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Casa Lanza, trattato del 20 Maggio 1815

Posted by on Lug 15, 2021

Casa Lanza, trattato del 20 Maggio 1815

Prospetto del palazzo di campagna del Barone Biase Lanza, in primo piano si vede la ferrovia Napoli-Roma protetta da passaggi a livello

In questa casa il 20 Maggio 1815 fu stipulato tra Austriaci e Napoletani il trattato che pose fine al decennio napoleonico nel Regno che era stato di Ferdinando. Per mezzo di esso gli alleati Austriaci furono in grado di riconsegnare lo Stato al Borbone, spodestando definitivamente Gioacchino Murat, il cui esercito dopo la battaglia di Tolentino era ormai in fuga. La convenzione fu sottoscritta: per i Napoletani, da Pietro Colletta, plenipotenziario del Generale in capo Michele Carascosa; per gli Austriaci, da Adamo de Neipperg, plenipotenziario del Generale in capo Federico Bianchi (in seguito per riconoscenza nominato dal Borbone duca di Casalanza); da lord Burghersh, ministro plenipotenziario di Sua Maestà britannica presso la corte di Toscana. In tal modo vennero cedute agli alleati tutte le piazzeforti del Regno (con la temporanea eccezione di Gaeta, Pescara e Ancona) in sostanza riconsegnando quest’ultimo a Ferdinando IV, che da allora in poi si chiamerà I delle Due Sicilie. Tra l’ altro veniva garantita la nobiltà insieme a gradi, onori e pensioni dei militari che avessero giurato fedeltà ai Borbone.

Copia dello storico trattato – menzionato dal Colletta nella sua Storia del Reame di Napoli dal 1734 al 1825 – è conservata nella biblioteca del Museo Campano a Capua.

La casa ove fu ratificato il cd. TRATTATO DI CASALANZA – temporaneamente requisita dagli Austriaci – era la residenza di campagna del barone Biase Lanza (1746 – 1832), patrizio capuano e cavaliere di Malta, che l’aveva fatta costruire nel 1794 su di una più antica masseria. Essa si trova a tre miglia da Capua, in località “Spartimento”, nel territorio di Pastorano (Caserta). Oggi non sopravvivono che eloquenti resti: la casa venne infatti perduta dai Lanza nell’ ottobre 1943, perché minata dai soldati tedeschi in fuga. Tra l’altro andò distrutto il tavolo su cui era stata firmata la convenzione, assieme al calamaio originario.

La foto è dei primi del ‘900: l’epigrafe sul cancello fu in seguito apposta dalla Provincia per eternare lo storico avvenimento.

Sopra il cancello d’ingresso, la targa commemorativa del trattato

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Casa Lanza, trattato del 20 Maggio 1815

1 Comment

  1. Ho un ricordo passandoci nei pressi con Gianni Salemi… commentammo: gli Asburgo!… Perche’ l’Impero, ancien regime, che faceva capo a loro, sopravvisse cosi’ a lungo e fu l’ultimo a sparire? perche’ riconoscevano e rispettavano i Popoli!.. e i Veneti ne sanno qualcosa… Da Vienna truppe austriache furono inviate a Parigi per riportare su San Marco i cavalli d’oro che i francesi si erano portati via come bottino! e quando furono ricollocati al loro posto l’Imperatore invio’ al popolo veneto un messaggio di felicitazioni!… Fu l’ultima grande dinastia a uscire di scena, ma il vecchio Checco Beppe, caduta anche l’Ungheria, alla fine della prima guerra mondiale, ebbe a dire: “si accorgeranno i popoli quando non avranno piu’ l’ombrello dell’Austria”… mi ha commosso! L’ho letto se ricordo bene in “Frammenti della Grande Guerra” di Sergio Tazzer…. caterina ossi

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