Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

Un po di scuola del Regno

Posted by on Lug 20, 2018

Un po di scuola del Regno

Anche nelle scuole, per quello che è dato sapere, vigevano delle regole che a primo ac…chitto possono sembrare incomprensibili, ma dopo una attenta analisi si spiegano e spiegano anche che il periodo borbonico, ben lungi dall’essere oscurantista, tirannico, prevaricatore, aveva dei tratti di garantismo e, diremmo oggi, della difesa dell’intimo, encomiabile; infatti non era previsto fra i sistemi di accertamento, il tema, in quanto si pensava che l’assegnazione di un tema e lo svolgimento dello stesso potevano essere interpretati come mezzo di indagine di opinione, che invece doveva rimanere nella sfera più strettamente privata dello studente.

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Bufale sulla Sindone? Eccome, sono tutte nel “falso” studio

Posted by on Lug 20, 2018

Bufale sulla Sindone? Eccome, sono tutte nel “falso” studio

Tesi a dir poco approssimative, esperimenti oltre il “bizzarro”, mancanza di conoscenza e di fondamenti scientifici… questo e molto altro c’è nello studio rimbalzato sui media e che attribuirebbe elementi di falsità alla Sacra Sindone. Ma non è tutto: gli autori della ricerca, Borrini e Garlaschelli, non hanno mai fatto parte del team di scienziati che ha studiato il Lenzuolo di lino, anzi non l’hanno mai nemmeno visto da vicino. C’è altro da aggiungere?

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Piedimonte d’Alife nel 1754

Posted by on Lug 20, 2018

Piedimonte d’Alife nel 1754

Dalle coste del verde colle, sul quale sorgono, ombreggiate dagli ampi oliveti, le pittoresche mura dell’antico castello, che nel 1229 resistette all’impeto dell’esercito papale[2], – sull’erte pendici, tagliate da strade, da viottoli e da abitazioni, che furono il quarterio sancti Iohannis, feudo di un milite nei tempi normanni[3] e giù, fin nella pianura, irrigata dal serpeggiante Torano, si aggruppano e si distendono i molteplici e svariati edifici di Piedimonte d’Alife, la terra più popolata, più florida, più animata, della valle alifana del Volturno.

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Pasquale Visocchi, agronomo e consigliere provinciale

Posted by on Lug 20, 2018

Pasquale Visocchi, agronomo e consigliere provinciale

Atina, in Alta Terra di Lavoro, adagiata sulle pendici delle Meinarde, domina la Val di Comino, equidistante da Cassino, Sora ed Opi. Antichissima città dei Volsci, conquistata dai Romani all’epoca delle guerre sannitiche, come attesta Tito Livio (9.28), diventò municipio romano, citata come “Atina potens” da Virgilio nell’Eneide (7.63) e conserva resti cospicui archeologici. Dopo le invasioni barbariche, entrò nell’orbita della contea di Capua; poi, infeudata dai Normanni, l’imperatore svevo Enrico VI la donò a Montecassino; gravitò comunque intorno a Capua e saldamente nelle mani della cospicua famiglia Cantelmi. Al centro, si trova la piazza Saturno, dove si erge il palazzo Cantelmi, già sede del comune, della biblioteca e del museo civico, poi trasferiti nel palazzo Visocchi; più avanti, la settecentesca chiesa dell’Assunta, con pregiate tele di Aloiso Volpi, discepolo di Francesco Solimena.

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