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CARNEVALE 2026 A SAN CARLO DI SESSA

Posted by on Feb 24, 2026

CARNEVALE 2026 A SAN CARLO DI SESSA

Il Carnevale di Viareggio nasce il 25 febbraio 1873 (Martedì Grasso) da una sfilata di carrozze in via Regia, organizzata da giovani borghesi per protestare contro le tasse che nel corso degli anni diventa un evento replicato in molte parti del mondo. Come si può notare la borghesia anche nelle proteste contro chi detiene il potere che a lei non sta bene, non vuole confondersi con il popolo e come accadde da oltre due secoli, ne prende le distanze cercando di ridicolizzarlo, un esempio è il tentativo di cercare di cancellare Pulcinella, di emarginare la Commedia dell’Arte e la musica popolare fallendo nel suo intento e non riuscendo a cancellare questa civiltà aristocratica inventa il folklore. Il Carnevale popolare ha utilizzato cortei mascherati e veicoli simbolici fin dall’ antichità, risalenti a tradizioni pagane, greche e romane con radici popolari che si sono evolute nel tempo in simboli satirici di sberleffo al potere senza mai essere un evento ma una festa. Oltre ad essere un periodo in cui si praticavano rituali pagani rivolti ad accompagnare il passaggio dall’inverno alla primavera e ad auspicare abbondanza e prosperità nell’agricoltura,  in ogni comunità il popolo e i nobili si prendono in giro a vicenda in una promiscuità che sotto la maschera alcune volte diventa erotico e sessuale, soprattutto nei grossi centri e nei borghi, si azzeravano le distanze sociali in piena libertà che aveva anche effetti catarsici nel pieno rispetto delle consuetudini,  delle regole non scritte e dei codici della civiltà popolare. La Borghesia per sua natura oltre ad essere positivista e razzista è permalosa quindi ha fatto sua i carri di Carnevale, intesi come strutture allegoriche su ruote che nascono storicamente nel Rinascimento (XV-XVI secolo), in particolare a Firenze, guarda caso dove c’è la genesi della Borghesia moderna, grazie alle sfilate organizzate da Lorenzo de’ Medici.  fatto di sfilate di carri variegati, colorati e sgargianti dove non si prende in giro il proprio concittadino che incarna il dirigente pubblico ma il politico, il finanziere, l’artista, lo statista ecc ecc nazionale e internazionale per diventare un evento conformistico e banale che nulla a che vedere con una festa popolare. Per fortuna grazie all’operatività del Comitato Pro Pulcinella Patrimonio dell’Unesco abbiamo scoperto in molte parti del mondo ma soprattutto nel territorio che una volta era Regno delle Due Sicilie, resistono e si rinnovano Carnevali identitari e tradizionali che sono delle vere ed autentiche feste popolari, dove non c’è competizione o premi da assegnare dove è il popolo che decide chi si maschera, chi canta, chi balla, chi suona e chi cucina.
Domenica 15 febbraio 2026 in quel di San Carlo di Sessa s’è svolta una festa di Carnevale autenticamente popolare dove la comunità ha partecipato in massa nel rispetto di copioni che si ripetono da secoli, ma mai uguali a se stessi perché spontanei sbugiardando il politicamente corretto imbottite di satira tagliente e pungente ma mai volgare. Nonostante la pioggia la festa è riuscita alla grande con il corteo carnevalesco che ha girato per il paese fermandosi nelle varie postazioni  dove c’erano  tavole imbandite e vettovaglie preparate in casa e non acquistate,  bagnate da vino a profusione per poi terminare in piazza dove è stato portato in scena il tradizionale spettacolo dei 12 mesi dell’anno e della Canzone di Zeza dove è emerso una preparazione di fondo frutto di tante prove e tanto impegno che abbinata alla improvvisazione e lo spirito amatoriale ha tanto divertito. Da evidenziare l’affettuosa accoglienza che ci hanno riservato, a mia moglie e al sottoscritto, nonostante non ci conoscessero, ma questo non deve stupire perchè come si sa le colonne portanti della civiltà napolitana sono l’accoglienza e la convivenza. Bello è stato vedere la partecipazione di tanti giovani entusiasti, allegri e pieni di energia che in questo periodo storico dove i borghi si stanno svuotando e l’occidente è vittima di un inverno demografico ci ha regalato un piccolo sorriso. Di seguito il video della giornata   

Claudio Saltarelli      

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