L’insuperabile Scuola Musicale Napoletana del Settecento
Nel video il Maestro Enzo Amato parla del suo libro La Musica del Sole, Viaggio attraverso l’insuperabile Scuola Musicale Napoletana del Settecento, pubblicato nel 2012 da Controcorrente edizioni.
Non so quanti conoscano l’espressione volgare “Mò cë magnàmmö càpä rë ziviciénzö”, per dire che non abbiamo nulla da mangiare: letteralmente: ora mangiamo la testa di zio Vincenzo.
La si usava anche – più opportunamente – per definire una persona di poco conto o uno che non capisce nulla: “Chìgliö è na càpä rë ziviciénzö”.
Ma cosa c’entra lo zio Vincenzo?
Assolutamente nulla.
L’espressione, quasi del tutto dismessa, è una deformazione del latino classico “caput sine censu”, ossia nullatenente.
Nel mondo romano si usava fare il censimento dei beni e dei possessori di beni per stabilire lo stato sociale e la capacità retributiva da tassare. Per questa incombenza si attivavano i “censori”. Quando si trattava di nuttatenenti nei registri si annotava “sine censu”.
Di qui l’assonanza con “zi Vincenzo” ha fatto il resto.
Dopo l’apertura dedicata ad Anna Carafa e il progetto su Giulia De Caro, il trittico si completa con l’omaggio a un’altra figura di donna, affascinante e cosmopolita. Sabato 21 marzo alle ore 19.00, nella Chiesa di Santa Caterina da Siena a Napoli, in occasione della Giornata Europea della Musica Antica promossa da REMA – EEMN, l’Ensemble Cantoría presenta Mencía. Duchessa di Calabria, un itinerario musicale intorno a Mencía de Mendoza (1508–1554), capace di unire Valencia, Napoli e le Fiandre.
Tra le più autorevoli formazioni specializzate nel repertorio iberico rinascimentale, Cantoría propone un programma che intreccia forme vocali e strumentali – ensaladas, villancicos e recercadas – con musiche di Mateo Flecha “El Viejo”, dal Cancionero de Uppsala, di Diego Ortiz e Bartomeu Cárceres, restituendo la ricchezza di un Rinascimento senza confini. La serata, realizzata in collaborazione con l’Instituto Cervantes de Nápoles e con il sostegno dell’Ambasciata di Spagna in Italia, attraversa geografie e linguaggi, tra sacro e profano, per raccontare un’epoca – e una donna che fece della cultura uno spazio di incontro tra mondi.
Oltre, la nostra stagione musicale e culturale 2025/2026, è un invito a trascendere i confini dell’ascolto abituale, attraversando la soglia del già noto per aprirsi a nuove prospettive della creatività. Un percorso affidato alla musica, capace di generare spazi di armonia e di offrire chiavi di lettura per orientarsi in un presente complesso, frammentato e spesso difficile da interpretare.