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Brigantaggio e violenze a Casagiove (già Casanova) nella seconda metà dell’Ottocento

Posted by on Ott 12, 2025

Brigantaggio e violenze a Casagiove (già Casanova) nella seconda metà dell’Ottocento

In diverse occasioni ci è capitato di ascoltare, da parte di “cantastorie” locali che, a Casagiove (già Casanova), in epoca risorgimentale, nessun caso legato a quel fenomeno sociale conosciuto con l’appellativo di “Brigantaggio”, era avvenuto entro i confini comunali. “Cantastorie” nel vero senso della parola possono essere definiti determinati individui che mai e poi mai sono stati in un archivio storico a consultare qualche carteggio “polveroso”.

Allo stato attuale, attraverso la nostra ricerca e la voglia di conoscenza che ci spinge a ripercorrere un pò alla volta la “microstoria” locale, siamo riusciti a reperire, poca documentazione che, pur tuttavia, prova la presenza o il semplice passaggio di gruppi briganteschi nel circondario comunale. Nei primi due casi si riscontra la presenza del Brigantaggio il quale, attraverso azioni di inaudita violenza, faceva valere la sua forza, il tutto a difesa della Monarchia Borbonica contro quella ormai nuova che “unificò” la Penisola, capeggiata dalla Monarchia Sabauda. Si tratta di episodi, i primi due, ambientanti come si potrà leggere, in zone fuori del centro urbano, questo principalmente perché le bande di briganti, preferivano rifugiarsi in posti isolati, come sicuramente le alture del monte Tifata. L’ultimo caso invece, riguarda una discussione avvenuta non a Casagiove, ma avente per protagonista un casagiovese, discussione sfociata in un vero e proprio duello armato.

ora “si diedero alla fuga e si portarono” nella campagna di Pietro di Blasio, “e si presero numero 11 pecore”.

  • Archivio di Stato di Caserta, Prefettura Affari Diversi Polizia (I inventario), busta 93 – fascicolo 463.1.

III. E fu duello tra i signori Orlandi e Mauro

I rapporti  non proprio idilliaci tra vicini di casa e talvolta tra proprietari terrieri, spesso sfociavano in veri e propri duelli armati. Il rapporto del 30 giugno 1878, redatto dal Delegato di Pubblica Sicurezza di istanza a Santa Maria Capua Vetere e diretto al Prefetto di Caserta, metteva al corrente di un duello che era avvenuto “in tenimento S. Angelo in Formis di Capua”, dove, nella stessa mattina “alle 3 antimeridiane”, aveva avuto luogo, appunto, “uno scontro alla sciabola” fra il signor Orlandi Giuseppe e il signor Mauro di Casagiove, di cui però si “ignora(va) il nome”. I duellanti erano assistiti: il primo dal signor Fallaraso “di costà” e l’altro dal signor Ranieri Francesco “di qui”. Nel corso della lotta a mano armata e “dopo vari assalti”, il Mauro “riportò tre ferite leggere al braccio destro di nessuna criticità”. Le armi usate per il combattimento furono “somministrate” dal Capo armaiolo del I Reggimento Nizza, cosa altamente grave, quest’ultima, che venne appunto denunciata al Procuratore del Re.

  • Archivio di Stato di Caserta, Prefettura Gabinetto, busta 317 – fascicolo 1329.

Antonio Casertano

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