Il discorso politico nella IV e V Orazione inaugurale di Giambattista Vico
Giuseppe Gangemi
È stato lo stesso Vico a raccontare, nell’Autobiografia, che le orazioni quarta e quinta, del 1704 e del 1705, sono orazioni politiche. Dopo essersi tolto un sassolino dalla scarpa con l’appello alla patria e al debito di riconoscenza, soprattutto dei giovani nobili, Vico guarda oltre e prende in esame un “nuovo ideale di Stato, in cui i sapientes, conferiscono attraverso la prudentia il posto più alto alla virtù che fonda le artes” (Giarrizzo 1981, 67).
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