Posted byaltaterradilavoroon Set 13, 2026
Franco Genovese
Mi hanno chiesto di parlare dei moti del 1821 a Messina, una cosa diversa da quanto avete studiato, e vi prego di volerlo considerare mio, superficiale e comunque da approfondire.
Read MorePosted byaltaterradilavoroon Giu 15, 2026
Giuseppe Gangemi
Il Cardinale Ruffo ha fretta di partire perché una “febbre rivoluzionaria sempre più ardente [si va estendendo ] alle città della Calabria ulteriore … sicché da ultimo [rimangono solo] quattro … nelle quali i realisti predomina,[no]: Reggio, Scilla, Palmi, Bagnara” (Helfert 86). Il 25 gennaio, Ferdinando IV dà i pieni poteri a Fabrizio Ruffo per la riconquista del Regno. Il 31 gennaio, giunge a Messina dove il tesoriere Marchese Taccone gli dovrebbe consegnare 500.000 ducati e il generale Danero gli dovrebbe dare armi, munizioni e armati. Il Marchese non gli consegna una lira perché Acton gli ha ordinato di consegnarli al Vicario Pignatelli e Danero nemmeno un uomo perché dovrebbe sguarnire Messina e l’obiettivo primario che egli ha è di difendere l’isola (Roncuzzi 2022, 103; Helfert 1885, 93). Egli decide di partire comunque, fidando che tutto gli possa arrivare nelle settimane seguenti, per non perdere il vantaggio di cominciare le operazioni da un territorio ancora fedele al re.
Read MorePosted byaltaterradilavoroon Giu 7, 2026
Alessandro Fumia
La grandezza di una città come Messina, è dovuta alla intraprendenza dei suoi cittadini; almeno in questo, si distinguevano i nostri antenati dai rispettivi discendenti. Lo spirito di iniziativa, l’avventura e l’organizzazione dei messinesi, è uno strano ricordo se paragonato all’inerzia dei giorni nostri.
Read MorePosted byaltaterradilavoroon Mag 23, 2026
Alessandro Fumia
La storia di Messina passa attraverso le tracce superstiti di alcuni documenti. Il Castello di Matagrifone.
Pochi sono stati gli autori che sono riusciti a ricostruire una memoria storica sul maniero in oggetto. Io e Riccobono avevamo segnalato l’intenzione di produrre un’opera libraria sul castello di Matagrifone. In molti sono convinti che di quel castello siano sopravvissute la Porta delle carceri, e la Torre ottagona. Invece, dalla raccolta di alcune carte andate sotto silenzio, sotto l’attuale sacrario di Cristo Re, esistono dei camminamenti, le cui entrate sono state occluse. Per raggioungere questi camminamenti, si dovrebbero ammalorare, gli ostacoli che sono stati realizzati dopo la seconda guerra mondiale. Esiste un altro elemento monumentale ancora oggi esistente (gioco di parole), ma non visibile a prima vista; si tratta di un bastione poligonale oggi occupato dall’area pedonale e dalla balaustra sul bel vedere di Cristo Re. Questo bastione si estende per una lunghezza di 60 metri, e un altezza originariamente di 20 metri. Dove oggi passa la circonvellazione prima era sistemata la controscarpa; e in un punto della strada esisteva un tunnel coperto dalla massicciata della strada medesima, proveniente dalla navata della chiesa di Santa Maria degli Azzurri come attestato da un documento del XVI secolo, e da altre carte settecentesche. La strada che dalla stessa circonvellazione si apre per condursi all’entrata del sacrario militare, secondo documenti catastali si apre sopra la strada realizzata nel Seicento. Chi l’ha detto che non esiste più il Castello di Matagrifone? Gli ambienti sotterranei sono rimasti al loro posto.
Read MorePosted byaltaterradilavoroon Apr 22, 2026
Da “Giù al Sud” – di Pino Aprile
«Voi non potete giudicare. Voi non avete visto»
(dalle corrispondenze di Claudio Treves, per «Il Tempo», sul terremoto del 1908)
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