Una replica all’articolo sulla Emmerick

circa tre settimana fa in corrispondenza del 15 di agosto pubblicai un importante articolo sullaprofezia della Emmericke mi hanno inviato una replica.
Replica
Una prima cosa, generale, che andrebbe puntualizzata è che una cosa sono le “visioni” e le “predizioni” di vari veggenti,altra cosasono le vere e proprieprofezie, che si ritrovano neiTesti Sacri.
Son due pianidifferenti, che, dunque,nonandrebbero confusi.
Quellodei Testi Sacri è un futuronecessario,quellidei veggenti son futuripossibili.
I futuri “possibili” possono realizzarsi ononrealizzarsi, mentre il futuro necessariodeverealizzarsi.
Allo stesso modo con il quale si può giungere a Roma da vie diverse, ma giungere a Roma è l’obiettivo, così il futuro “necessario” può prendere viemoltodiverse, si può realizzare in manieredifferenti. Quello dei veggenti è questosecondolivello, quello cioè dei futuripossibili. Per questo motivo, ovunque confliggono le “visioni” con le “profezie” (deiTestiSacri), le prime – le “visioni” – devono passare in secondo piano.
Questononsignifica che le “visioni” siano tutte false, solo che vanno prese “con le (dovute) molle”. Il problema, in tal caso, alla radice di tutti gli usi delle “visioni”, sta sempre nelle lorointerpretazioni.
Questo è anche il caso delle visioni di Anne Catherine Emmerick (1774-1824). Nel link in questione (http://www.altaterradilavoro.com/14-e-15-agosto-due-date-importanti-per-noi-napolitani/), vi è un passo: ‘“La Messa era breve. Il Vangelo di San Giovanni non veniva letto alla fine.” (12 luglio 1820) [Si tratta della nuova Messa nata dopo il Concilio Vaticano II, dove è soppresso l’ultimo Vangelo, quello di San Giovanni, che viene letto nella Messa tridentina – ndr]’.
Tra parentesi quadra vi è l’interpretazione, infatti, è aggiunto “ndr”, dove “r” è redattore, il redattore dell’interpretazionedel passo della Emmerick.
Da dove spunta fuori, ora, che nella Messa post Concilio Vaticano II non si legga più il Vangelo di Giovanni?
Si tratta di un’evidentesciocchezza[1].
Probabilmente il passo della Emmerick si riferisce al fatto che il Vangelo di Giovanni – considerato all’epoca, e per molto tempo ancora, il più “spirituale”[2]– non sarebbe più stato (secondo la stessa Emmerick) centrale, a sua volta immagine del fatto che lo “spirito” avrebbe, per lei, abbandonato la Chiesa o che una visione “materialistica” e poco “spirituale” vi sarebbe venuta – nella Chiesa – a predominare, manon può voler direche il Vangelo di Giovanni non sarebbe stato più letto, “letteralisticamente”! Infatti, ciò è semplicementefalso.
Chiaro che i passi della Emmerick, dunque, dipingano una situazione di grave “crisi della Chiesa” (né sono affatto i soli, in tal senso), ma chesuperficialitàdarne la colpa al solo abbandono del rito tridentino, peraltro identificato con quello originario, quando, invece, il tridentino stesso è stato una modifica delle forme precedenti.
In una parola: la “crisi” della Chiesanon nasceda questioni di rituale, per quanto importanti esse siano, ma da una perdita di “presa” sulla società, a sua volta derivata non solo dal “modernismo” – peraltro in fase finale, agonizzante ormai -, vale a dire dalla scarsa capacità di convincimento del messaggio cristiano se non ritorna ad interpellare la coscienza umana e si trasforma sempre in un qualcosa di “surrettizio”[3], di perennemente “aggiunto” ad “altro”, dunque incapace di “camminare sulle sue sole cosce” mentre, invece, a quest’ “altro” (e aggiunto) si dona l’attenzione massima.
Tutti questi usi di “visioni” varie nascono, quindi, per “puntellare” una determinata “interpretazione” della Chiesa e della sua “crisi”, solo che talvolta son passi che vengono forzati per seguire quest’interpretazione stessa.
Non solo, ma, se il vero oggetto della controversia è determinare invece l’originedella “crisi della Chiesa” – le sue cause “vere” -, è pressoché inutile cercare di usare questa o quella “visione”, che non potrà se non supportare l’idea della “crisi della Chiesa” manon determinarne le preciseorigini.
Si obietterà che, in tali visioni, s’incolpano, della crisi della Chiesa, le “forze del male” e la “corruzione nella Chiesa” stessa.
Questo è tutto vero, ma:1)quando mai non ci sono statele “forze del male” e la “corruzione nella Chiesa”;2) queste ultime cause sono troppogeneriche, qualora si voglia – come poi si vuole (quiè la controversia) – conesattezzascoprire, denotare, circoscrivere la formaprecisadelle generiche “forze del male” e “corruzione nella Chiesa”, che ci sonsemprestate, eppure mai la Chiesa è stata in questa situazione.
Conseguentemente, davvero è semplicementeinutilesapere che ci siano “forze del male” e la “corruzione della Chiesa”, perché già si sa che ci sono!
Il problema, appunto, è denotarne la precisa natura, in vista di un’eventualecura.
Allora il dibattito dovrebbe esser condotto sui binari che gli son propri, piuttosto che “esondare” (nel senso “traslato” di “cedere all’impeto di un sentimento”), deviare,debordaresu canali insufficienti.
Qualunque cosa si pensi a riguardo di “riforma della Chiesa”, sarebbe un dibattito forse più interessante.
Infatti, se,certamente, il dibattito così condotto non farà cambiare le posizioni, tuttavia, altrettanto certamente, aiuterebbe a chiarirne i veri contorni, a farne venir fuori la vera “posta in gioco”reale, in luogo di scantonare nascostamente bighellonando su, ed in, sentieri secondari.
Octavius Lepcismagnus

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/34/Severan_Basilica_03.JPG/800px-Severan_Basilica_03.JPG,

(https://it.wikipedia.org/wiki/Leptis_Magna#/media/File:Leptis_Magna_-_Severan_Basilika,_Reliefpfeiler.jpg)
(https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/34/Severan_Basilica_03.JPG/800px-Severan_Basilica_03.JPG)
(https://it.wikipedia.org/wiki/Leptis_Magna#/media/File:Leptis_Magna_-_Severan_Basilika,_Reliefpfeiler.jpg)
[1]‘Solitamente il vangelo di Giovanni (Gv) è letto durante i cosiddetti “tempi forti”, cioè nei momenti in cui si celebra un grande mistero di Gesù. Ad esempio, si ascolta il Prologo alla messa del giorno di Natale o alla messa di Capodanno; così anche la Passione diGvviene letta ogni Venerdì Santo, mentre durante la domenica delle Palme sono proclamate le diverse passioni secondo gli altri tre vangeli sinottici. I quattro vangeli canonici sono i più antichi: indubbiamente non esistono apocrifi antichi come loro. Sul numero “quattro” i Padri fecero da subito una forte speculazione’ (cfr. http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/documenti_diocesi/43/2008-10/22-79/2008_materiali_Giovanni%20Vangelo%20spirituale.pdf).
[2]Al contrario, le interpretazioni recenti rivalutano il valore propriamentestoricodiGiovanni, mentre recenti scoperte hanno inficiato la reputazione del Vangelo diLucacome di quello più “storico” quando, invece, si hanno indizi del fatto che la ricostruzione delle scene della Passione inGiovanniè piuttosto storicamente attendibile. Il link citato nella nota n°1 (qui sopra) riporta l’interpretazione “classica” del Vangelo di Giovanni come del più spirituale.
[3]Vale a dire, che taceintenzionalmentela sua origine.


