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Annali Civili del Regno delle Due Sicilie: testimoni di civiltà e progresso!

Posted by on Apr 17, 2019

Annali Civili del Regno delle Due Sicilie: testimoni di civiltà e progresso!

Il significato di questa fonte per la ricostruzione storiografica delle vicende del Regno di Ferdinando II (ma anche di quelle precedenti) è immediatamente comprensibile: vi sono, come è noto, illustrati tutti i progressi e le acquisizioni nei campi della scienze sociali, naturali e umane , dalla ricerca, dall’industria, dall’”ingegno” degli abitanti del Regno.

Gli Annali Civili del Regno delle Due Sicilie, collocati tra i periodici storici PS I-XII, come patrimonio della Biblioteca dell‟Archivio di Stato di Lecce, costituiscono uno dei più interessanti e pregiati strumenti di indagine bibliografica di questo Istituto. La struttura dell‟opera è impostata secondo una rigida suddivisione in fascicoli („quaderni‟) e volumi ( tomi). Il primo volume di cui la Biblioteca possiede esemplare è il VII, ed il fascicolo è il XIV dell‟anno 1835, ingressato con numero di inventario 1009, anche se l‟effettivo anno di inizio della pubblicazione è il 1833. L‟ultimo fascicolo, il CXXXV del volume CXVIII, relativo a gennaio- febbraio dell‟anno 1860, conclude il disegno dell‟opera, che si completa con un dettagliato Indice generale di CXXII quaderni pubblicati dal 1833 al 1857 .
Le condizioni di vendita e la periodicità dell‟opera sono indicate sulla copertina posteriore di ciascun fascicolo : « ogni due mesi si pubblicherà un fascicolo degli Annali di dodici o più fogli, nella forma dell’in 4°, con ottima carta e nitidi tipi a doppia colonna di stampa, ove il bisogno lo chieggia saranno aggiunte eleganti tavole litografiche o incise in rame. Il costo è di sei ducati » .
Il significato di questa fonte per la ricostruzione storiografica delle vicende del Regno di Ferdinando II (ma anche di quelle precedenti) è immediatamente comprensibile: vi sono, come è noto, illustrati tutti i progressi e le acquisizioni nei campi della scienze sociali, naturali e umane , dalla ricerca, dall’industria, dall’”ingegno” degli abitanti del Regno, e che fossero considerati degni, è detto consapevolmente nelle presentazioni al primo fascicolo.

Leggendo le pagine introduttive e di presentazione all’opera è il riferimento continuo che vi si fa a quel “principio di cittadinanza”, cioè il sentimento condiviso dai cittadini di esser parte di un preciso e responsabile soggetto storico, dotato di personalità e di compiti: il Regno. Un “nome dello stato” che fosse catalizzatore delle istanze dei singoli, nella consapevolezza del dovere generale di farsi carico dei propri destini: questo punto centrale per la comprensione del significato storico, in uno sguardo prospettico sul passato, del Regno delle Due Sicilie.

Emanuele Taddei, chierico regolare delle Scuole Pie, negli anni borbonici assumerà la direzione degli Annali Civili del Regno delle Due Sicilie” promossi da Nicola Santangelo, influente ministro degli Affari Interni del Regno, per il quale la “ignavia era giunta al segno che spesso noi siamo istruiti delle nostre cose da autori stranieri”.
I contributi testimoniano la vita amministrativa, sociale, culturale ed economica degli anni di regno borbonico. Vi scrissero, tra quelli, Melchiorre Delfico, Leopoldo Pilla, Gabriele Costa, Arcangelo Scacchi, Emanuele Taddei, Cesare Malpica, Giuseppe Nicolini, Bernardo Quaranta, Teodoro Monticelli. Nicola Santangelo. Raffaele Liberatore redasse descrizioni di alcune opere d’arte conservate nel R. Museo Borbonico e collaborò, con una copiosa serie di articoli su vari argomenti (economia del Regno, divulgazione scientifica, arte), agli Annali Civili del Regno delle Due Sicilie, diretti dal Taddei, dopo la sua morte, avvenuta a Napoli nel 1839, successe nel suo ruolo.

La sospensione del periodico, sopraggiunta con gli avvenimenti del 1848, riprende nel 1852 che presenta in apertura del fascicolo, il « Rapporto presentato al Re… da Salvatore Murena, Direttore del Ministero dell‟Interno », per celebrare i fasti di questo regno e delle sua attività anche quella informativa e divulgativa svolta dal periodico “ opera …che faceva testimonianza allo universale del felice progresso delle scienze e delle arti della pace, fiorenti sotto il paterno Scettro del miglior dei Monarchi.. fu condannata al silenzio entro i vortici della infausta epoca del 1848… si voleva col tacere degli Annali Civili sperdere fin la memoria del posto elevato che le popolazioni delle Due Sicilie occupavan nel mondo scientifico ed industriale..”. A quanti considerarono i borboni « ritardatori nella via degl’immegliamenti artistici ed industriali…», essi affidarono in « pubbliche pagine le memorie, i fatti divulgati coi’ tipi, vuoi ad utilità vuoi a diletto dell’universale, che ne dessero le scienze e le lettere, le arti e le industrie, i lontani commerci e e le faticose peregrinazioni. Così nacquero nel trentesimo terzo anno di questo secolo gli Annali Civili del Regno delle Due Sicilie, e non mancarono se non quando, nello svolgimento di tutta Europa… ma ritornata la calma in queste belle contrade, comandò che quegli Annali interrotti.. ricomparissero con maggior lustro… 3 settembre 1852.) .

(Fonte: www.archiviodistatolecce.beniculturali.it/)

fonte https://luciadimauro.altervista.org/annali-civili-del-regno-delle-due-sicilie-nellarchivio-di-stato-leccese/?fbclid=IwAR2Kce795nIHVH_oIEaByYEnJQmtPDUX1NjXkEIhXINtTB7xYLN8-5u062g

Lucia Di Mauro

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