ALESSANDRO CARAMIELLO INTERVENUTO IN AULA PER RICORDARE E ONORARE LA MEMORIA DEI MARTIRI DI PIETRARSA
Oggi ho portato nell’Aula di Montecitorio la voce, le lacrime e la disperazione di quanti, a Pietrarsa, il 6 agosto del 1863, persero la vita in modo tragico e ingiusto, in quella che fu una delle pagine più oscure della storia nazionale. Quel giorno di 162 anni fa, nello storico stabilimento metalmeccanico di Pietrarsa, simbolo dell’industria e del progresso del Sud, si consumò una delle prime drammatiche tragedie di sfruttamento e repressione contro i lavoratori.
La proprietà decise di imporre ingenti tagli al personale, provocando una ondata di protesta tra gli operai. Per fermare queste giuste proteste, furono richiesti rinforzi: arrivarono i bersaglieri, guidati da Nicola Amore e quando gli operai aprirono i cancelli per spiegare le loro ragioni, per chiedere giustizia e rispetto, furono accolti con violenza e brutalità, caricati senza pietà, e alcuni di loro furono crudelmente colpiti e uccisi, anche alle spalle.
La loro memoria non deve essere cancellata: il 6 agosto rappresenta ancora oggi un simbolo di lotta e di resistenza per il Mezzogiorno, per Napoli e per tutti i nostri territori martoriati. Ricordare Pietrarsa significa non solo onorare quei martiri, ma anche riaffermare con forza che la storia del Sud deve cambiare, che la dignità dei nostri territori non può essere più calpestata, e che il sacrificio di quei lavoratori deve essere il nostro stimolo a lottare per un futuro diverso, più giusto e più equo.
Il nostro dovere è non dimenticare, perché la memoria è la prima arma contro l’indifferenza e l’ingiustizia. La lotta di Pietrarsa continua, e il nostro impegno deve essere costante, affinché il sacrificio di quei martiri non sia stato vano, e affinché il Mezzogiorno possa finalmente ricevere il rispetto e la dignità che merita.
Alessandro Caramiello


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