Matilde Serao, la giornalista dal cuore devoto
Ricorrono 170 anni dalla nascita della fondatrice del Mattino, che si convertì al cattolicesimo e lasciò pagine letterarie che parlano di fede, da La Madonna e i Santi a Nel paese di Gesù.
Read MoreRicorrono 170 anni dalla nascita della fondatrice del Mattino, che si convertì al cattolicesimo e lasciò pagine letterarie che parlano di fede, da La Madonna e i Santi a Nel paese di Gesù.
Read MoreInteressante riflessione l’ha fatta Domenico Anfora inviandomi un passaggio di Fredrika Bremer dal libro di Arold Acton “Gli ultimi Borboni di Napoli”, che certamente non passava per essere una borbonica ma tutt’altro, su i “Quartieri Spagnoli” soprattutto se si pensa a cosa scrisse Matilde Serao nel 1884. Di seguito il passaggio
«Avevo udito parlare tanto delle spaventevoli condizioni di miseria del popolo napoletano, che ho voluto prendere una carrozzella per farmi condurre proprio nei quartieri più poveri della città e dei suburbi: con grande sorpresa vi ho trovato meno indigenza di quanto avessi previsto. Dappertutto ho veduto gente al lavoro e, persino nelle più povere abitazioni — le cui porte di solito sono sempre aperte —, letti comodi, biancheria pulita. A volte le famiglie stavano mangiando: tutto era ordinato, a posto. In città v’è sovrabbondanza di generi alimentari, specialmente di verdura e frutto. Immense zucche con le viscere d’oro, mucchi di pomodori, lucenti peperoni, piramidi di fichi ornati di fiori gialli e rossi, pere, prugne, arance, mele, noci, coprono i banchi dei mercati, riempiono le vetrine, vengono portati attorno in larghi panieri. La maggior pate della gente è occupata a mangiare. C’è sempre molto strepito e c’è una gran folla, soprattutto nelle strade più strette…
È vero che di quando in quando, persino in Via Toledo si vedono donne e bambini sdraiati presso qualche casa o qualche cancello, con dipinte in viso sofferenze e selvaggia collera; ed è anche vero che in altri luoghi uomini e donne mettono in mostra le loro malattie o gli arti imperfetti, per richiamare i
passanti, i quali di solito non vi fanno attenzione. Si dice però che durante la notte molte di quelle figure sedute o giacenti si alzino, diventando pericolose per i ricchi passanti… nel complesso non ho veduto a Napoli più miseria che a Londra, Parigi o New York. I medicanti sono meno timidi, ecco tutto, ed è più facile incontrarli nelle grandi piazze e nei quartieri ricchi della città.»
HERMAN MELVILLE, Journal of a Visit to Europe and the Levant, October 11, 1856-May 6, 1857.
Ognuno può fare le sue opportune riflessioni!!!
Claudio Saltarelli
segnalato da Domenico Anfora
Read MoreSulla figura di S.A.R. Francesco II come sovrano è stato scritto tanto, era troppo giovane, doveva andare in Sicilia, non doveva dare la costituzione, non doveva dare il potere a Don Liborio Romano e lasciare Napoli, chi più ne ha più ne metta ma forse bisognerebbe fare un’analisi più serena e oggettiva.
Read MoreLa Giornata Internazionale della Lingua Madre, indetta dall’UNESCO per promuovere la salvaguardia della diversità linguistica e culturale nel mondo, come elemento fondamentale di emancipazione individuale e sociale. Questa Giornata è rivolta a tutte le lingue madri, ma in particolare a quelle dimenticate e misconosciute dagli stati che le ospitano. In questa occasione, così significativa per noi, come per chiunque combatta in difesa della propria lingua e della propria terra, vogliamo celebrare la nostra lingua madre, tutto ciò che essa è e che potrebbe essere.
Il testo che vi presentiamo è un inedito: “Il mare”, tratto da Leggende napoletane di Matilde Serao, tradotto per la prima volta in lingua napoletana, per Identità Insorgenti, dal grande poeta e traduttore Roberto D’Ajello.
Virgilio veniva da lontano, dal nord forse, dal cielo certamente; egli era giovane, bello, alto nella persona, eretto nel busto, ma camminava con la testa curva, e mormorando certe sue frasi, in un linguaggio strano che niuno poteva comprendere. (…)
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