Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Al Nord devolution, al Sud Revolution!

Posted by on Lug 14, 2020

Al Nord devolution, al Sud Revolution!

Dopo averci spremuto come limoni, dai tempi del risorgimento del Nord ad oggi, i nostri “fratelli d’Italia” han deciso di darci il classico calcio nel sedere, ora che non v’è più olio per supposte da spremere dagli ossi delle olive di Gaeta, né vaselina che tenga agli attriti di una menzogna storica che si fa sempre più manifesta.

I Fratellini del Nord parlavano di secessione…poi, incartati nel tricol(i)re a Governo –  da inquilini a proprietari nel condominio soap opera di “Beverly INPS” – presero a teorizzare di federalismo quindi, rimpolpati e satolli, imposero la Devolution… Ci devolvono, insomma! Ci devolvono in beneficenza ai fantasmi delle utopiche macro-regioni laddove, anche di recente,  imprenditori nordisti hanno ulteriormente acquisito marchi e aziende meridionali….laddove, tempestivamente, sono state già lanciate le basi del faraonico progetto “Ponte sullo Stretto” –  che vede tra i partecipanti e sostenitori sempre i soliti nordisti che, non a caso -Devolution docet – hanno tralasciato di considerare nel progetto le opere di bonifica e riassesto delle obsolete ed antiquate infrastrutture (strade, autostrade, ferrovie, aeroporti, servizi) collegate sul continente al ponte che ci unirà alla Trinacria…. Per non parlare, poi, della Rai 2 ormai “celtica”, trasferita dalla “Roma Ladrona” alla Capitale di Padania, sic et simpliciter, come si sarebbe facilmente spostata una roulotte della Protezione Civile in un campo di sfollati!……. L’imperativo nazional-popolare è costituito dalle fameliche Tre “I” : Internet, Inglese,….Idioti, se pensiamo che Internet e addirittura l’obbligato passaggio alle linee ADSL sono materia prettamente sconosciuta a gran parte del popolo italiano, giornalisti, politici  e amministratori pubblici della vecchia generazioni compresi,  nonché larghe fette del “volgo” che magari non hanno neppure una linea telefonica urbana!… L’inglese, perché è la lingua del liberalismo, del protestantesimo ovvero del commercio e della globalizzazione, laddove tre quarti di italianità non mastica neppure la LINGUA TOSCO-NAZIONALE e laddove sono sorti – come mai negli ultimi tempi, in un disperato tentativo di conservazione delle identità delle piccole patrie italiane – comitati anche a livello europeo, per la difesa, lo studio e la diffusione di quelle lingue biecamente considerate “dialetti” dopo l’Unità… Idioti, perché questa che viviamo è davvero la Civiltà del Cretino, manifesta in tutte le sue contraddizioni fuorilegge ed i malcelati favoritismi di talune caste e censi, come non s’è mai visto sotto il peggior regime totalitario ed il riferimento va a tutti i governi rossi, bianchi e neri che si sono avvicendati nei tempi della Seconda Repubblica, che venne al mondo con la pretesa di sconfiggere la malasanità della PRIMA!……… Il problema di fondo è che oggi non esiste più alcuna ideologia e, tantomeno, idealità ed ideali e siamo tutti polpa di carne, con grasso e nervi ed ossa, da passare nel Tritacarne del Grande Fratello; impasto per polpette di Mac Donald’s.

La Devolution? E già, al Sud, la classe dirigente impallidisce, non avendo mai esercitato il potere decisionale se non su direttiva del Governo Centrale, provvedendo solamente a redistribuire malamente i fondi destinati al Sud che risultano, per gran parte, anche non utilizzati e quindi annullati. C’è chi ha già le pezze fredde sulla fronte, tra i notabili del Meridione, e chi, invece, ha uno scintillio perverso negli occhi, meditando la carriera da Presidente della Regione “X” a Presidente di una MACROREGIONE, alla stregua di un Vicerè.  C’è pure chi le “pezze” ce le ha al c***,  da immemore tempo. Mettiamoci in testa una cosa : con l’apertura all’Europa ai Paesi dell’Est, di fondi UE destinati al Sud non ve ne saranno mai più! La concorrenza tra i prodotti dell’Est ed i nostri sarà terribile e terribili ne saranno le conseguenze. Ove mai qualche “esperto dell’ultim’ora” dovesse però inculcare nelle testoline europee che l’Euro la vince sul Dollaro, per acquietare i primi segnali di rivolta, pensate solamente che il mondo dell’economia globale e tutti gli acquisti merci relativi si fanno comunque in DOLLARI!!!!!!

Per il Mezzogiorno, la vedo “nera” ma sono anche positivamente convinta che superato il trauma iniziale della Devolution, questa teoria quasi darwiniana più che razzista-leghista, non potrà che indurci al nostro riscatto. Ben venga la Devolution se non avremo più colonie di “assistiti”, mortificati e comprati dal Grande Fratello, per renderli dormienti e inattivi nel lager soporifero del “Tirammo a campà”; saranno senz’altro costretti a svegliarsi, a rivendicare, quando non si vedranno più calare il piatto di minestra direttamente dal cielo sul desco familiare… avranno il sangue agli occhi, voglio sperare,….comprenderanno, si metteranno in moto…forse,, diventeranno anche competitivi, chissà? O, forse, sceglieranno, queste amebe, di farsi cittadini padani, liberando spazio e risorse per quei compatrioti  emigranti di buona volontà, sparsi nei mille serragli italiani ed esteri. Sarà, per il Nord, DEVOLUTION ma al Sud, vivaddio, sarà REVOLUTION! Nel senso più autentico del termine ovvero di “movimento”, “consapevolezza”, “ribaltamento” di situazioni stagnanti e di amorfe presenze, soprattutto nella classe dirigente che non potrà più essere asservita – per forza di cose – al Potere Centrale, essendo nell’obbligo, ora, servire la propria piccola Patria!

E, chissà…magari nelle scuole di tutti gli stati pre-unitari, si potrà studiare la storia non solo del ‘900 italiano ma anche quella vissuta e scritta con onore dall’identità patria delle radici storico-culturali  di ogni Regione, riscoprendo finalmente l’orgoglio di casta e di censo, di appartenenza!

Eppoi, mettiamocelo in testa : il Nord – come dicono quassù dove sono “deportata” – l’è ormai cioppà cioè “scoppiato”  dopo la “ ciminiera selvaggia” e “il commercio del credito” e non ha altre risorse, poiché  le riconvertì tutte in industria pesante e banche. Non saremo più, per il Nord, noi del Sud ,la sua PIU’ GRANDE FETTA DI MERCATO e, per le loro industrie, varrà ugualmente la concorrenza con altri paesi …Gli resteranno le televisioni ed i giornali…..lo smog, i pensionati ed i cassa-disintegrati dell’industria……..

Se la lungimiranza e l’intelligenza, ma soprattutto il buon senso e l’onore delle radici sosterrà la nuova classe dirigente del Sud – che si pretende decentemente colta e preparata NON  solo bocconianamente parlando – affinerà l’intuito, turismo, artigianato, agricoltura, arte, storia, beni culturali, spettacolo, gastronomia, sono da sempre a disposizione dei Meridionali e non aspettano altro che un rilancio!

Benvenuta, DEVOLUTION!

Marina Salvadore 

fonte

1 Comment

  1. Troppo ottimistica le speranza! Io credo, invece, che la sola idea di una Italia veramente unita, con il sud puntato sul futuro ( Africa non cinesizzata o turcheggiata) e Medio Oriente pacificato) fa tremare lEuropa a conduzione germanista! Puntare sulla divisione dal nord la vedo come una delle solite programmazioni della perfida Albione che vuole riprendersi il Mediterraneo!

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