Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria

La nascita del debito pubblico italiano

Posted by on Mag 31, 2019

La nascita del debito pubblico italiano

Nel 1861, all’atto dell’unificazione, il 57% o forse il 64% del debito pubblico totale dell’Italia era di origini sabaude, mentre l’incidenza del passivo che derivava dal Regno delle Due Sicilie era insignificante. A differenza dei Savoia, i Borbone avevano l’avversione per bilanci in rosso e le tasse. Il deficit italiano, oggi stratosferico, è cominciato allora. Dal 1861 al 1896 il Regno d’Italia già creava un milione di debito pubblico al giorno, nelle lire di quel periodo

Vito Tanzi (Mola di Bari, 1935) direttore del Dipartimento di Finanza Pubblica del Fondo Monetario Internazionale

fonte http://briganti.info/la-nascita-del-debito-pubblico-italiano/

Read More

PONTELANDOLFO, ABORTO E RADIO RADICALE SIMBOLO DEL PENSIERO UNICO

Posted by on Mag 22, 2019

PONTELANDOLFO, ABORTO E RADIO RADICALE SIMBOLO DEL PENSIERO UNICO

Il trucco dei Giacobini fin dal 1789 e quello di far passare come “libero pensiero” quello che è il loro vero cavallo di battaglia, la dittatura del “pensiero unico”. Un megafono autorevole di questa ideologia “gnostica” è certamente Radio Radicale che in questi giorni sta conducendo una legittima battaglia sulla propria sopravvivenza che potrebbe essere una nobile lotta che tutti dovremmo sostenere a cominciare da me. Dopo aver ascoltato la trasmissione del 16 di maggio a cura di Alessandro Barbano in cui veniva denigrata la legge contro l’aborto che stanno approvando in uno degli stati degli U.S.A. e a seguire veniva derisa la tesi dei neoborbonici, è il termine che viene usato dagli “gnostici giacobini” quando ci vogliono deridere, sui drammatici fatti di Pontelandolfo.

A questo punto dico che sono a favore di continuare a finanziare con i soldi pubblici Radio Radicale, anzi aumenterei i finanziamenti, ma a condizione che tutti devono avere lo stesso spazio, gli abortisti come i no-abortisti, i risorgimentali come gli identitari in nome della reale libertà di stampa e del vero libero pensiero che deve diventare l’humus del libero arbitrio. Non vi informo su quanto detto nella trasmissione e chi vorrà farlo può ascoltare gli ultimi 9 min. del programma in cui vengono toccati i suddetti temi e se qualcuno pensa che è una mia esagerazione lo invito a denunciarla

Claudio Saltarelli

fonte https://www.radioradicale.it/riascolta?data=2019-05-16

Read More

Vincent Lambert, il Comitato Onu ferma il boia francese

Posted by on Mag 10, 2019

Vincent Lambert, il Comitato Onu ferma il boia francese

Il Comitato Onu sui diritti dei disabili ha chiesto al Governo francese di non interrompere i sostegni vitali a Vincent Lambert, perché intende valutare il caso del quarantaduenne tetraplegico. Una misura provvisoria, dunque, che dona un po’ di sollievo a Vincent e alla sua famiglia, anche se il ministro della Sanità transalpino mostra con le sue parole di avere fretta di ucciderlo.

Venerdì 3 maggio il Comitato Onu sui diritti delle persone con disabilità ha chiesto al Governo francese di non interrompere i sostegni vitali a Vincent Lambert, almeno fino a quando il Comitato non si sarà espresso sul caso del giovane tetraplegico. Si tratta dunque di una misura provvisoria, che dona un po’ di sollievo ai genitori di Vincent e permette di alimentare la speranza che questa dolorosa vicenda possa prendere finalmente una piega pro vita.

Da una parte, dunque, la Corte europea dei diritti dell’uomo aveva ritenuto di non dover chiedere allo Stato francese di non procedere all’interruzione dei sostegni vitali, mentre prendeva in carico la richiesta della famiglia di esaminare la compatibilità tra la sentenza del Consiglio di Stato e la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Secondo questi illuminati esperti dei diritti umani, la verifica di un eventuale conflitto tra la sentenza francese e la convenzione europea non richiedeva che, nel frattempo, Vincent fosse mantenuto in vita. Un presunto omicida, in attesa della sua sentenza, in uno Stato in cui vige la pena di morte, non può ovviamente essere nel frattempo ucciso; un disabile invece, secondo la Corte europea, sì.

Il Comitato ONU, dal canto suo, intende invece prendersi tutto il tempo per studiare il caso, domandando alla Francia di non dare seguito alla decisione del Consiglio di Stato dello scorso 24 aprile (vedi qui), “per evitare che sia arrecato un danno irreparabile alle vittime di una presunta violazione”. Una misura sensata e prudenziale che riapre la partita. In effetti nella Convenzione ONU sul Diritto delle persone con disabilità, che lo Stato francese ha ratificato il 10 febbraio 2010, vincolandosi così ad osservarne agli obblighi, sono presenti diversi articoli che appaiono violati dai medici del CHU di Reims e dallo Stato francese, e che pertanto potrebbero in ultimo proteggere la vita di Vincent, in particolare gli articoli 25 e 26, dedicati rispettivamente alla salute e all’adattamento e riabilitazione delle persone con disabilità.

Gli Stati che hanno firmato questa convenzione sono tenuti a “prendere tutte le misure appropriate per assicurare alle persone con disabilità l’accesso ai servizi sanitari […], inclusi i servizi di riabilitazione collegati alla sanità” e a “prevenire il rifiuto discriminatorio di assistenza medica o di cure e servizi sanitari o di cibo e liquidi sulla base della disabilità”. Il 19 ottobre del 2011, su richiesta del Governo spagnolo, il Comitato affermava che “il diritto alla vita è assoluto e che le decisioni sostitutive riguardo l’interruzione o la sospensione di un trattamento essenziale al mantenimento della vita non è compatibile con questo diritto”. Il Governo francese avrà comunque la possibilità di contestare questa scelta precauzionale del Comitato, inviando le proprie argomentazioni, ma le premesse lasciano ben sperare.

Da parte sua, il Governo francese, nella persona del ministro della Sanità, Agnès Buzyn, ha dato evidenti segnali di nervosismo. Domenica scorsa la Buzyn ha rilasciato a BFM TV delle dichiarazioni piuttosto contrariate, che tradiscono la volontà di fare spallucce di fronte alla richiesta del Comitato Onu: “Oggi, giuridicamente parlando, tutti i ricorsi sono giunti al termine, e tutte le istanze giurisdizionali, nazionali o europee, confermano che l’équipe medica responsabile di questo dossier ha il diritto di interrompere i trattamenti”. Tanta è la fretta di uccidere Vincent, per allungare il passo sullo sdoganamento completo dell’eutanasia.

Per il ministro francese il ricorso al Comitato per i diritti dei disabili non avrebbe ragion d’essere, perché “i genitori di Vincent Lambert si sono rivolti a questo comitato che si occupa di persone disabili, e non di persone in stato vegetativo come Vincent Lambert”. Distinzione artificiosa rispedita al mittente da cinque medici prossimi alla famiglia Lambert, i quali ricordano alla signora Buzyn che l’articolo L114 del Code de l’action sociale et des familles, aggiornato nel 2012, definisce come handicap “ogni limitazione dell’attività o restrizione della partecipazione alla vita sociale subita nella propria condizione da una persona, a motivo di un’alterazione sostanziale, durevole o definitiva di una o più funzioni fisiche, sensoriali, mentali, cognitive o psichiche, di disabilità multiple o di disturbi di salute invalidanti”. E Vincent Lambert rientra pienamente in questa categoria.

Gli stessi medici non nascondono un certo sconcerto di fronte alla dichiarazioni pubbliche della Buzyn, dal momento che lo stesso Ministero della Sanità, in una circolare del 2002, dava indicazioni sulla presa in carico dei pazienti in stato vegetativo e pauci-relazionale in unità specifiche, cosa che viene negata da anni a Vincent, costretto a rimanere nell’ospedale di Reims; e più recentemente, nel 2018, il Ministero e della Sanità ha fatto proprio un rapporto scientifico sulla presa in carico di queste situazioni, redatto da diversi istituti e fondazioni, tra i quali l’Università di Rouen, particolarmente attivi nella gestione di questi pazienti.

Non meno preoccupante appare un’altra dichiarazione della signora Buzyn: “Non siamo vincolati legalmente da questo comitato, ma naturalmente prendiamo in considerazione quanto dice l’Onu e risponderemo”. In altre parole, siamo pronti a rispondere, ma non pensate che ci sentiremo in dovere di seguire una eventuale decisione contraria a quanto già stabilito dal Consiglio di Stato. Qualsiasi persona sana di mente si chiederà per quale ragione la Francia abbia allora firmato una Convenzione, accettandone dunque gli obblighi, per poi ritenere di non esserne vincolata quando non le conviene. Ma il buonsenso e la ragion politica non sembrano parlare la stessa lingua.

fonte http://lanuovabq.it/it/vincent-lambert-il-comitato-onu-ferma-il-boia-francese

Read More

IL PROF. DOMENICO SCAFOGLIO SMONTA IL RISORGIMENTO AD ATINA

Posted by on Mag 9, 2019

IL PROF. DOMENICO SCAFOGLIO SMONTA IL RISORGIMENTO AD ATINA

Negli ultimi tempi assistiamo ad un rigurgito degli storici salariati, cosi li definiva Gramsci, contro l’onda indentitaria composta da storici e saggisti autofinanziati che da anni stanno ripristinando verità storiche che vanno dal 1799 fino a tutta la prima guerra mondiale.

I Giacobini intellettuali Napoletani, orfani del Marotta e del Galasso, nella loro pochezza spirituale e professionale non sanno più come arginare questa ondata di studi e di ricerche che li sta travolgendo pensando di essere immortali, il Titanic affonda e loro continuano a suonare.

Storici Istituzionali che campano con le nostre tasse, scusate il populismo, acquistano addirittura pagine intere di giornali di tiratura nazionale per poter difendere le ragioni dei vari Cialdini, Garibaldi, Vittorio Emanuele II, Cavour, Mazzini dimenticando, in questo caso volutamente, che la storia non raccontata è venuta a galla e nessuna la nega più nemmeno negli ambienti culturali stranieri.

Altri funzionari pubblici come il compianto Giudice Rocco Chinnici o il contemporaneo Giudice Nicola Gratteri, i primi due che mi vengono in mente, invece con onestà hanno detto e dicono le cose come sono realmente andate e addirittura il Giudice Gratteri ha sferrato un duro attacco ai suddetti storici per il loro operato.

Mi è venuto in mente di organizzare una Class Action contro questi storici per farci rimborsare i soldi che, attraverso le nostre tasse, vengono utilizzati per pagare i loro stipendi di Storici così la smetteranno di dire le cavolate che dal 1860 raccontano.

L’idea sembra paradossale e fantasiosa ma non cosi peregrina e inapplicabile.

Ad Atina, sabato 13 ottobre 2018, nel convegno “Brigantaggio Postunitario visioni dall’interno” tenutosi al Palazzo Ducale che ha avuto come unico relatore il Prof. Domenico Scafoglio, è accaduto qualcosa  di inedito e sorprendente che ha bucato il muro di gomma di omertà che da decenni ci opprime e ci distrugge. Infatti è la prima volta, per lo meno in mia presenza, che un accademico dell’Università Italiana, per l’appunto il Prof. Domenico Scafoglio, afferma che è arrivato il momento che lo stato italiano giudichi gli eroi della Patria per i crimini commessi.

Inutile aggiungere altro vi invito solo a vedere il video dell’intervento e a seguire tutti i video del convegno.    

Cogliamo l’occasione per ringraziare il Comune di Atina nella persona di Adolfo Valente e la Biblioteca di Atina nelle persone di Mario Riccardi e Luciano Caira per la solita e piacevole accoglienza. Un grazie anche alla Sig.ra Ilenia Carnevale, splendida guida nella visita al Museo Archeologico di Atina.

Read More

L’ULTIMO DELIRIO DELLA SCIENZA SOTTOMESSA AL POTERE

Posted by on Mag 2, 2019

L’ULTIMO DELIRIO DELLA SCIENZA SOTTOMESSA AL POTERE

Essere incinta è una malattia, dicono gli scienziatoni americani… invece il bambino non è un parassita, ma uno sguardo della madre verso l’eternità

La nostra è un’epoca col mito della scienza. Chiunque voglia affermare qualche peregrina scemenza, deve ammantarla di una parvenza di scienza.
E così la notizia più delirante arriva da una qualche università statunitense, nel corso “biologia della malattia”: il feto è equiparato a un parassita. La boutade non è nuova, in effetti tutto il femminismo tende a vedere il feto come un parassita, che diventa “forse” accettabile, solo se molto desiderato dalla madre, cioè per la volontà della proprietaria dell’utero, ma non per caratteristiche proprie. Se non è “desiderato”, il feto è un parassita, al punto tale che le pratiche mediche e chirurgiche per sbarazzarsene sono gratuite, esattamente come gratuite sono le cure per eliminare le cisti da echinococco o il cancro.
La visione del feto come parassita è stata sostenuta da tutta la sottocultura femminista e post moderna. Come spiega Giovanni Formicola, il ’68 ha avuto un troncone politico, militarizzato, fatto di bombe, morti e gambizzati, e un troncone del desiderio di cui fa parte la promiscuità erotica, il coito continuo e irresponsabile, di cui fa ovviamente parte anche l’aborto. Se non è incluso nel desiderio, il feto è un parassita, e deve essere sradicato dal corpo delle madre a spese del sistema sanitario nazionale.
Ora, una qualche università statunitense tenta di dare validità scientifica alla teoria. Ce l’hanno una facoltà di Medicina, una cattedra di Embriologia? Forse no, perché chiunque abbia appena preso in mano un testo di fisiologia conosce il rapporto straordinario tra il corpo della madre e il feto.

IL BAMBINO, SGUARDO DELLA MADRE VERSO L’ETERNITÀ
 “Nessuno si spiega – scrive la fisiologa L. Barocchi in un bel testo che si intitola “La vita umana, prima meraviglia” (ed. Centro Documentazione e Solidarietà, Roma) – come sia possibile che una cellula microscopica si riproduca in miliardi di cellule identiche a lei, con il suo stesso nucleo genetico, e dia origine a tessuti tanto differenziati, quasi opposti, come i muscoli e il cervello, il sangue liquido e le ossa solide, gli arti e gli occhi… Né si spiega come queste cellule lavorino concordemente, ognuna a vantaggio dell’altra, per la perfetta realizzazione del piano comune che è stampato nel loro intimo”. Non appena avviene la fecondazione, ogni singola particella del corpo materno è come avvisata che c’è un figlio e che deve essere protetto: “E subito i globuli bianchi, impegnati nella difesa immunitaria – spiega Barocchi -, arrestano davanti a lui la loro attività: sebbene addestrati a individuare e rigettare ogni sostanza estranea (cioè con un patrimonio genetico diverso) essi salvano il piccino anche se estraneo. È un figlio, non c’è cellula nella madre che non lo voglia”.
Anche la mente inconscia della madre vuole quel bambino, sa che è la sua proiezione nell’eternità, la sua proiezione oltre la morte. E se la sua mente cosciente, ubriaca di propaganda e di idiozie decide di terminare la gravidanza, quel bambino non nato resterà come una ferita aperta.
Un feto equiparato a un parassita, l’aborto volontario equiparato all’asportazione di un parassita.

LA PSEUDOSCIENZA DEGLI PSICHIATRI ASSERVITI AL POTERE
Abbiamo già visto all’opera questa pseudoscienza. Con Lombroso e la sua infantile teoria che i buoni sono belli e i cattivi sono brutti. La ammantò coll’ampolloso nome di fisiognomica e, incredibilmente, la cosa funzionò. La fisiognomica è contraria al concetto cristiano di libero arbitrio, quindi chi negava la fisionomica era accusato di essere una baciapile nemico delle scienze. Che la fisionomica fosse un ammasso di idiozie, indimostrata e indimostrabile, era secondario. Era la scienza. Anzi, la Scienza. Lombroso invece era ateo, situazione che è invece considerata una garanzia di oggettività e rigore, quindi tra una seduta spiritica e l’altra Lombroso indottrinò l’Europa su quanto i brutti fossero disprezzabili. Lombroso credeva allo spiritismo. Chi non crede in Dio rischia di credere in qualsiasi cosa. L’Europa si è fatta insegnare la scienza da un tizio convinto di aver parlato ai fantasmi.
La fisionomica ha fatto morti e feriti. Nazismo e comunismo si sono ammantati di razionalità scientifica, in nome della scienza il dottor Mengele e i suoi omologhi giapponesi dell’Unità 731 si sono scatenati. Risparmio il nome dei medici che avevano dichiarato che il fumo di sigaretta, e in particolare delle Camel, era benefico per la salute di tutto il corpo, ma soprattutto dei bronchi. Sempre in nome della scienza la talidomide, un farmaco contro l’insonnia, è stato dichiarato sicuro in gravidanza e questo ci ha dato la più spaventosa epidemia di malformazioni e focomelie prima dell’esplosione del reattore di Chernobil, reattore che la scienza aveva dichiarato sicuro e in grado di superare il test che ha causato il disastro. D’accordo, chi lo aveva sostenuto era uno scienziato sovietico, e la scienza sovietica è sempre stata malleabile a seconda delle direttive, a cominciare dalle scienze economiche e dalla statistica, ma quelli della talidomide erano tedeschi, e la scienza tedesca , almeno nell’immaginario collettivo, dovrebbe avere la malleabilità del cemento armato, e invece rispondeva alle banali leggi del mercato.
Gli psichiatri sovietici affermarono che chiunque non amasse il Partito doveva avere un qualche tipo di squilibrio mentale, curabile con pochi anni di manicomio dove l’alternanza di elettroshock e ipoglicemia da insulina lo avrebbero portato alla norma. Questa teoria fu onorata non solo all’interno del patto di Varsavia, scientificamente protetta dalla polizia politica, ma anche dalla psichiatria occidentale, scientificamente protetta dalla piaggeria che una parte del mondo “scientifico” degli ultimi decenni ha sempre nutrito per la falce e il martello.

LA PRESUNTA INFALLIBILITÀ DEGLI PSICHIATRI AMERICANI
Negli USA siamo passati dal dogma dell’infallibilità del Papa, al dogma dell’infallibilità dell’APA, Associazione Psichiatri Americani, che regna sul mondo con affermazioni ottenute per votazione, un metodo altamente scientifico [è una battuta perché di scientifico non ha nulla: la scienza procede per esperimenti verificabili e ripetibili non per votazioni, N.d.BB]. Scientificamente Greta con annesse treccine ci sta invitando ad azzerare le emissioni di CO2, quindi noi impareremo a non respirare e le piante impareranno a fare a meno della fotosintesi e la scienza sarà contenta.
Arriviamo così alla scientifica medicalizzazione del parto, la regola della puerpera e neonato separati dalla vetrata della nursery, messi insieme solo per quindici minuti ogni quattro o sei ore, sono le regole perfette per far fallire l’allattamento materno, che ha bisogno di tempo, di calma, di periodi di suzione molto più lunghi. La scienza spia la gravidanza attraverso l’ecografia: molti bimbi sono stati salvati, ma un esercito è stato abortito per malformazioni vere o presunte o perché erano del sesso sbagliato. Tra l’altro, visto che ora pare che il sesso lo decidano i bambini da grandi, non potremmo vietare l’aborto selettivo come fulgido esempio di trasfobia? L’odio contro la maternità aumenta di mese in mese. Ammantate da una parvenza di linguaggio scientifico arrivano notizie deliranti: avere un figlio invecchia, impedisce la fisiologia eccetera.
La nostra non è un’epoca col mito della scienza. La nostra è semplicemente cultura di morte.
Prendiamo in pugno le spade per difendere l’ovvio: due più due fa quattro, l’erba è verde, i bambini devono nascere non essere uccisi nel ventre delle loro madri. Ucciderli è una scelta, pro choice, appunto, non una necessità come levare una cisti da echinococco o un tumore. Una scelta che può essere rimpianta e quando il rimpianto arriva, è quanto di più straziante ci possa essere. Nessun Stato deve finanziare la soppressione dei suoi futuri cittadini. Nessun cittadino deve essere costretto a finanziare la scelta di uccidere il proprio bimbo nel proprio ventre. Quindi “not with my money. Non col mio denaro”. La 194 è una qualsiasi legge di un qualsiasi Stato, si può cambiare.
La riconquista della cultura della vita comincia da qui.

Silvana De Mari

fonte http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5639

Read More

SCRITTA PRO ABORTO SULLA CHIESA… LA RISPOSTA DEL PARROCO don Andrea Bellò

Posted by on Apr 27, 2019

SCRITTA PRO ABORTO SULLA CHIESA… LA RISPOSTA DEL PARROCO don Andrea Bellò

«Caro scrittore anonimo di muri,
Mi dispiace che tu non abbia saputo prendere esempio da tua madre. Lei ha avuto coraggio. Ti ha concepito, ha portato avanti la gravidanza e ti ha partorito. Poteva abortirti. Ma non l’ha fatto. Ti ha allevato, ti ha nutrito, ti ha lavato e ti ha vestito. E ora hai una vita e una libertà. Una libertà che stai usando per dirci che sarebbe meglio che anche persone come te non ci dovrebbero essere a questo mondo.
Mi dispiace ma non sono d’accordo. E ammiro molto tua mamma perché lei è stata coraggiosa. E lo è tutt’ora, perché, come ogni mamma, è orgogliosa di te, anche se ti comporti male, perché sa che dentro di te c’è del buono che deve solo riuscire a venire fuori. L’aborto è il “non senso” di ogni cosa. È la morte che vince contro la vita. È la paura che vince su un cuore che invece vuole combattere e vivere, non morire. È scegliere chi ha diritto di vivere e chi no, come se fosse un diritto semplice. É un’ideologia che vince su un’umanità a cui si vuole togliere la speranza. Ogni speranza. Io ammiro tutte quelle donne che pur tra mille difficoltà hanno il coraggio di andare avanti.
Tu evidentemente di coraggio non ne hai. Visto che sei anonimo. E già che ci siamo vorrei anche dirti che il nostro quartiere è già provato tanti problemi e non abbiamo bisogno di gente che imbratta i muri e che rovina il poco di bello che ci è rimasto. Vuoi dimostrare di essere coraggioso? Migliora il mondo invece di distruggerlo. Ama invece di odiare. Aiuta chi è nella sofferenza a sopportare le sue pene. E dai la vita, invece di toglierla! Questi sono i veri coraggiosi! Per fortuna il nostro quartiere, che tu distruggi, è pieno di gente coraggiosa! Che sa amare anche te, che non sai neanche quello che scrivi!
Io mi firmo:
don Andrea»

Read More
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: