Alta Terra di Lavoro

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Apologia del vaccino di Vincenzo Giannone

Posted by on Feb 13, 2022

Apologia del vaccino di Vincenzo Giannone

Secondo il nuovo catechismo di Stato e di alcuni sacerdoti, che predicano la morale del vaccino alias della disuguaglianza e della discriminazione, vaccinarsi è un obbligo morale. Una miocardite, una pericardite, una trombosi, un ictus o la morte prematura indotta da questo farmaco detto “vaccino” di certo non sono un obbligo morale ma un sacrificio umano da offrire al governo.

Essere sacerdoti non è un mestiere come un altro, non è agire come certi medici, che si rifiutano di curare i malati non vaccinati. Nostro Signore Gesù non allontanava da sé i lebbrosi con aspre parole ma li guariva. I sacerdoti dovrebbero combattere la discriminazione e le ingiustizie e non lasciarsi confondere dalla propaganda di Stato.

L’uso del termine “vaccino” è stato il primo abuso e inganno della propaganda mondiale delle multinazionali del farmaco. Difatti, il siero che ci obbligano a inocularci non è un vero vaccino, è una terapia preventiva (che serve ad assolvere i “peccati” dei governi precedenti e di quello attuale). È una terapia farmacologica che presto o tardi darà i suoi frutti, e allora saranno in molti a doversi nascondere e recitare il mea culpa.

Ci siamo chiesti perché per ogni trattamento sanitario firmiamo il “consenso informato” e da dove nasce questa consuetudine? Nasce dal processo di Norimberga del 1945[1] e dalla Convenzione sui diritti dell’uomo e sulla biomedica del 1997[2] per garantire tutti gli uomini da eventuali abusi o eccessi sanitari. All’articolo 5 di detta Convenzione si legge: «Consenso — Regola generale — Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso». «…Il consenso informato, trova il suo fondamento negli artt. 2, 13 e 32 della Costituzione, pone in risalto la sua funzione di sintesi di due diritti fondamentali della persona: quello all’autodeterminazione e quello alla salute, in quanto, se è vero che ogni individuo ha il diritto di essere curato, egli ha, altresì, il diritto di ricevere le opportune informazioni in ordine alla natura e ai possibili sviluppi del percorso terapeutico cui può essere sottoposto, nonché delle eventuali terapie alternative; informazioni che devono essere le più esaurienti possibili, proprio al fine di garantire la libera e consapevole scelta da parte del paziente e, quindi, la sua stessa libertà personale, conformemente all’art. 32, secondo comma, della Costituzione». È quanto ha affermato la sentenza n. 438/2008 della Corte Costituzionale. Deduzione: una persona non può essere sottoposta ad alcun trattamento sanitario, compresa la vaccinazione a mio parere, se non dà liberamente il suo consenso (e non può essere costretto con un ricatto). Il 2° comma dell’articolo 32 della Costituzione italiana detta: «La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».[3] Quali sono i limiti imposti dal rispetto della persona umana? Secondo il mio modesto parere, uno di essi è l’autodeterminazione di una persona, (come riconosciuto dalla citata sentenza della Corte Costituzionale N. 438 del 23 dicembre 2008) che non vuole essere sottoposta a un trattamento sanitario (che sia una cura farmacologica, un intervento chirurgico o una vaccinazione) che non desidera e che ritiene pericoloso per la sua salute.

Limitando la libertà dei cittadini con il green pass (un ricatto) per costringerli a sottoporsi a questa pseudo vaccinazione, il governo italiano ha commesso un atto di per sé stesso illegale, una violazione dell’articolo 5 della citata Convenzione, ratificata dall’Italia con la legge N. 145 del 28 marzo 2001 e degli articoli 2 e 13 della nostra Costituzione, i quali stabiliscono rispettivamente: Art. 2 – «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale»; Art. 3: «La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. […]»

Ora, sia il ministro della Salute, sia il primo ministro, sia il Presidente della Repubblica e del Consiglio superiore della Magistratura, sia il ministro della Giustizia che i magistrati sembrano ignorare gli articoli 2, 13 e 32 della nostra Costituzione nonché l’articolo 5 della citata Convenzione!

Intanto, nei mesi scorsi, moltissimi italiani, spinti dalla propaganda del governo, per ottenere il green pass si sono vaccinati e non sapendo poco o nulla degli effetti avversi che questo siero avrebbe potuto produrre sui loro corpi (miocardite, pericardite, trombosi, emorragie, ecc.) hanno “liberamente” sottoscritto il consenso informato. Chi restituirà ai genitori la giovane Camilla Canepa (di anni 18)? Forse il ministro della salute Speranza, il sottosegretario Sileri, il ministro Brunetta…? Camilla si era fidata del governo come tanti altri giovani ed è morta per colpa della vaccinazione. Chi restituirà alla famiglia il carabiniere Emanuele Calligaris (di anni 46) morto allo stesso modo nel marzo 2021? E tutti gli altri morti di vaccino sono forse soltanto un obbligo morale dettato dal catechismo di stato?

È ormai diventata un’abitudine dei governi liberaldemocratici ridurre all’obbedienza il popolo con una legge. Basta approvare una legge per aggirare i princìpi liberali della Costituzione e il gioco è fatto, ed è ciò che ha fatto e fa il nostro governo, mentre il Presidente della Repubblica e la magistratura tacciono e la Chiesa cattolica, che dovrebbe combattere le discriminazioni, ne è diventata complice inconsapevole.

La maggior parte degli italiani ha capito che la vera democrazia è morta e che il principio della sovranità popolare, della libertà e dell’uguaglianza di tutti i cittadini (belle parole ripetute a martello) è caduto con questo governo. La sovranità del popolo e la democrazia, è chiaro a tutti, iniziano con le elezioni politiche e terminano con lo spoglio dei voti. Questi ministri (e partiti politici) ci mettono gli uni contro gli altri per fare il loro gioco. Usando la tecnica del poco alla volta per farci abituare, ci hanno imposto il green pass e tolto la libertà. In altre parole è la tecnica di Cavour, prima si crea il problema e poi si adottano misure e soluzioni di comodo, che sono “benevolmente” accettate dagli ignari cittadini. Dobbiamo tenerlo a mente nella cabina elettorale quando voteremo la prossima volta. Il voto è l’unica arma che abbiamo oltre allo sciopero generale, che nessun sindacato proclama, per proteggere la nostra libertà. Il voto come l’acqua è un bene prezioso che non dobbiamo sprecare! Gli uomini che ci governano hanno dimostrato di essere ipocriti e illiberali e che vogliono assoggettare il popolo alla loro ideologia.

Del termine “democrazia” tutti i partiti politici, salvo poche eccezioni, si riempiono la bocca, ma di fatto la democrazia è ignorata proprio da quelli che rappresentano il popolo e dovrebbero tutelare gli interessi e le libertà di tutti i cittadini e non di una parte sola. La democrazia oggi è come una preda catturata da un anaconda[4], prima è soffocata e poi inghiottita lentamente dallo Stato. «Lo Stato, lo Stato…» Ma chi è lo Stato oggi? Un gruppo di partiti politici che detengono e si dividono il potere con intrighi, astuzie, nomine e affidamento di incarichi istituzionali ai loro accoliti, una lobby politica che di tutto si preoccupa tranne che dei veri interessi della nazione e dei suoi abitanti. Dite che non è vero? Sta di fatto che il governo fa le leggi e il Parlamento le ratifica!

Per giustificarsi, questo governo ha scaricato le sue colpe sui non vaccinati e li addita al popolo come i colpevoli della pandemia, che non meritano rispetto, che sono da condannare e da emarginare e che (se fosse possibile) andrebbero rinchiusi nelle carceri o relegati al domicilio coatto in qualche isola sperduta del Tirreno. Ma dove mettere circa venti milioni di italiani? Allora gli rendiamo la vita difficile. È questa la democrazia oggi e questi sono i rappresentanti del popolo!

Non si muore solo di Covid, ma anche di vaccino, ma i morti di vaccino non contano e i non vaccinati non hanno dignità. Non hanno quella dignità cui più volte ha fatto riferimento il presidente Mattarella nel discorso tenuto alle Camere in occasione del giuramento. Il nostro Presidente della Repubblica ha avuto parole di comprensione per tutti, tranne per i non vaccinati. Ha dichiarato: «La pari dignità sociale è un caposaldo di uno sviluppo giusto ed effettivo. Le diseguaglianze non sono il prezzo da pagare alla crescita». Per il presidente Mattarella, dignità vuol dire «azzerare le morti sul lavoro, opporsi al razzismo e all’antisemitismo, impedire laviolenza sulle donne, diritto alla vita dei migranti, combattere la schiavitù, diritto allo studio, rispetto per gli anziani, contrastare la povertà, non essere costretti a scegliere tra lavoro e maternità, evitare il sovraffollamento delle carceri, affrontare i problemi delle persone con disabilità, un paese libero dalle mafie, garantire e assicurare il diritto dei cittadini a un’informazione libera e indipendente. La dignità, dunque, (ha concluso il Presidente) come pietra angolare del nostro impegno, della nostra passione civile».

La pari dignità sociale, prevista dall’art. 3 della Costituzione,[5] è un caposaldo per tutti ma non per i non vaccinati. Per il capo dello Stato nonché Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura e garante della Costituzione, i dissidenti che non condividono l’ideologia di questo governo, detti con spregio No vax, non hanno volto e non esistono! Ecco la pari dignità sociale! Nel discorso non c’è una sola parola che condanni la limitazione delle libertà personali imposta dal governo ai non vaccinati (e ai vaccinati con due dosi). E come possono i cittadini «nutrire convintamente fiducia e non diffidenza verso la giustizia e l’Ordine giudiziario»?

«Costruire un’Italia più moderna è il nostro compito», ha dichiarato il Presidente. «Ma affinché la modernità sorregga la qualità della vita e un modello sociale aperto, animato da libertà, diritti e solidarietà, è necessario assumere la lotta alle diseguaglianze e alle povertà come asse portante delle politiche pubbliche». Libertà, diritti, solidarietà, lotta alle disuguaglianze, sante e belle parole, non c’è che dire.

L’ipocrisia umana non ha limiti. Deputati, senatori e rappresentanti delle regioni hanno ripetutamente applaudito alle parole pronunciate dal “nuovo” presidente della Repubblica. Qualcuno ha contato 53 o forse 55 applausi prolungati e ripetuti durante la lettura del discorso, durato 38 minuti… (per ringraziare, s’intende, il “nuovo” presidente Mattarella di aver evitato la caduta del governo, che avrebbe voluto dire per molti deputati e senatori la perdita dello stipendio e della pensione). Nuovo Presidente? E dov’è stato il presidente Sergio Mattarella negli ultimi sette anni?

Il rieletto Presidente della Repubblica ha ignorato la discriminazione promossa dal governo verso i cosiddetti “no vax”. Eppure essi esistono, non sono barbari, pagano le imposte e servono il paese, sono lavoratori, impiegati, avvocati, dottori, docenti universitari, filosofi, insegnanti, professionisti e imprenditori, ecc. Del resto, neppure il primo Re d’Italia Vittorio Emanuele II, ha mai letto quand’era in vita un discorso alle Camere che non fosse stato scritto da un ministro (o chi per esso) e approvato dal Consiglio dei ministri e dal primo ministro Cavour.

Oggi, se non mostri il lasciapassare alle poste non ti lasciano entrare, se vai in Procura per depositare una denuncia non ti lasciano passare se non sei un vaccinato, è questa la pari dignità sociale cui ha fatto riferimento il nostro Presidente della Repubblica?

Signori ministri, guardatevi allo specchio e… sappiate che non si muore solo di covid ma anche di vaccino e, vaccinati o non vaccinati, i morti sono morti per tutti! Il dolore è lo stesso per le madri, i padri, i figli, i parenti e gli amici. Se questi sieri fossero un vero vaccino immunizzante, se non avessero numerosi effetti avversi, volutamente ignorati e nascosti (meno si sa meglio è per il governo), non ci sarebbero i cosiddetti “no vax”, perché nessuno, nessuno è così stupido da non volersi proteggere da una pericolosa influenza.

Conclusione, le migliaia di effetti avversi (circa 24.000 segnalati in Italia) e le centinaia di persone morte in tutta Europa dopo il vaccino (di cui 18 circa accertate in Italia) sono per moltissimi italiani (plagiati dalla propaganda) e per i nostri ministri un obbligo morale, ossia vittime sacrificali da offrire sull’altare della patria per la “salvezza” di tutti, purché a soffrire e a morire siano gli altri e non i ministri!

11 febbraio 2022

Vincenzo Giannone


[1] I medici nazisti facevano esperimenti scientifici sui prigionieri che usavano come cavie.

[2] «Convenzione per la protezione dei Diritti dell’Uomo e della dignità dell’essere umano nei confronti dell’applicazioni della biologia e della medicina: Convenzione sui Diritti dell’Uomo e la biomedicina (STE no. 164)», sottoscritta a Oviedo (Asturie – Spagna) il 4 aprile 1997, ratificata da 4 Stati membri il 1° dicembre 1999. Ratificata dall’Italia con la Il fine della Convenzione è di proteggere ogni uomo contro gli abusi dei progressi della biologia e della medicina.

[3] Art. 32 della Costituzione: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».

[4] L’anaconda è il serpente più grande del mondo, del peso di circa un quitale, lungo circa 8-10 metri.

[5] Art. 3 della Costituzione: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

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