Alta Terra di Lavoro

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A quelli che vogliono sapere e non sanno (No alla guerra e no all’ipocrisia) di Vincenzo Giannone

Posted by on Apr 21, 2022

A quelli che vogliono sapere e non sanno  (No alla guerra e no all’ipocrisia) di Vincenzo Giannone

In contrapposizione alla Russia, dove la democrazia e la libertà non ci sono, si dice l’Occidente è libertà e democrazia. Difatti, se ieri per non essere detto con disprezzo no vax, dovevi dire sì al “vaccino” imposto dal governo democratico italiano col ricatto, oggi per non essere etichettato filo-putiniano devi condannare Putin e la Russia!

Quando essere critici e esprimere il proprio pensiero diventa pericoloso, quando l’ipocrisia, la falsità, la menzogna e la corruzione sono le virtù cardinali della politica occidentale, quando nel nome della libertà e della democrazia si nega il confronto e il contradittorio, quando per lo stesso principio di libertà si mira a distruggere la tradizione, la religione cristiana, l’identità sessuale, la genitorialità, la famiglia e si promuove l’aborto fino all’infanticidio, come nel Maryland (USA), c’è da chiedersi se l’ostentata libertà occidentale non miri in realtà a un appiattimento dei valori umani, sociali e culturali per rendere i popoli servi del potere politico e economico costituito. Se non si possono esprimere dubbi e opinioni diverse da quelle dominanti, se anche il pensiero è imposto dai governi, dov’è la libertà e la democrazia in Occidente? E con questi presupposti l’Occidente vorrebbe dare la libertà e la democrazia agli ucraini? Meglio essere un cane magro e libero che uno pasciuto al guinzaglio. Non sarà forse che gli USA, l’Inghilterra, l’EU e la NATO vogliono pascere l’Ucraina per i propri fini?

Si parla tanto del principio di autodeterminazione come l’espressione della libertà dell’uomo e dei popoli ma di fatto agli italiani è stato negato il diritto di autodeterminazione alla salute ed è stato imposto loro un “vaccino” pena la perdita del lavoro e ogni altro diritto civile. L’ipocrisia occidentale condanna e combatte pubblicamente ogni forma di discriminazione delle persone e di limitazione della libertà personale ma solo pochi mesi fa il governo e la gran parte degli italiani avrebbero volentieri rinchiuso i non vaccinati in un carcere o in un campo di concentramento.

Quando il potere democratico costituito ha paura della verità e non ha argomenti per opporsi ad essa rifiuta ogni confronto e contrasta il libero pensiero. Eppure la civiltà, la scienza e il progresso non sono che il risultato di un confronto continuo. L’Occidente è come un bue che dà del cornuto all’asino, ossia che accusa la Russia di illibertà e mancanza di democrazia.

L’Ucraina oggi, in breve

Dal 2004 al 2010 l’Ucraina è stata governata da partiti filo-occidentali. Con la vittoria di Yanukovich, democraticamente eletto nel 2010, le idee filo occidentali furono pian piano messe da parte. Nel 2013 una parte della popolazione cominciò a protestare contro le idee filorusse del governo Yanukovych. Ci furono numerose rivolte “spontanee” [o forse sostenute dall’Occidente] a favore dell’Europa nella piazza di Maidan a Kiev, dette appunto rivolte euromaidan.  Aumentando sempre di numero e con un maggior numero di partecipanti, le proteste di piazza Maidan diedero ai partiti all’opposizione l’opportunità per scalzare il governo.Questo nuovo stato di cose offrì all’Occidente l’occasione per intervenire mediaticamente in favore dei manifestanti. Di contro furono organizzate anche manifestazioni filorusse e antieuropee, e se l’Occidente intervenne con i mass-media a favore delle proteste filoeuropee, la Russia fece altrettanto in favore di quelle filorusse. Tra le due fazioni ci furono numerosi scontri con morti e feriti e la partecipazione delle frange più estreme dell’una e dell’altra parte. I partiti neonazisti, se pur minoritari ma più organizzati, erano presenti nelle manifestazioni di piazza Maidan dell’una e dell’altra parte.

Le prime manifestazioni filo europee o euromaidan si ebbero a Odessa il 25 gennaio 2014 e furono drasticamente contrastate dalle forze di polizia con numerosi arresti.

Il 18 e 19 febbraio 2014, nella piazza Maidan a Kiev ci furono due grandi manifestazioni con la partecipazione di migliaia di persone e il 22 febbraio il presidente Yanukovich (filo-russo) fu costretto a dare le dimissioni e a rifugiarsi in Russia. I partiti d’opposizione filoeuropei presero il potere e misero in minoranza la parte filorussa. Poiché il nuovo governo Poroschenko (presidente dell’Ucraina dal 2014 al 2019) aveva vietato il russo come lingua di istruzione nelle scuole e in tutti gli uffici pubblici, la fazione filorussa manifestò pacificamente il 1° marzo chiedendo il riconoscimento dei propri diritti e una certa autonomia come in Crimea. La protesta fu contrastata dalle forze di polizia del nuovo governo.

Il 25 aprile a Odessa, durante un’ennesima protesta, fu lanciata una granata contro i manifestanti filorussi. Cinque manifestanti e due poliziotti rimasero feriti. Il 2 maggio seguente, l’estrema destra degli euromaidan, ossia dei filo-europei, organizzò una manifestazione per protestare contro le popolazioni del Donbass che chiedevano l’autonomia.  Nello stesso giorno anche i filorussi avevano organizzato una manifestazione di protesta e gli estremisti dell’una e dell’altra parte si scontrarono e con essi anche la massa pacifica dei manifestanti. Improvvisamente, un filorusso esplose un colpo d’arma da fuoco e uccise un manifestante della corrente opposta. Subito dopo i filoeuropei si organizzarono per colpire gli oppositori, i quali essendo numericamente inferiori si trincerarono davanti al palazzo dei sindacati. Raggiunti dai filoeuropei ci fu un duro scontro tra i due gruppi. I filoeuropei iniziarono a lanciare bottiglie molotov e colpi di fucile furono sparati da un albergo vicino. Pressati dagli assalitori, i filorussi si rifugiarono nel palazzo. Le molotov lanciate all’interno dell’edificio provocarono un incendio. I vigili del fuoco giunsero in ritardo e, secondo la versione ufficiale, nell’incendio morino 48 persone mentre secondo il defunto giornalista Giulietto Chiesa i filorussi non morirono a causa del fuoco ma erano stati uccisi deliberatamente dagli estremisti neonazisti, entrati nel palazzo, con un colpo di pistola in testa e le vittime erano 160.

Oggi, l’ex procuratore dell’ONU, Carla Del Ponte, vorrebbe che fosse emesso un mandato d’arresto nei confronti di Putin, che ha definito “criminale di guerra”[1], intanto i colpevoli della strage di Odessa non sono mai stati processati e puniti e gli estremisti neonazisti sono stati protetti dal governo ucraino. Dov’era il procuratore dell’ONU quando gli aerei ucraini bombardavano Lugansk e molte persone morivano a causa delle bombe? Dal 2014 al 2016, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) ha ricevuto numerose accuse di sparizioni forzate, detenzione arbitraria, tortura e maltrattamenti commessi dalle forze dell’ordine ucraine nel Donbass. Omicidi, rapimenti, detenzioni arbitrarie, torture e maltrattamenti perpetrati da membri dei gruppi armati.[2] In questo periodo, alla popolazione che viveva nei territori controllati dai gruppi armati è stata di fatto negata la protezione di base e privata dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Dalla metà del 2014 l’OHCHR ha registrato circa 1.500 resoconti di vittime, testimoni e parenti, e secondo il 14° rapporto redatto dall’OHCHR «dalla metà d’aprile 2014 al 15 maggio 2016 sono state registrate 30.903 vittime nell’area di conflitto nell’Ucraina orientale (Donbass), tra forze armate ucraine, civili e membri dei gruppi armati. Il numero delle vittime includeva 9.371 persone uccise e 21.532 ferite».[3] «Tra il 16 febbraio e il 15 maggio 2016, l’OHCHR aveva registrato 113 vittime civili legate al conflitto nell’Ucraina orientale: 14 morti (tre donne, dieci uomini e un adulto il cui sesso è sconosciuto) e 99 feriti (24 donne, 57 uomini e sette adulti il ​​cui sesso è sconosciuto; sei femmine, quattro maschi e un bambino il cui sesso è sconosciuto)».[4]  In molti casi, i procedimenti penali nei confronti delle persone accusate di reati di terrorismo avevano messo in duro rilievo la mancanza di indipendenza e imparzialità della magistratura e della professione legale. Adottando politiche che escludevano e limitavano l’accesso alle libertà fondamentali e ai diritti socioeconomici delle persone che vivevano nel Donbass e applicando misure speciali, il governo ucraino aveva spesso violato il principio di non discriminazione (come accaduto in Italia con il vaccino e il green pass) e derogato ad alcuni degli obblighi dei trattati internazionali sui diritti umani.[5]

Intanto, con l’inizio del nuovo secolo, l’Occidente poneva ai confini con la Russia infrastrutture militari, basi missilistiche e basi di droni, stanziava all’Ucraina miliardi di dollari, addestrava gli uomini alla guerra e spingeva la popolazione a entrare nell’Unione europea e nella NATO.

Prima dell’invasione dell’Ucraina la Cia (i servizi segreti americani) era al corrente della prossima invasione russa dell’Ucraina. Kiev ne era stata informata. Perché Zelensky che era stato informato dalla Cia non ha proposto subito un colloquio di pace per fermare Putin e ha preferito la guerra a un trattato? Perché, probabilmente, il presidente americano non era di questo avviso. Lo storico e politico svizzero Guy Mettan, autore del libro Russofobia, in un’intervista rilasciata a La Verità il 10 aprile 2022, tra l’altro ha detto:

«Dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001 [Putin] è stato il primo a proporre una cooperazione a George W. Bush contro il terrorismo. Durante i suoi primi due mandati, era molto aperto e pronto a fare accordi e riavvicinamento con l’Occidente. Ma è stato respinto.

Nel 2007/2008 [Putin] si è opposto fermamente alle proposte di adesione alla NATO della Georgia e dell’Ucraina. […] La Russia ha iniziato la guerra e dovrà assumersene la responsabilità. Ma non è la sola. Anche Usa e Ucraina hanno responsabilità. L’Ucraina ha avuto la possibilità di applicare l’accordo di Minsk II firmato nel 2015. Il rispetto dello stato di diritto e dei diritti internazionali – l’accordo è stato approvato dall’Onu – avrebbe evitato questa terribile guerra.  Le conseguenze per l’Ucraina saranno drammatiche, poiché i risultati saranno di gran lunga peggiori per questo Paese rispetto al compromesso di Minsk».[6]

Perché gli USA non hanno accolto le richieste del presidente Putin?

Gli accordi di Minsk.

Il 5 settembre 2014, a Minsk in Bielorussia, i rappresentanti della Crimea, della Federazione Russa, i rappresentanti delle due Repubbliche di Doneck e Lugansk e la cooperazione in Europa avevano convenuto sull’immediata cessazione bilaterale delle armi e su altri punti importanti. Il 6° punto prevedeva espressamente: «Adottare una legge sulla prevenzione della persecuzione e della punizione delle persone in connessione con gli eventi che hanno avuto luogo in alcuni distretti delle regioni di Donetsk e Luhansk in Ucraina».

Il 19 settembre 2014, per garantire l’immediata cessazione bilaterale dell’uso delle armi i rappresentanti avevano firmato un accordo, detto Memorandum, di 9 punti. In particolare, il secondo punto prevedeva: «Sospensione delle unità e delle formazioni militari delle parti sulla linea del loro contatto a partire dal 19 settembre 2014 e l’uso dell’aviazione da combattimento e dei veicoli aerei senza pilota (UAV) stranieri e armi pesanti».

Il 12 febbraio 2015, la Francia, la Germania, la Russia e l’Ucraina pervennero a un secondo accordo, detto di Minsk II, composto da 13 articoli. Tra gli obblighi più rilevanti sottoscritti vi era il cessate il fuoco da ambo le parti. In particolare i punti 4, 5 e 11 prevedevano:

«4. Il primo giorno dopo il ritiro, avviare un dialogo sulle modalità di svolgimento delle elezioni locali in conformità con la legislazione ucraina e la legge dell’Ucraina “Sull’ordine temporaneo di autogoverno locale in alcuni distretti delle regioni di Donetsk e Luhansk”, nonché sul futuro regime di questi distretti sulla base di questa legge. Immediatamente, entro e non oltre 30 giorni dalla data di firma del presente documento, adottare una risoluzione della Verkhovna Rada dell’Ucraina che indichi il territorio coperto dal regime speciale in conformità con la legge dell’Ucraina “Sull’ordine temporaneo di autogoverno locale in alcuni distretti delle regioni di Donetsk e Luhansk” sulla base della linea stabilita nel Memorandum di Minsk del 19 settembre 2014.

«5. Garantire la grazia e l’amnistia introducendo in vigore una legge che vieti il perseguimento e la punizione delle persone in relazione a eventi che hanno avuto luogo in alcune aree delle regioni di Donetsk e Luhansk dell’Ucraina».

«11. Attuare la riforma costituzionale in Ucraina con l’entrata in vigore entro la fine del 2015 di una nuova Costituzione, che prevede un elemento chiave di decentramento (tenendo conto delle peculiarità di alcuni distretti delle regioni di Donetsk e Luhansk concordati con i rappresentanti di tali distretti), nonché l’adozione di una legislazione permanente sullo status speciale di alcuni distretti delle regioni di Donetsk e Luhansk in conformità con le misure specificate nella nota entro la fine del 2015».[7]

Il presidente russo Vladimir Putin, il presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko,[8] il presidente della Repubblica francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel si impegnarono per favorire l’attuazione degli accordi di Minsk 2 firmati da tutti coloro che avevano sottoscritto il Protocollo del 5 settembre 2014 e il Memorandum del 19 settembre 2014.

L’invasione dell’Ucraina e la guerra oggi in atto si può dire che è stata provocata e voluta dall’Occidente per tutelare gli interessi degli Stati Uniti e della NATO poiché se si fossero rispettati gli accordi di Minsk del 2015, come ha sostenuto lo storico svizzero Guy Mettan, la Russia non avrebbe invaso l’Ucraina e non ci sarebbe stata la guerra. Ma questo, forse, non era nei progetti degli USA e della NATO, che si sono serviti del presidente Zelensky (eletto il 20 maggio 2019) per minare la sicurezza interna della Russia.

Nel discorso tenuto il 24 febbraio 2022 ai russi, Putin ha dichiarato che nel novembre 2021 l’Occidente aveva respinto tutte le richieste di sicurezza presentate dalla Russia. Il presidente russo aveva chiesto all’Occidente che nessun’altra nazione entrasse nella NATO, in particolare l’Ucraina e che nessun’altra infrastruttura militare e missilistica fosse posta ai confini con la Russia e che fossero rispettati i trattati posti in essere dall’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) alla fine degli anni Novanta. In altre parole Putin aveva chiesto che la NATO non si espandesse, oggi e in futuro, oltre lo statu quo, ma gli Stati Uniti d’America e la NATO rifiutarono ogni garanzia per la sicurezza interna della Russia. Ecco le parole pronunciate dal presidente Putin:

Cari cittadini russi. Cari amici.

Oggi ancora una volta ritengo necessario tornare sui tragici eventi tragici che stanno accadendo in Donbass e sulle questioni chiave per garantire la sicurezza russa. Inizierò con ciò che ho detto nel mio discorso del 21 febbraio, partendo da quello che ci fa quindi sprofondare in uno stato di preoccupazione e ansia: le minacce nei nostri confronti che di anno in anno, passo dopo passo, sgarbatamente e senza tante cerimonie, sono state avanzate da politici irresponsabili in occidente. Intendo l’estensione del blocco NATO a est, cosa che permette all’Alleanza di avvicinare le sue forze ai nostri confini. Negli ultimi trent’anni siamo stati pazienti e abbiamo cercato di negoziare con i leader dei paesi della NATO sui principi di uguaglianza e sicurezza in Europa.

In risposta alle nostre proposte, abbiamo ricevuto soltanto inganni e menzogne, a cui si aggiungono i tentativi di pressioni e ricatti. L’alleanza nordatlantica, nonostante tutte le nostre proteste e preoccupazioni, ha continuato la propria espansione, facendo avanzare la loro macchina da guerra verso i nostri confini. Perché sta succedendo tutto questo? Da dove viene questo modo sfacciato di parlare di posizioni di esclusività, infallibilità e permissività, trattando i nostri interessi e richieste legittime con un atteggiamento incurante e sprezzante.[9]

La verità, dunque, non è solo quella presentata dall’Occidente davanti al tribunale dell’opinione pubblica mondiale ma anche quella, scomoda, presentata dalla Russia, ignorata e non ammessa al processo in atto. Il contradittorio non è ammesso. L’Occidente “democratico e liberale” vuole distruggere la Russia “illiberale e totalitaria”? Chi non cerca la pace con ogni mezzo diplomatico, come gli USA e la NATO, di fatto cerca la guerra e chi oggi vorrebbe una nuova guerra mondiale per tutelare i propri interessi economici e “democratici” è trattenuto solo dal timore di una esplosione nucleare, che distruggerebbe in pochi istanti intere città e popolazioni. Qualche giorno fa, il presidente americano Biden ha dichiarato: “Se la Russia userà armi biologiche, l’Occidente interverrà”. Sembra proprio che questo presidente americano, che manovra i fili dell’Europa occidentale a suo piacere, cerchi il casus belli per costringere la NATO a dichiarare guerra alla Russia come fece con l’ex Jugoslavia. Ma un intervento armato della NATO salverebbe gli ucraini, l’Europa e il mondo dalla distruzione? Auguriamoci che quest’uomo (che vuole proteggere gli interessi di famiglia) non sia così dissennato da voler usare un falso pretesto per scatenare una nuova guerra in Europa. Ma la Russia non è la ex Jugoslavia o l’Iraq! Le città europee più importanti verrebbero distrutte da missili nucleari e i morti non sarebbero qualche migliaio ma milioni. Londra, Varsavia, Berlino, Vienna, Parigi, Milano, Trieste, Genova, Roma, Napoli, Taranto e tante altre città nel mondo occidentale verrebbero rase al suolo come Nagasaki e Hiroshima. Possibile che per fermare una guerra occorre farne un’altra più grande e più disastrosa solo per tutelare gli interessi del presidente degli Stati Uniti Biden e del figlio Hunter?  

Gli affari di famiglia del presidente Biden

Riportava “La Bussola Quotidiana” del 21 marzo 2022:

«Le mail di Hunter Biden non sono mai state “disinformazione”: è tutto vero, è stato tutto autenticato. È quello che, in queste ore, ha ammesso il New York Times riferendosi agli scandali che hanno coinvolto il figlio dell’attuale presidente Usa, già sotto inchiesta federale. Era una bomba. Il tipo di scoop che avrebbe potuto produrre mesi di titoli – e per di più, Hunter Biden non ha mai negato che il laptop fosse suo – ma tutto venne

liquidato come disinformazione russa.Fu il New York Post l’unico giornale a lanciare la storia, ma venne punito dalla Silicon Valley. Twitter chiuse l’account del Post per 16 giorni e impedì di condividere qualsiasi informazione sul figlio di quello che sarebbe poi diventato il presidente degli Stati Uniti d’America. Chiunque tentò di postare la storia vide i propri account bloccati. Facebook affermò candidamente che avrebbe “limitato la pubblicazione” del caso rendendo la condivisione impossibile. Il blocco fu efficace: parlare di Hunter Biden significava essere un teorico della cospirazione. Ora, a 14 mesi dall’inizio del nuovo corso alla Casa Bianca, il New York Post rivendica la rivincita con un editoriale dal titolo, “Il New York Times odia dirvi che il Post ve l’aveva detto”. […] Il potenziale conflitto d’interessi affiora, però, solo nel maggio 2016. Joe Biden vola a Kiev per informare il presidente Petro Poroshenko che la garanzia di un prestito ammontante a un miliardo di dollari era stata approvata per permettere all’Ucraina di fronteggiare i debiti. Ma si trattava a tutti gli effetti di aiuto “condizionato”: se Poroshenko non avesse licenziato il procuratore capo, Viktor Shokin, [che stava indagando sul figlio di Biden] nello stretto giro di sei ore, Biden sarebbe tornato negli Usa e l’Ucraina non avrebbe più avuto alcuna garanzia di prestito.

Argomentazione convincente, che costrinse Kiev ad accontentare l’allora vicepresidente con delega alla politica nell’ex Paese sovietico. Sarà lo stesso Biden a vantarsi di aver minacciato l’allora presidente ucraino Poroshenko, “Li guardai negli occhi e dissi, io parto tra sei ore, se il procuratore non è stato licenziato, non avrete i soldi. Beh, il figlio di pu****a è stato licenziato”. Shokin stava indagando sull’azienda nel cui board figurava Hunter [Biden].

In cinque anni, la posizione di consigliere di amministrazione presso la compagnia energetica ucraina è valsa a Hunter ben 4 milioni di dollari, compensi che nelle proprie memorie lui stesso ha definito: “soldi divertenti”. Il figlio di Joe Biden [attuale presidente degli Stati Uniti] aveva già ottenuto, nel frattempo, un incarico presso il National Democratic Institute (Ned), un’organizzazione il cui fine è quello di “promozione della democrazia”, finanziata dagli Stati Uniti, che ha contribuito a rovesciare il governo filo-russo di Yanukovich [nel 2014] insieme all’Open Society di George Soros. […][10]

Il 25 marzo Il Tempo.it riportava: «La Russia chiederà spiegazioni sul presunto coinvol­gimento di Hunter Biden, il figlio del presidente degli Stati Uniti Joe, nei laboratori in Ucraina dove si produrrebbero armi biologiche. Lo ha sottolineato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, nel corso di un punto stampa. […]». Il 31 marzo, il giornale La Verità ha pubblicato un articolo dal titolo: Sul figlio di Biden piovono altre accuse “Prese 4,8 milioni da un colosso cinese”.

Ma già il 28 novembre 2019, l’Inside the news Over the world aveva scritto:

«Lindsey Graham, capo del Comitato giudiziario del Senato degli Stati Uniti e molto vicino al presi­dente Donald Trump, vuole vederci chiaro sulle controverse attività dell’ex vicepresidente Joe Biden e del figlio Hunter in Ucraina. […] La richiesta di Graham mira a legittimare le accuse del presidente Trump contro Biden, accusato di aver fatto pressioni sull’Ucraina per licenziare il procuratore capo del Paese al fine di proteggere suo figlio. […]

Per capire il ruolo di Joe Biden e del figlio Hunter occorre fare un passo indietro. Come ricorda il giornalista investigativo Max Blumenthal su Grayzone, l’allora vicepresidente di Obama fece la sua prima visita a Kiev nell’aprile 2014, proprio quando il governo post-Maidan stava lanciando la sua operazione militare contro i separatisti russi nel Donbass. Rivolgendosi al parlamento di Kiev, Biden dichiarò che “la corruzione non potrà più avere spazio nella nuova Ucraina”, sottolineando che gli Stati Uniti “sono la forza trainante dietro il Fmi” e stavano lavorando per assicurare a Kiev “un pacchetto multimiliardario per aiutare” il governo. Nello stesso periodo, Hunter Biden venne nominato nel consiglio di amministrazione di Burisma [la compagnia ucraina di gas naturale, a 50mila dollari al mese].[11]

Sono questi i valori democratici e liberali enfatizzati dall’Occidente?

L’intervento di Draghi

Dopo il discorso del presidente ucraino Zalensky, tenuto al Parlamento italiano il 23 marzo scorso, il primo ministro Draghi ha dichiarato:

«Nelle scorse settimane è stato sottolineato come il processo di ingresso nell’Unione europea sia lungo fatto di riforme necessarie a garantire un’integrazione funzionante. Voglio dire al presidente Zelensky che l’Italia è a fianco dell’Ucraina in questo processo. L’Italia vuole l’Ucraina nell’Unione europea, quando l’orrore e la violenza sembrano avere il sopravvento proprio allora dobbiamo difendere i diritti umani e civili, i valori democratici. A chi scappa dalla guerra dobbiamo offrire accoglienza. Difronte ai massacri dobbiamo rispondere con gli aiuti anche militari alla resistenza. Al crescente isolamento del presidente Putin dobbiamo opporre l’unità della Comunità internazionale, l’Ucraina ha il diritto di essere sicura, libera, democratica. L’Italia, il governo, il parlamento e tutti i cittadini sono con voi presidente Zelensky, grazie, grazie».

Ignorando i veri interessi dell’Italia e tutelando solo quelli degli USA e della NATO, Draghi ha scelto di seguire (prima degli altri) una politica provocatoria nei confronti della Russia, che la Francia e la Germania hanno saggiamente evitato. Egli ha dichiarato: «Abbiamo preso l’impegno di aumentare la spesa militare con la NATO, lo manterremo». “Abbiamo preso…”, “l’Italia vuole…”, “tutti i cittadini”. Il presidente Draghi, non eletto da nessuno, ha preso l’impegno di inviare armi all’Ucraina e di aumentare la spesa militare a nome dell’Italia e degli italiani. E quando, presidente Draghi, l’Italia e gli italiani sono stati interpellati o si sono espressi in merito? È così che i popoli subiscono le guerre senza saperlo. Non abbiamo soldi per le fonti energetiche, per la sanità, per ridurre le imposte e il costo della benzina; non abbiamo gas, carbone e grano a sufficienza; abbiamo un debito di oltre duemila miliardi di euro (una cifra astronomica) e il presidente Draghi “dichiara guerra” alla Russia senza consultare gli italiani e aumenta la spesa militare nazionale del 2% del Pil, che secondo alcuni sono circa 13 miliardi di euro. Ecco il nuovo catechismo di Draghi: Armiamoci e patite. Gli Stati Uniti hanno liberato l’Italia e l’Europa dal nazifascismo è vero, ma è altrettanto vero che senza l’intervento della Russia questo non sarebbe stato possibile. Per tutelare gli interessi degli USA e della Nato l’Italia è diventata oggi nemica della Russia, perché così ha deciso Draghi.

Senza voler giustificare la guerra in atto, le cui colpe sono da attribuire anche all’arroganza dell’Occidente, la Russia (a prescindere dal suo sistema sociale) vuole difendere sé stessa dall’aggressione politica dell’Occidente, dove la democrazia è solo un “modus operandi”, dove non esistono più princìpi e valori etici e dove tutto si distrugge per tutelare gli interessi di pochi oligarchi che vorrebbero dominare e sottomettere il mondo intero. L’Unione europea, che più che un’unione di nazioni libere sembra essere una cupola mafiosa al servizio degli USA, mentre si erge a paladina dell’autode­terminazione dei popoli e a difensore delle libertà delle minoranze e della democrazia occidentale nel mondo (del tipo Hunter Biden) vuole imporre a tutti gli Stati membri la sua volontà, vedi l’ostracismo che fanno all’Ungheria e alla Polonia, che non si allineano al suo pensiero unico. L’Occidente democratico (NATO, UE e Inghilterra) imporrebbe volentieri la sua ideologia liberale e anticristiana alla Russia, ma non potendo farlo con le armi come ha fatto con la ex Jugoslavia, l’Iraq e la Libia vorrebbe abbatterla con sanzioni economiche, ma dimentica la frase biblica che dice: «Muoia Sansone con tutti i filistei».

È mai possibile che il popolo ucraino debba affidare il suo destino a un attore comico mosso dal presidente degli Stati Uniti d’America, che vorrebbe vedere oggi l’Europa tutta coinvolta in una guerra disastrosa per appagare le sue ambizioni e i desideri del suo protettore? Dove sono in Ucraina i partiti politici d’opposizione? Sono stati messi a tacere come ai tempi del Duce in Italia. Alcuni giorni fa molti giornali italiani scrivevano: «Il presidente ucraino Zelensky ha fatto arrestare Medvedchuck, uno degli oppositori filorussi…».

Intervenendo al parlamento lituano il 12 aprile, il presidente Zelensky ha dichiarato: «Se si discute seriamente del petrolio solo per il sesto pacchetto di sanzioni, il mondo non si rende conto a quale guerra si sta preparando la Russia».[12]Se il mondo non si rende conto cosa stia preparando la Russia, di fatto «le sanzioni contro la Russia hanno già iniziato a mettere in ginocchio diversi Paesi in Asia e in Africa, incapaci di reagire a inflazione e carenze di materie prime, scriveva La Verità alcuni giorni fa. Fra le situazioni critiche c’è quella del Libano, dove manca la farina e quindi il pane. “Alcuni forni hanno smesso di produrre, mentre altri hanno quantità limitate di farina di frumento, sufficienti per un solo giorno”».[13] Ecco i primi risultati ottenuti dalle sanzioni alla Russia.  E che cosa ha ottenuto Zalenznsky dal suo vassallaggio agli Stati Uniti d’America? Ha ottenuto la fuga in massa della popolazione ucraina, la distruzione di infrastrutture e di intere città, morte ovunque di soldati e civili e anziché promuovere i colloqui di pace per salvare ciò che resta del suo Paese chiede all’Occidente di fornirgli nuove armi e di infliggere sanzioni più dure alla Russia.  Non c’è che dire, questo abile attore vuole vedere l’Europa tutta in fiamme e coinvolta in una guerra mondiale per un puro interesse politico ed economico degli USA. Si è reso baldanzoso perché si sente protetto dal presidente americano Biden, dalla Nato e dall’Inghilterra in particolare, che da sempre ha seminato zizzania tra i popoli per trarne profitto. Se non fosse una marionetta nelle mani dell’Occidente, avrebbe evitato al suo Paese morte e distruzione… invece passa il tempo a tenere conferenze ai parlamenti europei per convincerli a dare armi e aiuti militari al suo esercito.

Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

In tutti i tempi gli eserciti hanno sempre commesso azioni atroci e riprovevoli, basta dare uno sguardo al passato, né ne sono esenti gli Stati Uniti d’America e la NATO. Il 21 marzo 2022, il prof. Alessandro Orsini, nella trasmissione televisiva “Piazzapulita” a La7, ha ricordato il seguente episodio:

«Nel 2003 il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si compone di 15 membri di cui soltanto 4 erano favorevoli all’invasione dell’Iraq, vale a dire Spagna, Bulgaria, Stati Uniti, e Inghilterra, gli altri 11 erano contrari e [Jacques] Chirac che all’epoca guidava la Francia minacciò di porre il veto… quindi [George] Bush scavalcò il Consiglio di sicurezza dell’ONU, scavalcò l’ONU e prepotentemente fece una guerra iper-illegale. In Iraq, il 19 novembre 2005, affinché tutti possono controllare che quello che dico si fonda su studi molto precisi, il 19 novembre 2005, un gruppo di marines americani ha sfondato le case degli abitanti di Haditha in Iraq e ha massacrato 24 civili a sangue freddo tra cui donne e bambini. C’era un bambino di 12 mesi tra le braccia della mamma che piangeva disperatamente con il sangue dappertutto e gli americani gli hanno sparato in faccia e c’è stato un processo. Il governo americano ha cercato di insabbiare tutto. I marines sono stati assolti e quelli che sono stati condannati hanno avuto multe leggere… (il conduttore l’interrompe dicendo: «Si fermi un attimo..) la prego, la prego soltanto una cosa voglio dire (ribatte Orsini). Il 19 dicembre del 2021 il New York Times, quindi non Putin, ha scoperto un documento segreto della Casa Bianca che consta di 1300 file, ognuno di questi file parla di civili massacrati in Siria, in Afganistan e in Iraq (l’interrompe il conduttore dicendo: «Guardi, ce ne siamo occupati, ce ne siamo… è tutta la vita che ce ne occupiamo…) in un lasso temporale (continua Orsini) che va dal 2014 al… (interruzione del conduttore…). Io voglio soltanto dire questo e chiudo (riprende a dire Orsini). Io dico questo, noi dobbiamo fare la pace, allora se il problema è che Putin è uno schifoso, è un cane, allora il punto fondamentale è che tra schifosi noi ci possiamo intendere, ci possiamo sedere intorno a un tavolo e discutere di come salvare gli ucraini… (l’interrompe il conduttore affermando: «Non ci può essere una superiorità morale dell’Occidente perché abbiamo fatto le stesse cose di Putin…»).[14]

Altro esempio storico. Il 24 marzo 1999, gli aerei della NATO, partiti dall’Italia, bombardarono Belgrado e Pristina. Dieci anni dopo, Boris Tadic, (presidente della Serbia dal 2004 al 2012) dichiarò davanti al Consiglio di Sicurezza della NATO: «Durante i tre mesi di bombardamenti di città e villaggi nella ex Jugoslavia sono stati uccisi 2.500 civili, tra i quali 89 bambini, 12.500 feriti. In queste cifre non sono comprese le morti di leucemia e di cancro causate dagli effetti delle radiazioni delle bombe ad uranio impoverito». I duemilatrecento attacchi aerei (2.300) della NATO distrussero 148 edifici, 62 ponti, danneggiate 300 scuole, ospedali e istituzioni statali e 176 monumenti di interesse culturale e artistico.[15]All’epoca si diceva che la NATO era intervenuta per soccorrere le popolazioni del Kosovo perseguitate da Milosevic. Il segretario della NATO dichiarò che in Kosovo veniva attuato con ogni probabilità un genocidio e che nessun governo nazionale poteva violare i diritti.[16] (Né più né meno di quel che oggi si dice della Russia. Eppure, dal 2014 al 2022, il governo ucraino filo-occidentale ha perseguitato con il battaglione Azov le popolazioni filorusse del Donbass.) Di fatto, alla fine del 1999, i “disinteressati” Stati Uniti d’America allestirono nel Kosovo, liberato dalla persecuzione serba, la più grande base militare d’Europa: Camp Blondsteel. L’allora presidente americano Clinton (oggi Biden) fece la guerra alla Jugoslavia per puri interessi politici, economici e strategici degli USA e si diceva che il bombardamento di Belgrado era stato fatto per difendere la democrazia nel mondo (alias, gli interessi degli USA e della NATO).[17] L’ipocrisia e la menzogna sono i sinonimi delle democrazie occidentali.

Altro esempio. Nel febbraio 2011 scoppiò in Libia una rivoluzione popolare per abbattere il governo di Gheddafi. Il 23 febbraio la “Repubblica.it” riportava: Il presidente Usa [Obama] nel suo discorso ha poi aggiunto: «La repressione in corso [in Libia] viola le leggi internazionali ed è contraria ai diritti umani, e i diritti umani non sono negoziabili”. Obama ha poi detto che in Libia “vi è una costante e continua violazione dei diritti umani” e che i responsabili “dovranno risponderne”».[18]  Il 19 marzo seguente, la Francia, in accordo con gli Stati Uniti, Libano e Inghilterra sferrò un attacco aereo su Bengasi e le navi statunitensi e inglesi lanciarono 112 missili da crociera su obiettivi strategici. Successivamente gli attacchi furono condotti da una coalizione guidata dalla NATO: Belgio, Canada, Danimarca, Italia, Francia, Norvegia, Qatar, Spagna, Regno Unito e USA.  Il vicepresidente americano Joe Biden (l’attuale presidente) andò a Mosca per convincere Putin, contrario all’attacco militare contro Gheddafi. Scriveva il 20 marzo 2011 l’Avvenire:

«Attacchi dal cielo e dal mare, pioggia di missili: per l’ammiraglio Usa “la no-fly zone è instaurata”. Dopo gli aerei francesi e britannici, anche caccia Usa sono entrati in azione. Nella notte almeno 110 missili Cruise erano stati lanciati da Usa e Gran Bretagna contro radar e postazioni contraeree. Bombardata anche Tripoli. Gheddafi accusa l’Italia di tradimento […] Attacchi dal cielo e dal mare, piogge di missili sulle coste libiche per costringere Muammar Gheddafi a cessare il fuoco e a porre fine alle violenze contro i civili. […] Dopo i bombardieri francesi, sulla Libia sono stati sparati missili Tomahawk americani e britannici, almeno 110 secondo il Pentagono, lanciati da navi e sommergibili contro batterie contraeree e depositi di carburante. In nottata Londra ha comunicato di avere anche effettuato raid aerei.Secondo la tv di stato, gli attacchi hanno provocato la morte di almeno 48 persone e il ferimento di altre 150 e colpito obiettivi civili in diverse zone del Paese nonché un ospedale in un sobborgo della capitale. Odissey Dawn è la più grande operazione militare internazionale contro un paese arabo dall’invasione dell’Iraq nel 2003.L’Italia sta fornendo supporto logistico attraverso la messa a disposizione della coalizione di sette basi militari, mentre i caccia mobilitati per l’intervento militare in Libia si sono concentrati nella base di Trapani Birgi.I bombardamenti fanno seguito alla risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 17 marzo che prevede una no-fly zone rafforzata e l’immediato cessate il fuoco per proteggere la popolazione civile».[19]

Dunque, chi è senza peccato scagli la prima pietra! Quando nel 1999 l’Occidente, alias la NATO, bombardava Belgrado nell’ex Jugoslavia e causava la morte di circa 2.500 civili, tra i quali 89 bambini, 12.500 feriti e un numero di profughi che va da 700 mila a un milione,[20] e quando nel 2011 la NATO bombardava Bengasi, Tripoli e le altre città della Libia, per porre fine, a suo dire, alla costante e continua violazione dei diritti umani (un pretesto quasi sempre usato per giustificare l’intervento armato) non commetteva forse una violazione dei diritti umani? La guerra è guerra ovunque e non ci sono giustificazioni di sorta.  Quella in atto, come quelle passate condotte nell’ex Iugoslavia, in Afganistan, in Siria, in Iraq, in Libia ecc. sono tutte da condannare, ma soprattutto sono da condannare gli uomini che le hanno promosse per i propri fini e non certo per tutelare i popoli che le subiscono! Gli esempi di atrocità commesse dai belligeranti in tutti i tempi sono infiniti e non hanno giustificazioni perché dietro ogni cadavere di persona uccisa, militare o civile, adulto o bambino, ucraino o russo, siriano o iracheno, libico o americano, bianco o nero, ecc. ecc. c’è sempre il dolore profondo e straziante di una madre, di un padre, di una moglie, di un marito, di un figlio/a, di un fratello e di una sorella che piange la perdita della persona amata! I veri criminali, procuratore Del Ponte, sono quelli che comodamente seduti dietro una scrivania promuovono la guerra tenendo conferenze e sacrificano il popolo ucraino per puro egoismo e fini egemonici e economici!

19 aprile 2022


[1] LA VERITÀ N. 92, 3 aprile 2002, p. 11.

[2] Quattordicesimo Rapporto OHCHR, (Report on the human rights situation in Ukraine 16 February to 15 May 2016) punti 30 e 35.

[3] Ivi, punto 3. (Questa è una stima prudente dell’OHCHR basata sui dati disponibili. Questi totali includono: vittime tra le forze ucraine, come riportato dalle autorità ucraine; 298 persone dal volo MH-17; vittime civili nei territori controllati dal governo ucraino, come riportato dalle autorità locali e dai dipartimenti regionali degli affari interni delle regioni di Donetsk e Luhansk; e vittime tra civili e membri dei gruppi armati nei territori controllati dalla “Repubblica popolare di Donetsk” e dalla “Repubblica popolare di Luhansk”, come riportato dai gruppi armati, dalle cosiddette “autorità locali” e dalle istituzioni mediche locali. Questi dati sono incompleti a causa delle lacune nella copertura di alcune aree geografiche e periodi di tempo e per la sottostima generale, in particolare delle vittime militari. L’aumento del numero di vittime tra le diverse date di rendicontazione non significa necessariamente che queste vittime siano avvenute tra queste date: potrebbero essere avvenute prima, ma sono state registrate entro una certa data di rendicontazione. (Punto 3, nota 4)

[4] Ivi, punto 24.

[5] Ivi, punto 5

[6] Francesco Borgonovo, in: La Verità, N. 99, 10 aprile 2022, p. 7.

[7] Nota: Tali misure in conformità con la legge “Sull’ordine speciale di autogoverno locale in alcuni distretti delle regioni di Donetsk e Luhansk” includono quanto segue:

Esenzione da punizioni, persecuzioni e discriminazioni di persone legate a eventi che hanno avuto luogo in alcune aree delle regioni di Donetsk e Luhansk;

– il diritto all’autodeterminazione linguistica;

– partecipazione degli organi di autogoverno locale alla nomina dei capi delle procure e dei tribunali in alcuni distretti delle regioni di Donetsk e Luhansk;

– la possibilità per le autorità esecutive centrali di concludere accordi con i pertinenti organi di autogoverno locale sullo sviluppo economico, sociale e culturale di alcuni distretti delle regioni di Donetsk e Luhansk;

– Lo stato sostiene lo sviluppo socio-economico in alcune aree delle regioni di Donetsk e Luhansk;

– assistenza da parte delle autorità centrali di cooperazione transfrontaliera in alcune zone delle regioni di Donetsk e Luhansk con le regioni della Federazione russa;

– Creazione di unità di milizia popolare per decisione dei consigli locali al fine di mantenere l’ordine pubblico in alcuni distretti delle regioni di Donetsk e Luhansk; – I poteri dei deputati dei consigli locali e dei funzionari eletti in elezioni anticipate nominati dalla Verkhovna Rada dell’Ucraina con questa legge non possono essere interrotti prematuramente.

Il documento è stato firmato dai partecipanti del Gruppo di Contatto Trilaterale:

l’Ambasciatrice Heidi Tagliavini – Secondo Presidente dell’Ucraina L.D. Kuchma – Ambasciatore della Federazione Russa in Ucraina M.Y. Zurabov – O.V. Zakharchenko – I.V. Plotnitsky.

[8] Alla fine del 2021 Zelensky ha accusato Poroshenko di altro tradimento di aver trattato con i separatisti del Donbass.

[9] L’INDIPENDENTE online, Perché la Russia ha attaccato: la traduzione integrale del discorso di Putin, 14 febbraio 2022.

[10] LORENZA FORMICOLA, Ucrainagate: era vera la corruzione dei Biden, La Nuova Bussola Quotidiana, 21 marzo 2022.

[11] ROBERTO VIVALDELLI, Così Biden rischia di essere travolto dall’Ucrainagate, Inside the news Over the world, 28 novembre 2019.

[12] Sky tg24, Ucraina, Zelensky: “Senza stop gas l’Ue non costringerà Putin alla pace“, 12 aprile 2022.

[13] Emanuela Meucci – Salta lo Sri Lanka. Libano senza pane – La Verità N.  102 del 13 aprile, pag. 3.

[14] Il prof. Orsini: “Se Putin è uno schifoso, tra schifosi possiamo intenderci e discutere della pace“. Intervento a “Piazza pulita”, trasmissione del 21 marzo 2022.

[15] Cfr. Matteo Zola, Eást Juornal quotidiano online, Il bombardamento su Belgrado. La verità su quell’attacco, 3 marzo 2010.

[16] Cfr. Aldo Zanchetta, Una goccia di storia: 23° anniversario del bombardamento NATO di Belgrado, 24 marzo 2022.

[17] Matteo Zola, Eást st Journal quotidiano online. Ivi, articolo citato.

[18] La Repubblica.it, 23 febbraio 2011, Obama: “Violati diritti umani i responsabili dovranno risponderne”

[19] L’Avvenire.it, MAGHREB IN FIAMME. Missili e bombe sulla Libia Gheddafi: «Traditi dall’Italia». Domenica 20 marzo 2011.

[20]Veronique Virigilio,  Quando la Nato decise di colpire la Serbia per fermare il massacro in Kosovo, 24 marzo 2022.

 Cfr. Gli attacchi della Nato che hanno provocato morti e feriti dall’inizio del conflitto – Errori o “danni collaterali” tutte le vittime dei raid , La Repubblica.it, 20 maggio 1999.

 

2 Comments

  1. Rifletto dopo la lettura di questo magistrale articolo…. Purtroppo gli Stati non sono delle cooperative, ma che si faccia passare come aspettativa o desiderio del popolo una ambizione fissa di chi, oggi pur eletto, ha il potere di decidere sul suo destino e’ la vera tragedia che finisce per abbattersi sulla gente volente o nolente, e soprattutto ignara delle ambizioni nascoste di chi magari ha contribuito a piazzarsi nella poltrona di comando… questa e’ secondo me la tragedia a cui oggi assistiamo… Situazione non nuova nella storia della nostra Italia. caterina ossi

  2. Non è un semplice articolo, ma una “lectio magistralis” di analisi politica e sociale, che, nella maniera più chiara e completa, denuncia le false democrazie occidentali e le altrettanto false dittature d’oltrecortina, nonché le conseguenze che ricadranno su persone tenute completamente all’oscuro (cioè, non interpellate, come “democrazia” richiederebbe) per scelte fatte da figure non “democraticamente” elette. Dovrebbero farne tesoro tutti quelli dalla cui decisioni dipendono il futiro, la sicurezza e la vita di intere nazioni. Castrese L. Schiano

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