Molte tracce della nostra storia oltre ad averle ricevute con le varie testimonianze orali, scritte, dipinte o attraverso versi di canzoni o di poesie ci sono state involontariamente tramandate anche tramite la storia di strumenti musicali. È cosa nota che la musica partenopea e di tutto il Mediterraneo è caratterizzata da strumenti musicali dal grande fascino storico e leggendario di straordinario interesse. La Musicaccia cercherà di farvi scoprire quante storie e misteri si celano dietro ad ogni strumento.
Oltre dieci anni fa cominciai a partecipare a convegni identitari napolitani dopo essere stato folgorato sulla “Via Marina” e spesso ero presente in quelli organizzati o dove era presente, il “comandante” Giovanni Salemi e grazie a lui conobbi una persona a cui era molto legata per i loro trascorsi alla Nunziatella ed era Giuseppe Catenacci uomo taciturno ma con un forte carisma, non sprecava una parola ed ognuna non era mai fuori luogo o inutile e pesava come un macigno che esprimeva la Napoli colta e classica. Ad ogni convegno donava pamphlet, calendari o libri sempre legati al mondo della nunziatella borbonica o fatti storici ad essa legata. Nacque l’Ass. Id. Alta Terra di Lavoro e cominciammo ad organizzare convegni, presentazione ed eventi e nonostante ancora avevamo solo il tam tam personale e poco usavamo il web vedevo sempre arrivare Giuseppe Catenacci che da Napoli veniva di proposito ad ascoltarci. Non ne perdeva uno e cominciò, parallelamente a quello conGiovanni Salemi, un rapporto di stima e affetto reciproco che ci portò all’abbattimento del voi per arrivare al tu pretendendo che lo chiamassi per nome. Nacque il blog www.altaterradilavoro.com e “Peppino” divenne il più fedele e assiduo lettore ed ogni tanto mi chiamava perché gli risolvessi gli inconvenienti tecnici informatici che ogni tanto arrivano, perché per lui leggere gli articoli mattutini era la cosa migliore per iniziare la giornata e questo mi faceva enormemente piaceva. Spesso mi invitava a casa a prendere un caffè a casa dove rimasi incantato dalla sua immensa biblioteca che dopo la famiglia rappresentava la sua unica ragione di vita lasciandoci un patrimonio immateriale storico di enorme valore e quando cercavo o mi chiedevano un documento o un testo particolare sapevo a chi chiedere. Sapeva che io ero un sanfedista mentre lui era filo giacobino, ma questo non lo disturbava anzi lo eccitava confrontarsi e qualche volta scontrarsi con me e a tal proposito porto per sempre nel mio cuore il giorno quando nel suo studio, sapendo di farmi inalberare, tirò fuori da sotto la scrivania la bandiera della repubblica napoletana originale del 1799, che teneva custodita gelosamente e quasi nessuno sapeva e quando la vidi esclamai di getto “Peppì ancora non la si appicciata!” che lo fece ridere di pancia generandomi un sentimento misto tra risentimento e gioia perché vederlo allegro mi fece enormemente piacere. Come si dice il tempo è galantuomo e quando mi cominciò a parlare della sua vita lavorativa come funzionario pubblico lamentando disservizi e problemi di vario genere, gli dissi “Peppino non ti lamentare questa è la Napoli, la Campania e l’Italia che nasce dalla repubblica napoletana del 1799” e senza dire una parola ma sorridendo, mi fece capire che avevo ragione. Peppino stai raggiungendo i tuoi compagni d’armi e tutti i ragazzi della Nunziatella con Giovanniche ti accoglierà riservandosi il miglior posto vicino a lui e non cancellerò il tuo nome dalla mailing list del blog perché tu possa continuare a leggere ogni mattina gli articoli pubblicati. Con sconfinato affetto ed infinita stima
Claudio Saltarelli
comunicato della famiglia
“Papà si è addormentato per sempre. È sereno. Preferiamo che non riceva un’ultima visita, vogliamo che lo ricordiate come era. Abbiamo deciso che non faremo un funerale ma solo una benedizione. A settembre faremo una messa con voi tutti. Un caro abbraccio e grazie per l’affetto”
Il soldato napoletano ben guidato, non è secondo ad alcuno, ed ha una principalissima qualità che ritrovo soltanto ne’ soldati spagnuoli; cioè tollera in pace i disagi e la fame con pazienza ammirabile, battendosi da prode! Giuseppe Buttà