Alta Terra di Lavoro

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Salsicce e friarielli. Storia e ricetta del piatto napoletano per eccellenza

Posted by on Gen 12, 2019

Salsicce e friarielli. Storia e ricetta del piatto napoletano per eccellenza

Abbiamo ribadito più volte la bontà e la particolarità dei piatti tipici della cucina campana, unici al mondo, frutto di antichissime ricette tramandate di generazione in generazione. È difficile stabilire quali siano i più buoni, la scelta è ampia e ce n’è per tutti i palati: dai piatti di carne, come le polpette al sugo, a quelli di mare, come il polpo alla Luciana ai classici ed intramontabili, come la pizza.

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Tuttavia ce n’è uno che, per diversi motivi, supera quasi tutti, un must della tradizione napoletana: salsicce e friarielli!

Un piatto a base di verdure e carne, davvero unico ed inimitabile.  Non c’è napoletano che si rispetti che non li ami e li prepari ad hoc. I friarielli, che crescono nelle zone di Napoli, sono difficilmente reperibili in altre zone della Campania e d’Italia, infatti vengono sostituiti con le cime di rapa ma la ricetta viene così stravolta.

Anticamente le colline di Posilipo e soprattutto del Vomero erano piene di orti e di terrazzamenti coltivati digranti.

La collina del Vomero, dove crescevano i friarielli, fu denominata “’O colle de’ friarielle”. Oggi le zone in cui vengono coltivati sono per lo più quelle interne della Campania: Afragola, Acerra, Aversa, Caivano, Cardito, Casoria e nelle province di Avellino e Benevento e nella piana del Sele, presso Salerno.

Ci sono diverse interpretazioni per quanto riguarda il nome: alcuni sostengono che derivi dal castigliano “frio-grelos” che significa broccoletti invernali ed altri dal verbo napoletano “frijere”, friggere

Quali sono le origini di questo piatto così succulento ed unico al mondo?
Nel periodo di maggior povertà, le donne napoletane, soprannominate “zandraglie”, si recavano nelle cucine dei nobili, dove i “Monsù”, ovvero i cuochi d’Oltralpe, elargivano avanzi di cibo, come le interiora del pollame e degli animali. Era un modo per far fronte alla fame ma non sempre era possibile reperire qualcosa.

Con il loro ingegno, i napoletani iniziarono a rendersi conto che per assicurarsi il cibo quotidiano avrebbero dovuto “puntare” su alimenti umili e poveri, come le cime di rapa. Iniziarono così a cogliere gli ammassi floreali non ancora aperti delle rape ed a cucinarli, aggiungendo lo strutto, a nzogn, per dare sapore e rende estremamente caloriche. Oggi lo strutto è stato sostituito con l’olio extravergine d’oliva.

Venivano sempre accompagnati dalle salsicce, rigorosamente di maiale.

“ ‘A sasicc’ è ‘a mort d’ ‘o friariell” dice un detto napoletano.

Come si preparano salsicce e friarielli alla napoletana?
Pochi e semplici passaggi occorrono per preparare il piatto napoletano d’eccellenza. Ecco la ricetta per 4 persone.

Ingredienti
4 fasci di friarielli
4 salsicce
2 spicchi d’aglio
olio extravergine d’oliva
peperoncino
sale

Procedimento
Mondate i friarielli, eliminando i gambi e le foglie più dure. Lavateli accuratamente e fateli sbollentare in acqua per cinque minuti.

In una casseruola mettete l’olio, l’aglio, fate soffriggere e friggete i friarielli, salandoli quanto basta.

In una padella, con olio per friggere, friggete le salsicce bucherellandole con la punta di una forchetta.

A cottura ultimata unitele ai friarielli in modo tale che i sapori si amalgamino. Ecco pronto il vostro succulento piatto di salsicce e friarielli. Buon appetito!

fonte https://www.vesuviolive.it/vesuvio-e-dintorni/notizie-di-napoli/51278-salsicce-friarielli-storia-ricetta-del-piatto-napoletano-eccellenza/?fbclid=IwAR2x1bsQrinuc4mOvhZqjUWVHNWZNdaTKjzttSaSJ-V40wyVCTC-6TgB-9U

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Il clima sulla Via della seta di Fiorentino Bevilacqua

Posted by on Dic 23, 2018

Il clima sulla Via della seta di Fiorentino Bevilacqua

In internet, sta girando un video in cui, una   bambina del Nord Europa, rampogna politici e capitani d’industria richiamandoli ad un reale, maggior impegno sul contenimento delle emissioni di CO2.

Si sa che quando un bambino richiama un adulto … la cosa è più toccante…

A me, però, ha fatto venire in mente l’incontro, svoltosi circa 15 anni fa, tra due climatologi. Uno dei due sciorinò dei dati che mi appuntai e che qui trascrivo parzialmente.

Nell’atmosfera sono presenti molti gas (… e vapori: si pensi alla fredda notte degli aridi deserti, torridi di giorno) che hanno il potere di trattenere il “calore”, impedendo che si disperda nell’atmosfera. Grazie a questo la temperatura al suolo è tale da rendercelo vivibile.

La CO2 (anidride carbonica) però, è solo il 2% di tutti i gas serra presenti in atmosfera; di questo 2%, solo il 2% è prodotto dall’uomo.

In altre parole: su 10.000 molecole ad effetto serra presenti in un certo volume di aria, 200 sono di anidride carbonica e, di queste 200, solo 4 sono prodotte dall’uomo.

Come dire che, su 10.000 molecole ad effetto serra, 9996 sono di origine naturale (e molte di queste sono più efficaci della CO2 nel trattenere calore); 4 sono prodotte dall’uomo.

E’ lecito che vengano dei dubbi sulle responsabilità della CO2, dubbi che, sommati a quelli prodotti da altri dati, ed aggiunti i contenuti di mail “carpite” da hacker, la dice lunga sui reali motivi alla base di tanta preoccupazione e cotanto affanno capaci di smuovere eserciti di manovalanza, bambini compresi.

ANCHE per questo, quel video non mi commuove…

Anzi, mi viene il dubbio che, se lo facessi, se cedessi (abiurando ad un minimo di capacità di pensare) finirei, forse, per fare di me uno strumento nelle mani di una sorta di nuova via della seta in versione … energetica.

Siccome ora, dopo l’ultimo vertice sulla situazione del clima, non si fa più distinzione tra paesi sviluppati e in via di sviluppo, anche questi ultimi sono, dalle risoluzioni ufficiali (e dai ricatti morali…), tenuti ad uniformarsi alle decisioni adottate nell’interesse … del Pianeta (sì, va be’). Siccome i paesi in via di sviluppo non hanno la tecnologia per dotarsi di pale eoliche, pannelli solari etc, né hanno i soldi per comprarsela bella e fatta, ecco che il buon samaritano presta questi per fagli acquistare quella. Siccome non avranno la possibilità di restituire ciò che hanno avuto in prestito, lo “restituiranno” sotto forma di sudditanza politica, economica e sociale. Dunque: in via di sviluppo sono, e in via di sviluppo resteranno.

Le conquiste, dunque, le colonie, gli imperi non si fanno più con la guerra (costa troppo), ma con gli indebitamenti prodotti anche con la vendita di tecnologia “pulita”, la costruzione di porti (vedi la Malesia e la Nuova via della seta propriamente detta) etc.

L’importante, sembrerebbe, è che sia fatto nel nome di grandi ideali; viene meglio: ci cascano di più e più facilmente.

Fiorentino Bevilacqua

22.12.18

N.B. I grafici allegati, sono tratti dal blog http://notrickszone.com/ che, come dice il suo stesso autore, è mantenuto “solo per passione, per far conoscere e per stimolare un libero dibattito“. In esso sono raccolti centinaia di articoli scientifici, pubblicati su riviste specializzate del settore, articoli che, pur essendo frutto del lavoro di specialisti della climatologia, solo perché non presentano dati scientifici a sostegno della tesi del riscaldamento globale, non trovano spazio sui mezzi di comunicazione di massa (che, perciò, diventano fonte di “disinformazione” e strumento…). 



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Il Cioccolato di Modica, un viaggio di emozioni nel gusto

Posted by on Ott 25, 2018

Il Cioccolato di Modica, un viaggio di emozioni nel gusto

Non è come tutti gli altri, non è banale, non è scontato. Il Cioccolato di Modica si riconosce subito, perché, a differenza delle classiche tavolette di cioccolato che si vedono sugli scaffali del supermercato, quelle modicane mostrano orgogliose, già agli occhi dei golosi, il loro tratto artigianale.

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FESTA DELLA MELA ANNURCA A VALLE DI MADDALONI

Posted by on Ott 19, 2018

FESTA DELLA MELA ANNURCA A VALLE DI MADDALONI

Ecco di seguito il Programma Ufficiale della “Festa della Mela 2018” con ProLoco Valle Di Maddaloni Raffaella Coscia Diomaiuto Nicola Salvatore Totaro Fabio Viglione Giovanni Leonetti Floriana Pinto

Venerdì 19 Ottobre 2018
Ore 17:00 Inaugurazione ed Apertura Aree Espositive
Ore 18:00 Rassegna Corale presso la Chiesa San Pietro …
Apostolo di Valle di Maddaloni

Sabato 20 Ottobre 2018
Ore 10:30 Aperture Aree Espositive
Ore 16:30 Artisti da strada itineranti
Ore 17:30 Posteggia Classica Napoletana con Giovanni Leonetti e Floriana Pinto
Ore 18:30 Spettacolo di danza “Temptation” dell’Associazione Culturale Siufonia con Diomaiuto Nicola
Ore 20:00 Anteprima SoulPalco
Ore 20:30 Direttamente dal palco di “Made in Sud” Nello Iorio “Il Nonno Moderno”
Ore 21:30 Tammorra, Canti e Balli Popolari con i SoulPalco con Fabio Viglione

Domenica 21 Ottobre
Ore 9:00 Apertura Aree Espositive
Ore 9:30 Raduno Auto e Moto d’Epoca
Ore 16:00 Inkamarka del Perù di Armando Huauya
Ore 16:30 Artisti da strada
Ore 17:00 Show Cooking “Pizza dessert alla Mela” di Marco Amoriello
Ore 17:30 Posteggia Classica Napoletana con Giovanni Leonetti e Floriana Pinto
Ore 18:00 Sfilata per il centro storico del Gruppo Folk I Guarracini con Salvatore Totaro
Ore 19:00 Spettacolo teatrale con musiche e balli dal ‘600 al ‘900 Napoletano con il Gruppo Folk I Guarracini

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