Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

GRAND DUCHÉ DE TOSCANE – 1799 – VIVA MARIA ! – ALESSANDRA MARI DITE SANDRINA, AMAZONE ITALIENNE

Posted by on Lug 3, 2025

GRAND DUCHÉ DE TOSCANE – 1799 – VIVA MARIA ! – ALESSANDRA MARI DITE SANDRINA, AMAZONE ITALIENNE

[Viva Maria était l’ une des insurrections anti-napoléoniennes qui ont éclaté en Italie entre 1799 et 1800. Il avait pour principal théâtre de la ville de Arezzo et de la Toscane.]

[Viva Maria fu una delle insurrezioni antinapoleoniche scoppiate in Italia tra il 1799 e il 1800. Il suo scenario principale fu la città di Arezzo e la Toscana.]

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IL VIVA MARIA GIACOBINI E REALISTI STORIA DEL 1799 IN TOSCANA

Posted by on Lug 19, 2025

IL VIVA MARIA GIACOBINI E REALISTI STORIA DEL 1799 IN TOSCANA

IL VIVA MARIA GIACOBINI E REALISTI STORIA DEL 1799 IN TOSCANA CON DOCUMENTI INEDITI E. A. BRIGIDI SIENA ENRICO TORRINI, EDITORE-LIBRAIO 1882

Mi è capitato tra le mani un testo su i fatti del Viva Maria che risalgono al famoso triennio della “Vandea Italiana” 1797-1799 vissuti nel Gran Ducato di Toscana scritto nel 1882 ed anche se già dalle prime righe emergeva chiaramente l’apolegitica narraziona giacobina ho deciso di leggerlo facendo fondo a tutta la mia buona volontà. Alla fine è stato utile leggerlo perchè mi ha dato la possibilità di confrontarlo con la narrazione giacobina del nostro Regno e cosa sorprendente è che per la propaganda e la comunicazione sembra una sua fotocopia, se si cambiano i nomi e i luoghi sembra scritta dalla stessa penna. Gli stessi argomenti per esaltare il comportamento dei traditori giacobini autoctoni, la stessa tesi nel giudicare i sanfedisti che sono fatti passare, anche quelli toscani, per cannibali, bestie feroci, gente arretrata che non capivano il mondo che cambiava e fanatici religiosi, narrando i saccheggi fatti dai Viva Maria, salvo poi relativizzare che i più importanti furono fatti ai banchieri. Aspetto nuovo è la scesa in campo dell’antisemistismo per i fatti di Siena su i quali ancora bisogna fare piena luce come abbiamo già ampiamente documentato, ma aspetto vecchio invece è che anche questo testo è stato scritto a fine ottocento dopo la terza comune in Francia dove si evince con chiarezza la fanatica ideologica, in questo caso si, anticattolica che grazie soprattutto a Bendetto Croce ha stravolto i fatti storici realmente accaduti. Grazie però a questo testo ho potuto leggere documenti inediti anche sull’esilio di Pio VI e scoprire una figura femminile sanfedista che era un capo massa come l’amazzone, così definita dai francesi, Alessandra Mari che dovrebbe essere un idolo femminista ma che così non è, ignorata anche dalla storia prezzolata cosa non sorprendente ma che, altresì, rafforza sempre più il lavoro di chi opera per ripristinare verità storiche cancellate e che ridicolizza il mondo accademico italiano. Un ultima riflessione è che mentre in tutta italia i fatti della Vandea Italiana sono stati storicizzati dai giacobini e narrati, anche se in maniera superficiale, senza nessun condizionamento, a Napoli invece il giacobismo locale, che ha in mano le leve del potere politico, ammnistrativo, storico e culturale della città, la pagina storica del 1799 la mantiene ben viva e la utilizza come faro della propria operosità e ragione di vita che ci fa capire come sia un nervo scoperto. Non saprebbero cosa altro utilizzare per cercare di continuare nella loro opera di cancellazione della storia universale napoletana ma alla fine la loro narrazione poggia su gambe così fragili che hanno paura di cadere sapendo che non si rialzerebbero più. Di seguito il testo per chi volesse leggerlo

Claudio Saltarelli

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Abbasso i giacobini gridando “Viva Maria!”

Posted by on Lug 2, 2025

Abbasso i giacobini gridando “Viva Maria!”

PERUGIA – Armati di fucili da caccia, di forconi, falci, roncole, irruppero prima in Città di Castello (il 16 aprile 1798) e pochi giorni dopo, il 22 aprile, seconda domenica dopo Pasqua, di pomeriggio, appena finiti i riti del Vespro, insorsero a Castel Rigone. Sempre al grido di ‘’Viva Maria!’’ e di ‘’Viva il Papa’’. Fu, almeno all’inizio, un moto popolare, spontaneo, quello che ebbe origine dalle campagne tosco-umbre dove contadini e artigiani, coi vestiti lisi e laceri ed i crampi della fame allo stomaco, si sollevarono, pieni di rabbia, contro lo “straniero” (l’invasore francese, sceso in Italia nel 1796) e contro i giacobini nostrani collaboranti e che visse il suo momento di maggior fulgore, alcuni mesi più tardi, con l’insurrezione di Arezzo e della Toscana.

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MARIA SOFIA MUSICAL

Posted by on Giu 15, 2018

MARIA SOFIA MUSICAL

Nel pomeriggio di giovedì, 14 giugno, al Teatro Lendi di Sant’Arpino (CE), ha avuto luogo un evento eccezionale: è stata portata sulla scena, sotto forma di commedia musicale, la storia di Maria Sofia von Wittelsbach, Reine de Deniet, l’Ultima Regina di Napoli e delle Due Sicilie, uno spettacolo unico, senza precedenti, che ha avuto come protagonisti gli allievi dell’Istituto Tecnico Guglielmo Marconi di Giugliano in Campania.

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Quando l’Italia si svegliò

Posted by on Gen 7, 2026

Quando l’Italia si svegliò

Con il secondo centenario della campagna del generale Bonaparte in Italia si è aperta quest’anno una lunga fase di occasioni per ripensare il passato. Le vicende connesse con il consolidamento interno e la proiezione esterna della Francia rivoluzionaria, culminate con le campagne d’Italia e d’Egitto del Bonaparte, la «Seconda Coalizione» e il Consolato, furono un periodo nodale per la storia d’Italia e d’Europa. Il triennio 1796-99 fu anche quello delle grandi «illusioni giacobine», il banco di prova dell’esportazione nella penisola d’un radicalismo rivoluzionario che in Francia era già perdente e della soluzione dei tentativi (che c’erano stati: e interessanti, da Milano a Firenze a Napoli) di attuare le riforme connesse con il pensiero dei «Lumi» e con il decollo della rivoluzione industriale.

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