BREVE STORIA DI BENEVENTO DI GIANANDREA DE ANTONELLIS (IV)
Gianandrea de Antonellis e la casa editrice Realtà Sannita, che ringraziamo, ci autorizzano a pubblicare uno studio sulla storia della città di Benevento
Il Principato
Arechi volle dimostrare la propria autonomia rifiutando il giuramento di fedeltà a Carlo Magno e al Papa, cui il Re franco aveva confermato la donazione fatta da Pipino nel 775 (però il Ducato di Benevento non rientrava in tale atto)[1]. Carlo allora intraprese una estenuante guerra, interrotta soltanto grazie all’intermediazione del Vescovo beneventano Davide, desideroso di evitare spargimenti di sangue tra cristiani, dei quali Arechi non era certo ultimo. Del suo principato si ricorda soprattutto la costruzione della monastero di S. Sofia, arricchito con numerose reliquie[2] e dotato di una magnifica biblioteca in cui operò anche lo storico Paolo Diacono, prima di ritirarsi a Montecassino.
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