Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

PIERO RICCI DA RAGIONE A FERDINANDO IV E GIOVANNI PAISIELLO

Posted by on Gen 8, 2026

PIERO RICCI DA RAGIONE A FERDINANDO IV E GIOVANNI PAISIELLO

La grande cultura musicale e non solo, di Ferdinando IV di Borbone Re di Napoli è ampiamente conosciuta dalla storiografica non prezzolata infatti è sotto la sua Corona che il Regno raggiunse il suo massimo splendore culturale ed artistico portando Napoli a diventare “capitale della cultura” mondiale lasciando un patrimonio immateriale che ancora in nessun luogo è mai stato raggiunto, un patrimonio di cui il mondo ancora si nutre nonostante l’impegno e l’arroganza del potere giacobino che cerca, fino ad ora fallendo, di relegare Napoli ad realtà regionale. L’amore per la musica di Ferdinando IV non soltanto lo si vedeva in quello che veniva rappresentato al Teatro San Carlo ma anche nell’aver sdoganato definitivamente, seguendo il percorso che aveva iniziato il padre Carlo III, la musica popolare che fu portata a corte intensificando la contaminazione tra la musica del…San Carlo con la musica del popolo iniziata tre secoli prima dando un impulso per le trascrizioni facendola diventare “musica esatta”. L’opera lirica, l’opera buffa, il settecento napoletano sono diventate le colonne portanti della musica che ancora oggi viene prodotta in tutto il mondo con la musica popolare napolitana che è diventata unica e irripitibile creando un vero e proprio stile che nessuno ancora oggi riesce a spodestare dal gradino più alto del trono. Anche il mondo della zampogna ha avuto una prima rivoluzione che grazie a Giovanni Paisiello, il compositore più importante e più bravo dell’epoca che anche lo stesso Mozart non riuscì ad osfucare, sotto il Regno del Re Lazzarone compose sinfonie per zampogna portandola a corte che Riccardo Muti qualche anno fa portò in giro in molti teatri lirici avvalendosi dell’operatività del più grande musicista di zampogna vivente che è Piero Ricci.
Qualche giorno fa al Teatro Italo-Argentino di Agnone abbiamo avuto conferma che l’intuzione di Ferdinando IV che ha ispirato Giovanni Paisiello a tracciare un solco su cui Riccardo Muti ha fatto una….”passeggiata”, di inserire la zampogna da protagonista in sinfonie classiche grazie all’esibizione di Piero Ricci insieme all’orchestra del conservatorio di Campobasso andando oltre infatti ha suonato anche insieme alle campane di Agnone regalandoci un esibizione di altissimo livello unica. L’esibizione oltre che a regalarci una bellissima serata ci ha fatto vedere come i suoni prodotti in purezza in natura, quello della zampogna e quello delle campane, si sposano con facilità senza scendere in noiose sperimentazioni o tecnicismi inutili assumendo fondamenti sacri. Di seguito il concerto integrale della serata del 21 dicembre 2025 nell’ambito del Festival delle Campane

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PAISIELLO E IL “RIPURGO” DEL 1799

Posted by on Gen 23, 2022

PAISIELLO E IL “RIPURGO” DEL 1799

«La rivoluzione che alla fine del secolo XVIII sconvolse l’Europa riuscì funesta» — ebbe occasione di scrivere Giuseppe De Balsiis[1] — «a tre celebri maestri di musica napoletani: Niccolò Piccini, Domenico Cimarosa, Giovanni Paisiello».

Il perché, per quanto riguarda Paisiello, è richiamato alla nostra memoria dalla rilettura — effettuata col valido ausilio di un indice onomastico — del Diario Napoletano di Carlo de Nicola, che ai principi del secolo, a cura del De Blasiis appunto, aveva visto la luce in appendice all’«Archivio storico per le provincie napoletane» e che ora la vede nuovamente * col dichiarato scopo di «restituire al più largo pubblico una lettura di appassionante interesse e di straordinaria forza narrativa», come si esprime Paolo Ricci, che ha curato la ristampa, nella nota introduttiva.[2]

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Giovanni Paisiello, “Iddio lo serbi a noi!”

Posted by on Giu 11, 2019

Giovanni Paisiello, “Iddio lo serbi a noi!”

È stato uno dei più influenti compositori d’ opera nel XVIII secolo, uno dei massimi esponenti della Scuola Musicale Napoletana di fine ‘700. Giovanni Paisiello nacque a Taranto il 9 maggio del 1740 e all’ età di 15 anni le sue doti erano già ben note, tanto che venne iscritto al Conservatorio di Sant’Onofrio a Napoli tra i migliori centri di educazione musicale dell’ epoca. Abbandonati gli studi nel 1763, lavorò tra Bologna e Modena dove ottenne un discreto successo con opere come  “La Pupilla” e “Il Mondo a Rovescio” grazie alle quali la fama ottenuta gli valse l’invito a rientrare in capitale, a Napoli, dove compose opere per i due principali teatri cittadini, il Teatro Nuovo e il San Carlo.

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