Antonio Maresio Bazolle. Antirisorgimento veneto
A Belluno la presentazione del volume di Riccardo Pasqualin
Mercoledì 12 novembre 2025, ore 18:00, Belluno, Biblioteca Civica
Il 12 novembre, presso Palazzo Crepadona a Belluno, si terrà la presentazione del volume Antonio Maresio Bazolle. Antirisorgimento veneto dello studioso Riccardo Pasqualin, appena pubblicato dalla casa editrice Club di Autori Indipendenti di Castellammare di Stabia.
L’incontro sarà introdotto da Gregorio Piaia, Professore emerito di Storia della Filosofia all’Università di Padova, e da Paolo Conte, già direttore dell’Archivio Storico di Belluno, Feltre e Cadore.
Il libro ricostruisce la figura complessa e ancora poco conosciuta di Antonio Maresio Bazolle (1818-1896), possidente terriero e memorialista bellunese che attraversò l’Ottocento con uno sguardo lucido e anticonformista. Convinto federalista, partecipò al 1848 schierandosi con la Repubblica di San Marco di Daniele Manin e Nicolò Tommaseo, con la fine della rivoluzione e il ritorno degli austriaci divenne il primo podestà borghese di Belluno e continuò a credere nell’unificazione italiana, ma dopo il 1861 restò deluso dal nuovo regno, centralista e incapace di rispettare le autonomie locali. A fargli cambiare idea furono anche le notizie inerenti al brigantaggio, da lui giudicato come una risposta all’imposizione di leggi estranee alle tradizioni delle province napolitane.
Nel 1861 scrisse: «c’è nella massa del popolo un forte malcontento per effetto di questi nuovi ordinamenti amministrativi e finanziarj, questo malumore che cova anche in Lombardia è di tanto maggior nel Napoletano che vi si sviluppò perfino sotto le sembianze del Brigantaggio e della Reazione». E nel 1867 – quando ormai anche il suo Veneto era stato annesso – arrivò ad affermare: «i Siciliani non vogliono essere che Siciliani, i Napoletani riprenderebbero il loro Re Borbone tanto di non essere italiani, ma Napoletani, e la grande maggioranza dei veneti vorrebbe oggi essere Veneta ed anche Austriaca piuttosto che italiana».
Bazolle fu un osservatore attento delle trasformazioni sociali e politiche del suo tempo, e nei suoi Annali di Belluno non risparmiò critiche alla politica “piemontizzante” dello stato unitario e alla repressione violenta del brigantaggio.
Pasqualin, con un’ampia ricerca su documenti inediti, ci restituisce le originali opinioni di questo “bellunese disingannato”, che vide nel processo risorgimentale non la liberazione dei popoli, ma l’inizio di un accentramento che schiacciava le identità municipali e regionali.
L’incontro si rivolge in modo particolare anche ai meridionali che vivono oggi nel Veneto: sarà un’occasione per riscoprire un legame tra la storia di Belluno e quella delle loro terre d’origine.



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