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CARLO E MARIA AMALIA AMORE VERO

Posted by on Set 15, 2020

CARLO E MARIA AMALIA AMORE VERO

L’AMORE INDEFETTIBILE DI CARLO E MARIA AMALIA NEL SECOLO DEDITO AL LIBERTINAGGIO, UN ESEMPIO PER L’EUROPA. E LA PASSIONE Di UNA REGINA PER NAPOLI, CHE ERA “LA PUPPILLA DEGL’OCCHI MEI”, SCRIVEVA A TANUCCI DALLA LUGUBRE CORTE SPAGNOLA

Poco dopo l’incoronazione di Carlo di Borbone, si cominciò a pensare ad una sposa degna di lui. Le esitazioni furono molte prima di scegliere Maria Amalia di Sassonia, figlia dodicenne del re di Polonia Augusto III, con il quale Elisabetta Farnese aveva da poco concluso la pace. “Non è una bellezza”, dissero a Carlo, ma quando lui ne vide il ritratto la trovò “molto bella” e aggiunse “dalla fisionomia, si vede che deve avere un genio ammirevole” Quando Maria Amalia arrivò a Portella – nei pressi di Gaeta, il 19 giugno 1738, l’incontro tra gli sposi avvenne in un ricco padiglione. Carlo rimase incantato dalla grazia e dall’indole di Maria Amalia, e il giorno successivo scrisse ai genitori per decantarne le qualità, dicendosi l’uomo più felice e fortunato del mondo. L’8 giugno 1738 i sovrani giunsero a Napoli per assistere ai festeggiamenti cittadini. Per l’occasione, Carlo istituì l’Ordine cavalleresco di San Gennaro. La giovane regina suscitò notevole ammirazione anche nel Regno: era abbastanza alta per la sua età, aveva capelli biondi e occhi cerulei, una carnagione bianchissima; era dolce, intelligente ed istruita, e parlava bene diverse lingue (italiano, tedesco, francese e latino). Le qualità della “santarella” – come Winckelmann definì la regina nel 1758 durante la sua prima visita a Napoli – conquistarono talmente il marito da indurlo a dormire spesso con lei e a consultarla per i più importanti affari di Stato. Charles Des Brosses scrisse: “Ho notato che non vi è letto nella camera del Re, tanto puntuale egli è ad andare a dormire nella camera della Regina. Senza dubbio questo è un bell’esempio di fedeltà coniugale …” Nel 1740 la Regina Maria Amalia annunciò di essere finalmente in attesa dell’erede. Secondo l’inviato del re di Polonia, fu Carlo stesso a prendere in braccio la piccola per portarla nella stanza dove lo attendeva la corte, affermando in italiano: “Signori, Vi porto quello che ci ha fatto la Regina; non so ancora cosa sia” Il re si legò talmente a sua figlia Isabella da intervenire persino nella disposizione della fasciatura che, inizialmente fatta strettissima “all’uso di Francia” per ottenere una vita più snella, fu allentata per evitare che la bimba ne soffrisse troppo. Da quel momento in poi, Maria Amalia diede alla luce quasi un figlio all’anno fino al 1757, per un totale di ben 13 figli. Le lettere private ci descrivono per Carlo e Maria Amalia un rapporto saldo e felice.Quando Carlo lasciò il Regno nel 1759, Poco dopo l’arrivo in Spagna, Maria Amalia si ammalò gravemente. Era partita da Napoli già sofferente per una caduta da cavallo, ma in breve tempo divenne triste e silenziosa, malinconica e nostalgica. A Napoli, la regina aveva trascorso ben 25 anni della sua vita, si sentiva napoletana a tutti gli effetti, e mal sopportava l’austerità, la tristezza della corte spagnola e il carattere dissennato della suocera.Il 27 settembre 1760 Maria Amalia moriva non ancora quarantenne, con grande dolore del suo sposo, che non volle riprendere moglie, e fino alla morte rimase fedele alla memoria dell’amata compagna. La seguì il 14 dicembre del 1788, abbattuto da numerosi lutti; non ultimo quello per la morte del figlio Gabriele.

Fonte : tesi di Maria Carmela Masi “Monarchia e corte nel regno di Carlo di Borbone” – università’ degli studi di Napoli Federico II

segnalato da

Maria Franchini

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