Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

L’Indipendenza, I N D I P E N D E N C Y

Posted by on Mag 7, 2021

L’Indipendenza, I N D I P E N D E N C Y

Oggi, amici, vi dico di non indugiare oltre, e non disperarsi neanche di fronte alle difficoltà che oggi ci vengono messi dinnanzi. Io voglio, che un giorno la nazione Napolitana si sollevi e  faccia valere i propri diritti, e cioè che tutti gli uomini sono stati creati uguali e quindi che non ci sia più emigrazione, ma che ogni meridionale possa trovare il proprio lavoro nel suo territorio come fanno gli italiani del nord.

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La metafora del colonialismo interno (Parte 2)

Posted by on Mag 6, 2021

La metafora del colonialismo interno (Parte 2)

L’interrogativo socialista

“La storia della produzione di rapporti sociali (economico-culturale-politica di potenza) si accentua con il neocapitalismo ed il neocolonialismo: nascono e si sviluppano il capitale monopolistico, l’imperialismo transnazionale, i centri e le periferie internazionali ed interne; mediazioni e trattative, politiche, ideologiche, economiche, combinate con la violenza che sono socialmente stratificate e localizzate in modi diseguali, relativamente funzionali per le classi dominanti”1.

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La metafora del colonialismo interno

Posted by on Mag 5, 2021

La metafora del colonialismo interno
Diffusione del concetto

A cominciare dagli anni Sessanta del Novecento si è fatto largamente ricorso all’espressione “colonialismo interno” per indicare condizioni di gravi differenze sociali ed economiche tra regioni appartenenti ad uno stesso Stato. In sostanza una colonia interna è una colonia che esiste all’interno dei confini dello Stato colonizzatore 1, ma la vastità della letteratura sul colonialismo interno ci presenta innumerevoli modelli interpretativi risultato di studi assai specifici e rigorosi che hanno toccato i cinque continenti. A volte le differenze tra i modelli sembrano irrilevanti, altre ragguardevoli.

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“Charlie Hebdo”, francesi eterni giacobini?

Posted by on Mag 4, 2021

“Charlie Hebdo”, francesi eterni giacobini?

Chi fabbrica pregiudizi ne resta vittima. Non è forse questa l’Italia stereotipata dalla sua stessa classe dirigente, l’Italia dei “Meridionali tutti sfaticati, mafiosi, arruffoni, mangiapane a tradimento” e chi più ne ha?
Non è forse questo il paese che ha visto emergere un ceto intellettuale snob che ha indicato sempre la “civile Europa” come faro di progresso, la stessa Europa che ha partorito giacobinismo, colonialismo e nazismo, disprezzando tutto ciò che avveniva al di sotto della linea gotica?

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Ricordando Angelo Manna, cuore ribelle

Posted by on Mag 2, 2021

Ricordando Angelo Manna, cuore ribelle

L’undici giugno del 2001 andava oltre Angelo Manna, uomo di straordinaria cultura, giornalista di incredibile professionalità, più volte eletto deputato, a furor di popolo, nelle file del Movimento Sociale Italiano, meridionalista convinto, fondò il 28 ottobre del 1992 del Fronte del Sud, una lega del sud populista, sovranista,ante litteram.Voglio ricordare la figura di Angelo Manna, con un interessante articolo del compianto Pietro Golia, in gioventù attivista del neofascismo sociale ma negli ultimi venti anni di vita riconosciuto come il più importante editore del revisionismo risorgimentale con le sue edizioni Controcorrente.

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LA DEPORTAZIONE

Posted by on Apr 29, 2021

LA DEPORTAZIONE

Uno dei progetti criminali del risorgimento piemontese contro i napolitani

“Se ci ponessimo in Italia ad applicare la pena di morte con un’implacabile frequenza, se ad ogni istante si alzasse il patibolo, l’opinione e i costumi in Italia vi ripugnerebbero, i giurati stessi finirebbero o per assolvere, o per ammettere in ogni caso le circostanze attenuanti. Bisogna dunque pensare ad aggiungere alla pena di morte un’altra pena, quella
della deportazione, tantopiú che presso le impressionabili popolazioni del Mezzogiorno la pena della deportazione colpisce piú le fantasie e atterrisce piú della stessa pena di morte. I briganti, per esempio, che sono atterriti dall’idea di
andar a finire i loro giorni in paesi lontani, ed ignoti, vanno col piú grande stoicismo incontro al patibolo”.

continua……..in pdf

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