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CALUNNIA, CALUNNIA, RESTA SEMPRE QUALCOSA! ― William Gladstone ― (II)

Posted by on Mar 13, 2026

CALUNNIA, CALUNNIA, RESTA SEMPRE QUALCOSA! ― William Gladstone ― (II)

Vincenzo Giannone

…la negazione di Dio, eretta a sistema di governo

Quante volte, parlando del re di Napoli, Ferdinando II di Borbone, si è sentito dire e ripetere pappagallescamente da alcuni l’espressione «è la negazione di Dio, eretta a sistema di governo»? Ebbene questipseudo-storici o non conoscono la storia o volutamente la ignorano per continuare a denigrare ancora oggi l’opera di questo Re napoletano, che il francese Jules Gondon definì il migliore d’Europa.

Mentre a Parigi le confutazioni di Giulio Gondon sulle due Lettere diffamatorie, pubblicate dal lord inglese W. Gladstone contro il governo di Ferdinando II, erano pubblicate sul giornale l’Univers Union Catholique i giornali imparziali cominciarono ad accettare i fatti sulla questione napoletana. ― È Gondon, che parla. ―

In Italia come in Spagna, un gran numero di giornali indipendenti utilizzarono gli argomenti da forniti da Gondon per confutare le calunnie del lord inglese.

In Inghilterra, il quotidiano Tablet del 30 agosto 1851, che inizialmente aveva dato per vere le calunnie del signor Gladstone, dopo aver letto i primi articoli del pubblicista francese ritrattò energicamente il suo favore.

A Parigi, l’opinione pubblica, sbigottita dalle rivelazioni di Gladstone, le cui opinioni e il cui carattere sembravano offrire ogni garanzia, vedendo demolite da Gondon pezzo per pezzo le accuse del rappresentante di Oxford, si riprese gradualmente dallo sgomento iniziale. Ecco alcuni articoli che furono pubblicatinell’agosto del 1851.

Il quotidiano Union del 23 agosto 1851così espresse il cambiamento nell’opinione pubblica:

― Un membro finora rispettato del Parlamento inglese, ex collega di Sir Robert Peel, il signor W. E. Gladstone, ha pubblicato due Lettere indirizzate al conte di Aberdeen, sulle persecuzioni di Stato del governo napoletano. Si tratta, dall’inizio alla fine, di una brutale diffamazione di quel governo. Contiene giudizi come questi: «L’amministrazione del Regno di Napoli ha ogni vizio come suo attributo; è la negazione di Dio, eretta a sistema di governo; le sue azioni nei confronti di criminali politici, reali o presunti, sono un oltraggio alla religione, alla civiltà e all’umanità’».

Per i giornali demagogici, un simile opuscolo era una manna dal cielo; lo raccolsero con entusiasmo; lo analizzarono, lo citarono e lo commentarono.

Tuttavia, si prestò poca attenzione a questo aspetto quando Lord Palmerston decise improvvisamente di elevare le Lettere al rango di documento diplomatico, annunciando alla Camera dei Comuni di averne inviate copie ad agenti inglesi in tutta Europa, con l’invito a inoltrarle ai governi presso i quali erano accreditati.

Da quel momento in poi, non fu più tanto opera del signor W. E. Gladstone quanto del governo Whig. Il machiavellismo inglese era stato smascherato. Non era più possibile accontentarsi delle obiezioni che la stampa moderata aveva frettolosamente sollevato contro le affermazioni del pubblicista britannico; era necessaria una confutazione ponderata e approfondita, che sarebbe stata vanificata da fatti autentici e inconfutabili. Uno dei direttori de l’Univers, il signor Jules Gondon, si assunse questo compito. Sono già apparsi tre lunghi articoli. Non possiamo riprodurli qui; li riassumeremo, senza attendere il resto, che in realtà non è più necessario per l’edificazione degli uomini di buona fede.

E in primo luogo, un’osservazione generale ci ha colpito: mentre il signor W. E. Gladstone è affermativo, deciso e duro nei suoi giudizi, appare, al contrario, esitante e incerto nei suoi resoconti. Quasi sempre le sue affermazioni sono accompagnate da una formula di dubbio: Mi è stato detto; a quanto pare; la convinzione generale è che; non c’è certezza su questo punto; da quanto ho sentito, la mia affermazione si basa solo su un’opinione, un’opinione ragionevole, credo, ma che tuttavia è solo un’opinione; potrebbe esserci qualche motivo di temere; secondo un’autorità rispettabile, sebbene non del tutto certa, ecc.

Non si deve presumere che queste formule si applichino a fatti di secondaria importanza e di mediocre interesse; no. Pertanto, quando il signor W. E. Gladstone afferma che «il numero di prigionieri per reati politici varia tra quindicimila o ventimila e trentamila», si sta avvalendo della comoda copertura della credenza popolare. Parla di confische e sequestri solo sulla base di quanto ha sentito. Se qualcuno volesse sapere cosa ci sarebbe da temere? è che un condannato, risparmiato dalla pena di morte per clemenza reale [Luigi Settembrini], possa essere stato sottoposto a tortura fisica, il cui metodo consiste nell’inserire con la forza strumenti affilati tra le unghie e la carne della mano! Inoltre, questo metodo è specificato, per usare le espressioni dell’opuscolo inglese, solo da un’autorità autorevole, sebbene non del tutto certa; cosicché il signor W. E. Gladstone non sa non solo se sia stato applicato al condannato, ma nemmeno se esista!

Da questa osservazione, deduciamo che [Gladstone] non ha raccolto personalmente le informazioni, ma le ha ricevute, e che le sue due Lettere contengono solo i suoi giudizi. Le espressioni esitanti che usa testimoniano i dubbi della sua coscienza. Il signor W. E. Gladstone non crede; non crede con fede ferma; ed è per questo che si guarda bene dal fare affermazioni. La fiducia che le sue autorità [gli informatori di un certo rilievo] gli ispirano non è così completa da indurlo a esitare a trasmetterla ai lettori.

Pur nella rivoltante iniquità dei suoi giudizi, dobbiamo essere grati per questa prudente moderazione. È stato ingannato; questa è una scusa. La sua punizione è quella di essersi lasciato ingannare a tal punto da non sapere nulla né dei fatti permanenti, né degli eventi accidentali, né delle leggi e delle istituzioni del Regno di Napoli, e che, su qualsiasi argomento tocchi, è sempre fuori tema.

Il signor Jule Gondon riduce i suoi venti o trentamila prigionieri politici, citando documenti ufficiali, a 2.024 o meglio 1.812; poiché da quando è stata stilata la lista da lui citata, 212 prigionieri sono stati rilasciati dalla clemenza del re.

Gli imputati della cospirazione del 15 maggio erano 46. Se il signor W. E. Gladstone avesse consultato l’atto d’accusa pubblicato dall’Alta Corte Speciale, non avrebbe detto quattrocento o cinquecento.

Cos’altro gli serviva sapere che il carcere di Procida era una colonia penale dove venivano incarcerati i condannati per reati comuni, i criminali più pericolosi, quelli che la giustizia francese mandava nei porti navali o nelle case di lavoro?

Avrebbe potuto facilmente apprendere che le leggi francesi erano ancora in vigore nel Regno di Napoli; di conseguenza, che i giudici lì erano inamovibili e che la confisca era stata abolita. Ah! È vero, i beni dei cinque deputati che formarono il Comitato di Salute Pubblica il 15 maggio furono provvisoriamente sequestrati; ma, dice il signor Jules Gondon, «quanto durò questo sequestro? Tre settimane. E come fu revocato? Su sollecitazione delle famiglie degli accusati. Conoscendo il cuore di Ferdinando, si appellarono al loro re, che fece revocare immediatamente il sequestro». E rivolgendosi al signor W. E. Gladstone: «Se dubitate di questi fatti, interrogate due membri di questo Comitato di Salute Pubblica, che attualmente godono delle loro considerevoli ricchezze a Parigi. Mi appello alla loro testimonianza. Le loro opinioni politiche non hanno soffocato i loro sentimenti di onore e gratitudine. Consultateli».

Davvero, basta. Non abbiamo il coraggio di sottolineare quel passaggio della prima lettera in cui l’autore dichiara che i magistrati napoletani sono tutti schiavi perché sono amovibili e che lo stipendio più alto di un giudice è di 4.000 ducati (da 17.000 a 18.000 franchi). Una calunnia basata sull’errore e sull’immoralità! È una vergogna troppo grande per il signor W. E. Gladstone.

Concludiamo con una spiegazione del clamore che il governo inglese sta suscitando riguardo a questo detestabile opuscolo, poiché una tale enormità ne richiede una. Re Ferdinando ha il doppio difetto in Inghilterra di essere devotamente attaccato alla Chiesa cattolica, al suo capo visibile, e di regnare sulla Sicilia. È per punirlo di ciò che gli agenti di Lord Palmerston a Napoli hanno approfittato della credulità del signor W. E. Gladstone, e che Lord Palmerston stesso si è impegnato a collocare le Lettere in tutte le cancellerie. L’obiettivo è quello di far rivivere, di riaccendere la rivoluzione nell’Italia meridionale e poi, attraverso la rivoluzione, di indurre la Sicilia a porre l’ingannevole speranza della sua indipendenza sotto la protezione del governo britannico. ―

Il quotidiano l‘Opinion publique, del 21 agosto, si espresse in un modo non meno esplicito:

― L’Univers ha intrapreso la confutazione dell’opuscolo del signor Gladstone, in cui vengono mosse gravi accuse, il più delle volte basate su semplici voci, a volte su voci molto vaghe e persino contraddittorie. Abbiamo già avuto occasione di sottolineare questo tratto caratteriale, che domina gli scritti del signor Gladstone e che sminuisce non solo l’autorevolezza del testo, ma anche, purtroppo, l’autore stesso. Dopo la sua partecipazione al dibattito sul disegno di legge sui titoli ecclesiastici, avremmo preferito non dover criticare il giudizio e persino i sentimenti del signor Gladstone, pur sottolineando gli errori in cui si è lasciato indurre. Ma è impossibile ignorare, in considerazione dei suoi meritevoli servizi, le lacune del metodo investigativo impiegato dal panflettista inglese e il danno che si è causato basando le sue declamazioni più oltraggiose su informazioni raccolte con sorprendente imprudenza e presentate con incredibile negligenza.

Negli articoli già dedicati all’esame delle lettere del signor Gladstone, l’Univers ha evidenziato, attraverso citazioni suggestive, la caratteristica che stiamo sottolineando, che conferisce all’opera il suo carattere distintivo. Tuttavia, vengono presentati alcuni fatti specifici, oltre a quelli vaghi e generali; questi richiedono una confutazione separata.

L’Univers è stato in grado di fornire spiegazioni su uno dei più gravi di questi fatti, che riproduciamo di seguito. Quando tutte le parti dell’opera del signor Gladstone saranno state così esaminate, forse tutto ciò che rimarrà di quest’opera saranno le impressioni piuttosto poco filosofiche di un inglese abituato a vedere il bastone bianco del conestabile agire come un bastone da pastore in mezzo a un popolo che di solito mostra rispetto per la legge, e che si ritrova trasportato in un paese in rivoluzione, dove purtroppo la legge non ha mai ispirato sufficiente rispetto da giustificare la necessità di una considerevole attività di polizia. Molte cose che scandalizzarono il signor Gladstone a Napoli avrebbero potuto scandalizzarlo a Parigi sotto il regime del signor Bonaparte [Napoleone III], che egli vede con favore, e sotto quello di Luigi Filippo [re dei Francesi dal 1830 al 1848], che vedeva con ancora più favore; ma gli inglesi sono più inclini a guardare il Regno di Napoli con sospetto. ―

 L‘Assemblée nationale del 28 agosto a sua volta dichiarò :

― L’opuscolo del signor Gladstone fu seguito da confutazioni vittoriose e perentorie, che non solo vendicarono il governo napoletano, così ingiustamente calunniato, ma misero anche in luce i servizi resi e il bell’esempio dato da questo governo a tutta Europa, osando, prima di tutto, nel 1848, resistere e schiacciare la rivoluzione, e che gli assicurò così, più che mai, la stima e la simpatia di tutti gli uomini d’ordine. Abbiamo già avuto occasione di discutere una di queste confutazioni. Dobbiamo anche menzionare quello pubblicato da l’Univers: un lavoro coscienzioso e paziente che distrugge metodicamente tutte le affermazioni del signor Gladstone, una dopo l’altra, confron­tandole con la semplice e veritiera esposizione dei fatti… Da parte nostra, ci preoccupiamo più di stabilire in termini generali, indicando le fonti da cui il signor Gladstone ha tratto, che le sue affermazioni non meritano alcun credito, che di discuterle e distruggerle una per una. Del resto, questo lavoro di confutazione per via analitica, già svolto altrove, come abbiamo detto, nel modo più completo, non impedirà, non si può negare, che l’intera stampa rivoluzionaria del continente, d’accordo su questo punto con gran parte della stampa inglese, prenda la diffamazione del signor Gladstone come oggetto delle sue calunnie e dei suoi attacchi contro il governo napoletano. ―

Le Messager de l’Assemblée, del 5 e 7 settembre dello stesso anno 1851, che aveva una parvenza di imparzialità, attesta Gondon, sembra aver mancato di coraggio; tuttavia, ha fatto delle ammissioni che desidero annotare:

― Abbiamo riletto queste Lettere nella loro interezza, avendo in precedenza potuto giudicarle solo sulla base dei frammenti. Abbiamo anche riletto la voluminosa confutazione, ancora incompiuta, pubblicata da un talentuoso scrittore, il signor Jules Gondon, sul quotidiano l’Univers. Non siamo né rivoluzionari né assolutisti; non abbiamo pregiudizi contro Re Ferdinando né contro i membri dell’Unità d’Italia [della setta Unità d’Italia]; siamo quindi in un’eccellente disposizione d’animo per esaminare imparzialmente le accuse del signor Gladstone e le risposte ad esse…

Passiamo alla questione della custodia cautelare [dei detenuti]. Il signor Gladstone afferma che la sua durata abituale è di sedici-diciotto mesi, e ha incontrato un uomo che, dopo sei mesi di detenzione, era ancora in attesa di processo. L’onorevole membro del Parlamento inglese sembra giudicare questi fatti dal punto di vista dell’habeas corpus britannico. Napoli non è l’Inghilterra. La libertà individuale non può avere le stesse garanzie lì. Bisogna anche considerare lo stato politico di un paese che esce da una rivoluzione e non è ancora tornato alla normalità.

In Francia, dove abbiamo una repubblica, le detenzioni preventive durano spesso più di diciotto mesi, ed è raro, anche per reati minori e reati civili, che non durino sei mesi. Niente di più deplorevole, certamente. Ma è impossibile muovere un’accusa speciale al governo di Napoli per qualcosa che può essere rivolta a quasi tutti i governi europei. Il signor Gladstone è rimasto inglese tra i napoletani. Questa è il suo torto…

(leggi la prima parte )

(segue la 3° parte)

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