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Caccia alle streghe: tra verità e mito

Posted by on Mag 23, 2022

Caccia alle streghe: tra verità e mito

La caccia alle streghe non è un fenomeno del Medioevo ma dell’età moderna e ha quindi poco a che fare con gli stereotipi tradizionalmente attribuiti ai “secoli bui”.  La grande maggioranza delle persecuzioni contro donne (e uomini) accusati di essere strumenti del demonio si è infatti verificata tra la fine del XVI e l’inizio del XVII sec., dopo l’avvento della Riforma protestante.

A segnare la distanza tra mito e verità storica intervengono tre idee fortemente radicate nell’immaginario collettivo: che il periodo della cosiddetta “caccia alle streghe” sia stato caratterizzato da un numero elevato di esecuzioni, che le accuse di stregoneria abbiano riguardato solo le donne e che la maggior parte delle condanne a morte siano state decise dai Tribunali dell’Inquisizione.

Quante donne sono state uccise per stregoneria?

Gli studi più recenti come quelli della storica Marina Montesano, hanno fortemente ridimensionato la portata del fenomeno della caccia alle streghe in Europa: le stime parlano di 100mila e 200mila persone processate, delle quali ne furono giustiziate tra le 40mila e le 60mila.  Le persecuzioni furono molto violente soprattutto all’interno dei territori tedeschi del Sacro Romano Impero (in particolare nel sud della Germania), in Francia e in Svizzera.

La caccia alle streghe fu un fenomeno unicamente “religioso”?

Cominciamo facendo una distinzione: non tutti i Tribunali dell’Inquisizione si occuparono di stregoneria. Le tre più famose Inquisizioni della prima età moderna (spagnola, portoghese e italiana) distinguevano tra le azioni di tipo magico e l’intervento del demonio e quindi, a fronte di una mole spesso ampia di denunce, raramente si arrivava alla condanna a morte. Nel volume “Le donne nell’Europa Moderna”, la storica Merry E. Wiesner-Hanks, storica ed esperta di Studi di genere, parla di un piccolo numero di condanne accertate in Spagna, una in Portogallo e nessuna per quanto riguarda l’Inquisizione Romana.

Come dimostra l’esiguo numero di condanne promulgate dai vari tribunali dell’Inquisizione, l’accusa di stregoneria viene esercitata con particolare violenza all’interno dei tribunali ordinari più che in quelli ecclesiastici.  È il caso ad esempio di Doritte Nippers, che nel 1571 venne condannata al rogo nella città di Elsinore, in Danimarca. La donna era a capo di un gruppo di donne commercianti che rifiutarono di obbedire all’ingiunzione del Consiglio Comunale di interrompere la loro attività. L’accusa di stregoneria fu dunque strumentalizzata dal governo locale per un tornaconto politico.

Ci furono uomini accusati di stregoneria?

Circa l’80% delle persone accusate di stregoneria nell’età moderna risultano essere donne ma questo non è vero per tutte le parti d’Europa. Sia la storica Merry E. Wiesner-Hanks che Marina Montesano, storica dell’Università di Genova e autrice di “Caccia alle streghe”, raccontano che in paesi come la Finlandia e l’Estonia circa la metà degli accusati erano maschi. In Islanda e in Russia gli uomini erano invece addirittura la maggioranza e molti svolgevano il mestiere di “guaritori”. 

Priscilla Muro

fonte

https://www.documentazione.info/caccia-alle-streghe-tra-verita-e-mito

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