Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

L’impresa di Fabrizio Ruffo, da Messina a Napoli

Posted byon Giu 15, 2026

L’impresa di Fabrizio Ruffo, da Messina a Napoli

Giuseppe Gangemi

Il Cardinale Ruffo ha fretta di partire perché una “febbre rivoluzionaria sempre più ardente [si va estendendo ] alle città della Calabria ulteriore … sicché da ultimo [rimangono solo] quattro … nelle quali i realisti predomina,[no]: Reggio, Scilla, Palmi, Bagnara” (Helfert 86). Il 25 gennaio, Ferdinando IV dà i pieni poteri a Fabrizio Ruffo per la riconquista del Regno. Il 31 gennaio, giunge a Messina dove il tesoriere Marchese Taccone gli dovrebbe consegnare 500.000 ducati e il generale Danero gli dovrebbe dare armi, munizioni e armati. Il Marchese non gli consegna una lira perché Acton gli ha ordinato di consegnarli al Vicario Pignatelli e Danero nemmeno un uomo  perché dovrebbe sguarnire Messina e l’obiettivo primario che egli ha è di difendere l’isola (Roncuzzi 2022, 103; Helfert 1885, 93). Egli decide di partire comunque, fidando che tutto gli possa arrivare nelle settimane seguenti, per non perdere il vantaggio di cominciare le operazioni da un territorio ancora fedele al re.

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L’industria saccarifica nel Medioevo a Messina

Posted byon Giu 7, 2026

L’industria saccarifica nel Medioevo a Messina

Alessandro Fumia

La grandezza di una città come Messina, è dovuta alla intraprendenza dei suoi cittadini; almeno in questo, si distinguevano i nostri antenati dai rispettivi discendenti. Lo spirito di iniziativa, l’avventura e l’organizzazione dei messinesi, è uno strano ricordo se paragonato all’inerzia dei giorni nostri.

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Il Castello di Matagrifone a Messina

Posted byon Mag 23, 2026

Il Castello di Matagrifone a Messina

Alessandro Fumia

La storia di Messina passa attraverso le tracce superstiti di alcuni documenti. Il Castello di Matagrifone.

Pochi sono stati gli autori che sono riusciti a ricostruire una memoria storica sul maniero in oggetto. Io e Riccobono avevamo segnalato l’intenzione di produrre un’opera libraria sul castello di Matagrifone. In molti sono convinti che di quel castello siano sopravvissute la Porta delle carceri, e la Torre ottagona. Invece, dalla raccolta di alcune carte andate sotto silenzio, sotto l’attuale sacrario di Cristo Re, esistono dei camminamenti, le cui entrate sono state occluse. Per raggioungere questi camminamenti, si dovrebbero ammalorare, gli ostacoli che sono stati realizzati dopo la seconda guerra mondiale. Esiste un altro elemento monumentale ancora oggi esistente (gioco di parole), ma non visibile a prima vista; si tratta di un bastione poligonale oggi occupato dall’area pedonale e dalla balaustra sul bel vedere di Cristo Re. Questo bastione si estende per una lunghezza di 60 metri, e un altezza originariamente di 20 metri. Dove oggi passa la circonvellazione prima era sistemata la controscarpa; e in un punto della strada esisteva un tunnel coperto dalla massicciata della strada medesima, proveniente dalla navata della chiesa di Santa Maria degli Azzurri come attestato da un documento del XVI secolo, e da altre carte settecentesche. La strada che dalla stessa circonvellazione si apre per condursi all’entrata del sacrario militare, secondo documenti catastali si apre sopra la strada realizzata nel Seicento. Chi l’ha detto che non esiste più il Castello di Matagrifone? Gli ambienti sotterranei sono rimasti al loro posto.

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