Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Così Cavour corrompeva uno per uno gli ufficiali del Regno delle Due Sicilie. La corruzione unisce l’Italia

Posted by on Dic 4, 2020

Così Cavour corrompeva uno per uno gli ufficiali del Regno delle Due Sicilie. La corruzione unisce l’Italia

In questo breve scritto si racconta in modo chiaro come l’ammiraglio Carlo Persano – quello che sei anni dopo, nel 1866, nella terza guerra d’indipendenza farà perdere la faccia all’Italia appena nata nella battaglia navale di Lissa – corrompeva, con il denaro del Piemonte di Cavour, ad uno ad uno gli ufficiali del Regno delle Due Sicilie. L’Italia vedeva la luce nella corruzione assoluta. I risultati si vedono ancora oggi…

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CAVOUR DI CARMINE DE MARCO

Posted by on Dic 2, 2020

CAVOUR DI CARMINE DE MARCO

Come abbiamo dovuto imparare dalla storiografia risorgimentale, Camillo Benso conte di Cavour viene ritenuto il vero artefice dell’unità italiana che avrebbe realizzato tessendo sottili trame con la sua diplomazia. Insomma, se il Piemonte fu la matrice della nuova Italia, Cavour ne sarebbe il pater.

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GARIBALDI PREOCCUPA CAVOUR E LA TRATTA DEI NAPOLETANI

Posted by on Nov 19, 2020

GARIBALDI PREOCCUPA CAVOUR E LA TRATTA DEI NAPOLETANI

Le mire espansionistiche del Generale preoccupano non poco Cavour.
Se Garibaldi si spinge fino a Roma , Napoleone III,Re dei francesi, che si finge cattolico, interverra’ sicuramente in difesa del Papa, non può consentire ,infatti, che i liberali piemontesi prendano anche il Lazio e Roma.

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CAVOUR, GARIBALDI E QUALCOSA SULLO SBARCO IN SICILIA

Posted by on Nov 6, 2020

CAVOUR, GARIBALDI E QUALCOSA SULLO SBARCO IN SICILIA

Per capire chi fossero questi Mille, sentiamo che cosa ne scrive Garibaldi. Egli dice, parlando dei suoi: «Tutti generalmente di origine pessima e per di più ladra e tranne poche eccezioni, con radici genealogiche nel letamaio della violenza e del delitto». Questi sono i Mille descritti dal loro capitano dal loro Generale.

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Lettera di Giuseppe La Farina al conte di Cavour 185

Posted by on Nov 2, 2020

Lettera di Giuseppe La Farina al conte di Cavour 185

«Napoli, 17 novembre 1860

… avrà ricevuto una mia prima lettera, che consegnai a Fasciotti, or le riscrivo, avendo saputo che in sua vece viene qui il Cassinis.

Ieri Montezemolo vide il Re, e lo trovò benissimo, ed in disposizione d’animo molto diversa da quella che ci aveva fatto prevedere il Farini. S.M. parlò del gesuita Mordini, del suo collo torto, del suo timore d’essere ricompensato con altri onori, al che il Re avrebbe risposto: “Stia tranquillo conosco i suoi principi„. Montezemolo manifestò gli spiriti conciliativi co’ quali va in Sicilia, ed abbondò in questo senso. S.M. lo interruppe per dirgli: “Si sta bene, ma fino ad un certo punto„. Montezemolo che era andato dal Re con animo molto agitato, ritornò lietissimo. Egli avrebbe voluto presentare Cordova e me a S.M., ma io, sotto l’impressione di quanto ci aveva detto Farini, aveva consigliato di non parlare a S.M. di noi, e a lasciar correre l’acqua alla sua china. In tutta questa faccenda Montezemolo si è comportato da galantuomo.

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