BORBONE E FAMIGLIA A LA CAVA!

Posted by on Gen 8, 2021

5 GENNAIO 1753: LA VENUTA DI RE CARLO III DI BORBONE E FAMIGLIA A LA CAVA!

Non pochi sono stati gli illustri e i regnanti (includendo anche i Viceré) che hanno soggiornato alla “Città de La Cava”. L’amena città metelliana aveva avuto il grande onore di poter rendere omaggio all’Imperatore Carlo V nel novembre del 1535.

Diverse, quel momento, le visitealla città “Fidelissima” tanto cara ai sovrani del casato borbonico. Tra le teste coronate più celebri che hanno attraversato il borgo porticato della “Piccola Svizzera” si annovera la sosta di Carlo III di Spagna ovvero il “restauratore del Regno”. In quella occasione l’amministrazione cittadina venne informata del soggiorno dei Reali dal cavese Scipione Loffredo, già Sindaco della fidelissima civitas nel 1728-9 e successivamente nel 1744-5, in quell’anno Intendente del Real Sito di Persano. Carlo III di Borbone e la regina Amalia, di ritorno da Persano «volendo dall’anzidetto Real sito ritornare in Napoli […] hanno risoluto di degnare questa loro città del raro, e distinto onore di venirvi per una notte a dimorare». I sovrani furono ospitati nel palazzo vescovile. Nel documento, redatto dal notaio e cancelliere dell’università Gaetano Sorrentino, vi è la descrizione dettagliata dei preparativi e l’invito a dimostrare «la liberalità altra volta usata dai nostri antichi nel passaggio per questa Città dell’Invittissimo Imperatore Carlo V di sempre gloriosa memoria». Vogliamo riportare l’intera trascrizione e l’incipit alla stessa curata dal dott. Emiliano Sergio che ha inserito la venuta dei regnanti nella sua tesi di laurea di primo livello in STORIA DELL’EUROPA “CAVA NEL SETTECENTO: LE DELIBERE DEL PARLAMENTO CITTADINO (1745 – 55 )“. Particolarissimi sono i preparati: si ordinava di tener esposta la miracolosa immagine della Madonna dell’Olmo nella sua cappella, di far creare un “ricco dossello” difronte al palazzo vescovile per collocarvi le immagini dei due regnanti, di tenere queste immagini sempre illuminate, di predisporre il sostentamento delle truppe svizzere e italiane che facevano da scorta ai reali, di preparare dei ricchi alloggi al seguito della real famiglia, di sparare dei fuochi d’artificio etc… Ai negozianti del borgo veniva richiesto di esporre “al pubblico le più ricche e vistose loro mercanzie sian di seta, o di lana con ogni possibile ornamento e magnificenza”. Per una massima comprensione rilasciamo la trascrizione completa (sempre del dott. Sergio) del documento conservato all’Archivio Comunale di Cava de’Tirreni:Delibera del 5 Gennaro 1753 ( annuncio )Venuta delle Maestà de Nostri Regnanti in questa cittàCon lettera del Intendente della Real Caccia del Bosco di Persano Signor Barone Loffredo nostro concittadino essendo stati ragguagliati, che le Maestà de nostri Agusti Sovrani volendo dal anzidetto Real sito ritornare in Napoli, ne potendo per la ivi sofferta indisposizione della Regina nostra Signora fare in uno giorno tutto il camino, hanno risoluto di degnare questa loro città del raro, e distinto onore di venirvi per una notte a dimorare destinando e prescelto albergo delle loro Reali persone il Vescovile Palazzo; giusta, e convenevole cosa è che tutti noi niente trasignando dalla generosità, e gratitudine in tante volte, ed in consimili casi de nostri maggiori dimostrata, per cui va la nostra città sopra le altre tutte del Regno privilegiata, e destinata ci prepariamo innanzitempo di renderli tutti questi atti di ossequio di rispetto, e d’amore che più da noi li potranno, non tralasciando di fare tutto ciò che a Fedelissimi Vassalli conviene, e che di essi nostri Regnanti incontrar possa il gradimento e piacere : la quale proposta uditosi con molta festa, e giubilo è stata di unanime conventimento, e parere approvata, e perciò deliberato primamente di dovere ricorrere al divino ajuto, e protezione per la prospera, e felice venuta, e dimora di esse Maestà in questa città, con far celebrare più sacrificy, e tener più giorni esposta la sacra, e miracolosa Immagine di nostra Signora entro la sua cappella eretta nella nostra chiesa de Reverendi Padri minimi, di destinar più persone, le quali attendano ciascheduno a quella incombenza che lor sarà data acciò che non riesca nell’ esecuzione di esse disordine ne confusione : di far ergere in questa pubblica piazza, e propriamente dirimpetto al suddetto Vescovil Palazzo uno ornato, e ricco Dossello per collocarvi i ritratti di ambedue essi nostri Regnanti, accanti de quali far bruggiare più torce accese di cera : di dispenzare alle Reali Truppe Svizzera, ed Italiana che verranno per custodia dalle loro Maestà, una convenevole quota per ciascheduno di pane, carne, vino invitando in ciò la liberalità altra volta usata da nostri antichi nel passaggio per questa città del Invittissimo Imperatore Carlo V di sempre gloriosa memoria : di ben disporre commodi e propry alberghi nelle case più distinte di questo Borgo per li Signori Palatini, e Capi di Corte, che saranno del Real seguito : di apparecchiare nelle pubbliche Osterie tutt’altro, che si coverrà per la rimanente famiglia di ordinar; che al giulivo suono di tutte le campane del Borgo siano ricevuti essi Regnanti nel venir che faranno con preparare più fuochi artificiali in due colline che sono al prospetto di questa città; di fare pubblicare banno sotto rigorose pene a tutti i mercadanti, che hanno fondachi in questo Borgo che in quella sera e in buona parte della notte tengano esposte al pubblico le più ricche e vistose loro mercanzie sian di seta, o di lana con ogni possibile ornamento e magnificenza, ed altresì che durante tutta la notte si facciano lumi per tutti detti fondachi, e case del Borgo di eliggere a tenore Istruzioni del detto Signor Intendente persone delle più cospique, raguardevoli e ben parlanti le quali sian destinate con ogni proprietà e decenza di far corte, ed assistere nelle Reali Anticamere cioè Marchese Atenolfi, Don Barone de Marinis, Barone Don Nicola Gagliardi, Don Giuseppe Loffredo, Don Filippo Atenolfi, Don Andrea Genovino, Don Antonio Armenante, Don Sebastiano Sorrentini, Don Francesco Antonio Vitale, Don Carlo Franco Sorrentini, Don Francesco Antonio Vitale, Don Emilio Ferrara, Don Giuseppe della Corte, Don Camillo Tagliaferro, Don Gennaro Tagliaferro, Don Barone Onofrio Maria Cascetta, Don Simone Tajani, Don Gabriele Pisani, Don Carlo Abenante, Don Giulio Sparano, Don Nicola Campanile, Don Carlo Campanile, Don Giuseppe Galise, Don Carlo De Simone, Don Giuseppe Stendardi, Don Giuseppe Cavalieri, Don Pascale De Pisapia, Don Francesco De Iuliis, Don Michele Genovino, Don Francesco d’ Alessio, Don Giuseppe Landulfi, Don Ignazio Quaranta, Don Bernando Cioffi, Don Domenico Di Cesare, Don Carlo Punzo, Don Antonio Genovese, Don Giuseppe Maria Tajani, Don Giovanni Alfonzo De Marinis, Don Nicola Formosa. Ed oltre alle suddette persone invitate vi furono Capi Illustrissimi Signori Don Francesco Trezza Patrizio Napolitano, e Regio Governatore in questa città, Don Giovanni Cioffi Sindaco, Signor Don Giovanni Lorenzo Tagliaferro Eletto, Signor Don Nicola Orilia,Signor Don Fulgenzio Orilia, Signor Don Ignazio Consiglio Eletti e costì ita.

fonte

Cava Storie

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