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Assolutismo e democrazia

Posted by on Feb 10, 2026

Assolutismo e democrazia

Gianandrea de Antonellis

Assolutismo e democrazia affronta importanti tematiche politiche. Il saggio inizia delineando le degenerazioni della sovranità: la tirannia, il dispotismo e la dittatura, per soffermarsi in particolare sul cesarismo (dittatura che tende ad essere ereditaria).

Quindi analizza il tema dell’assolutismo in rapporto all’autarchia (intesa nel senso di autogoverno, non di autosufficienza economica), sottolineando come il Cristianesimo abbia contribuito a temperare il potere assoluto.

Passa poi ad affrontare la democrazia (in senso cristiano e non liberale), che Gil Robles intende non come sovranità del popolo, bensì come governo dei vari corpi intermedi, gerarchicamente ordinati.

Infine, riconoscendo la Monarchia tradizionale, cioè federale e organica, come migliore sistema di governo sia da un punto di vista storico che filosofico-giuridico, individua gli errori della “restaurazione pseudo-organica” che i governi liberali hanno cercato di attuare ed indica nella collaborazione tra il sistema aristocratico e quello corporativo il possibile baluardo della democrazia (rettamente intesa) e il mezzo migliore per educare e nobilitare la cittadinanza.

Pregno di valori tradizionali, il saggio risulta attualissimo e precede di vari decenni le teorie del distributismo inglese.

Inoltre, sono di notevole valore gli scritti di Danilo Castellano e Rafael Gambra che lo accompagnano.

https://www.edizionisolfanelli.it/assolutismoedemocrazia.htm

Enrique Gil Robles (Salamanca, 15 giugno 1849 – 26 giugno 1908) ordinario di diritto politico nella Università di Salamanca, che al suo tempo contava una nutrita schiera di neotomisti.

Fu giusnaturalista in quanto teorico del diritto, cattolico come teorico dell’educazione, organicista e rappresentante del “corporativismo cattolico” come teorico dello Stato, carlista come politico.

Grande teorico del tradizionalismo, scrisse opere fondamentali per lo sviluppo delle tesi di questa dottrina politica. La sua opera principale, di oltre mille pagine, è il Trattato di diritto politico secondo i principi della filosofia e del diritto cristiano, Salamanca, 1899 (I vol.) e 1902 (II vol.).

Molto popolare tra i suoi studenti (che apprezzavano il suo stile chiaro, la cortesia e la benevolenza) si dedicò alla politica, venendo eletto nel 1903 e diventando il portavoce della minoranza carlista alle Cortes, battendosi su vari campi (dall’istruzione alla questione catalana, dall’ordinamento giuridico all’organizzazione del commercio, dalla politica estera ai regolamenti interni del Congresso e alla religione).

Nei necrologi non volle altro titolo se non quello di “terziario carmelitano”, avendo rinunciato alla Gran Croce di Alfonso XII che gli era stata concessa dal Governo.

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La “Barbajada” è una bibita inventata dal mio bisarcavolo Domenico Barbaja, mischiando cioccolato, caffè e latte, per stimolare, irrobustire e addolcire. La presente rubrica intende rivolgersi al lettore stimolandolo con il caffè delle considerazioni, irrobustendolo con il cacao delle dimostrazioni e, possibilmente, addolcire il tutto, rasserenandolo con lo zucchero dell’ironia o la panna della leggerezza.

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