Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861 di Giacinto de Sivo (XLI)

Posted by on Feb 17, 2026

Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861 di Giacinto de Sivo (XLI)
19. Governare incerto.

Sul finir dell’anno il giovine re era assediato da richiedenti. Tumulti e usurpazioni in Italia, cupe minacce al regno, Svizzeri mancati, poca soldatesca indigena, né tutta buona, Napoli spaurita da vociferazioni insidiose, e una setta latente attorno al trono susurrava: «Concedete, date.» Francia e Inghilterra combattenti co’ consigli; il Filangieri in altalena, svogliato, proponente concessioni parche, e gli uomini suoi messi su, vi facevano il ritornello, o che vicini erano i guai. Francesco, benché nuovo, diceva a taluno: «Se scendo a concedere, diventiamo tutti liberali, ed anche io, ma conceduto, conceduto, debbo fermarmi a un punto, e allora…. il finimondo.»

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Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861 di Giacinto de Sivo (XL)

Posted by on Feb 12, 2026

Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861 di Giacinto de Sivo (XL)
10. Consigli di re Vittorio.

Pio IX che molto dal congresso avea da sperare, tentò amorevolmente trarre al buon sentiero re Vittorio, e scrissegli di sua mano pregandolo si recasse al congresso qual difensore della Santa Sede; ma quegli anzi ne prese opportunità per richiederlo si facesse allegramente spogliare. Risposegli: Le Romagne trovarsi felicissime con lui, e diverrebbero per innanzi più cristiane, se non tornassero alla Chiesa. Sperare gli si dessero a qualunque titolo altresì le Marche e le Umbrie, per porte in uguale prosperità; e conchiudeva non aver intenzione con questo di menomare i dritti e l’autorità di Santa Chiesa. Pio gli rescrisse, il tenersi lo Stato papale non esser da savio, né degno di re cattolico e di casa Savoia, affliggersi non per sé, ma per l’infelice stato dell’anima di lui illaqueata dalle censure, ed altre maggiori il colpirebbero, ove consumasse l’agognato sacrilego atto. Il re sardo tornò indi a poco all’assalto con altra lettera. Magnificando i torbidi delle province papaline (da esso suscitati), la pochezza delle forze pontificie, e l’impossibilità del ritenerle, sé offerse per Vicario Generale di lui, né solo nelle Romagne, anche nelle Marche ed Umbrie. E Pio mansuetamente siffatto consiglio sopportò.

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Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861 di Giacinto de Sivo (XXXIX)

Posted by on Feb 10, 2026

Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861 di Giacinto de Sivo (XXXIX)

LIBRO DECIMOSETTIMO

SOMMARIO

§. 1. Annessione della Toscana al Piemonte. —2. Del Modenese. —3. Del Parmense. — 4. Delle Romagne. —5. Comprate a contanti. —6. Proposta di Congresso, e oracolo napoleonico. —7. Trattato di Zurigo. — 8. Esecuzione. — 9. L’opuscolo II Papa e il Congresso. —10. Consigli di re Vittorio. —11. Consigli di Napoleone. —12. Lamentanze de’ buoni Italiani. —13. Svanisce il Congresso. —14. S’affrettano i fatti compiuti. — 15. Plebisciti. —16. Scomunica e protesta. —17. Il Lamoricière. —18. Minacce diplomatiche al regno. —19. Governare incerto. —20. L’amicizia del Piemonte. — 21. Proposte d’intervento napolitano nel pontificio. —22. Insidiose. —23. Nizza e Savoia. — 24. Vendita di popoli. —25. A Francia le chiavi d’Italia. — 26. Le Camere approvano. —27. L’Europa freme e tace.
§. 1. Annessione della Toscana al Piemonte.

Ora è da narrare come si fecero le annessioni dell’Italia di mezzo; perché si vegga l’unico modo usalo dalla rivoluzione in tutte parti, per trionfare con premeditate nefandezze in ogni paese italiano. Anche l’idea e la parola annessione il Cavour copiò dallo straniero. L’Inghilterra di questo secolo lavorò sempre ad annettersi un no’ dell’altrui. Prima tolse Malta a Napoli, poi risole Jonie a’ Turchi, poi il Capo di Buona Speranza, poi quattro dozzine di regni e principati in India; sol nel regno d’Onde trucidò centomila uomini. Ora si fa una seconda Gibilterra presso l’istmo di Suez, sull’isola di Perini tolta al Turco suo alleato; e favorisce fra noi le annessioni a Sardegna: ma chi sa l’avvenire?

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Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861 di Giacinto de Sivo (XXXVIII)

Posted by on Feb 10, 2026

Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861 di Giacinto de Sivo (XXXVIII)
 21. La proclamazione del nuovo re.

Spirato Ferdinando, temendosi mene antiereditarie, come dirò, si dispose lo stesso dì il giuramento delle milizie a Francesco II. Questi immerso nel suo dolore, in mezzo a’ fratelli e alla vedova, era risoluto di non uscire dalla reggia prima del cadavere; ma due de’ suoi zii, Leopoldo conte di Siracusa e Luigi conte d’Aquila, vennerlo a richiamare, per torlo a’ consigli e agli affetti de’ suoi cari, sperando dominarlo e sospingerlo sulla via delle concessioni. Il giovinetto che, vivo il padre, mai non ebbe volontà, pur molto contrastò; nondimeno sorpreso venne quasi con violenza da esso loro condotto quel dì stesso a Capodimonte. Lieve fatto fu, ma di gravi conseguenze principio; prima condiscendenza di questo sovrano, che per bontà fidò poi negli altri più che in sé. Ma a Capodimonte poco ei prestò orecchio a quei zii;onde eglino dopo otto dì si scostavano disgustati; e ’l buon Francesco anzi che lasciarli andare prese a rabbonirli.

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Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861 di Giacinto de Sivo (XXXVII)

Posted by on Feb 8, 2026

Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861 di Giacinto de Sivo (XXXVII)
11. Rivoluzione in Toscana.

Dal dicembre 1858 era venuto a Firenze ministro sardo l’avvocato Boncompagni, già presidente della Camera a Torino. Questi prese a crearvi la rivoluzione, con insidie, danari e promesse. Conculcando il dritto delle genti, ospitava in sua casa i felloni del Gran Duca, li consigliava, li copriva con la bandiera di Stato amico, si faceva venir arme in casa da Torino. Udito l’ultimatum austriaco, però dichiarata la guerra in Italia, ebbe il molto che quello il tempo. I ministri granducati eran da più tempo discordi: taluno carezzava i liberali per farsene spalla.

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Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861 di Giacinto de Sivo (XXXVI)

Posted by on Feb 6, 2026

Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861 di Giacinto de Sivo (XXXVI)

LIBRO DECIMOSESTO

SOMMARIO

§. 1. Largizioni regie. — 2. Il Tavoliere e le Sile. — 3. Grazie. — 4. L’opuscolo Napoleone e L’Italia. — 5. Menzogne uffiziali oltramontane. — 6. Sardegna lavora a farsi assalire. — 1. Proposte di congresso. — 8. Denunzie di guerra. — 9. Lega tra Francia, Piemonte e setta. — 10. Manifesti Garibaldeschi. — 11. Rivoluzione in Toscana. — 12. E a Parma e a Modena. — 13. Proclamazioni de’ belligeranti. — 14. Interventi in Toscana. — 15. Guerra e pace. — 16. Il perché della pace. —17. Scontentezze per la pace. —18. La buonafede. — 19. Muore re Ferdinando. — 20. Suo testamento. — 21. La proclamazione del nuovo re. — 22. Il nuovo ministero, e il primo tumulto. — 23. Moti antiereditarii. — 24. I graziati, e le liste degli attendibili. — 25. Ordinamenti interni. — 26. Ritornano gli ambasciatori Francesi ed Inglesi. — 27. Maria Cristina Venerabile. — 28. Sommossa de’ soldati svizzeri. — 29. Sono mandati via. — 30. Accuse al Filangieri. — 31. Mancata dimostrazione del 15 agosto. — 32. Soldatesche alle frontiere.
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