Manifesto di Isernia: una proposta politica dal basso
La tesi di fondo del Manifesto di Isernia è che la politica deve essere fatta dalle società naturali e dai corpi intermedi e non dai partiti. Una proposta degna di interesse
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Read MoreScritto da Gianandrea de Antonellis
Quando le api lasciano l’alveare, questo viene invaso dalle mosche.
Questa metafora sul disimpegno della aristocrazia (in senso etimologico: governo dei migliori) dalla politica sintetizza egregiamente il risultato del disprezzo verso la res publica (letteralmente: “cosa pubblica”). Molti, troppi, in base all’assioma secondo cui «la politica è una cosa sporca», ritengono che sia bene lasciarla alla feccia del popolo, per non sporcarsi le mani. Il fatto è che chi sguazza bene nel pantano politico-amministrativo contribuisce ad abbassare il livello della qualità gestionale e ad alzare quello della corruzione e delle ruberie.
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Leone XIII è conosciuto come «il Papa della Rerum novarum», ma tale importantissima enciclica è solo una delle ben ottantasei che egli scrisse, per poter orientare i vescovi del suo tempo. Tra queste, dieci affrontano temi direttamente politici.
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Il regime rappresentativo organico
«La Patria deve includere lo Stato e non lo Stato la Patria. […] Attualmente non esiste alcuna rappresentanza politica. Il suffragio universale, il sistema parlamentare e la sovranità nazionale sono, pertanto, un mito, una farsa, ma una farsa sanguinaria, perché, distratto e illuso da ciò, il popolo non si rende conto che la sua Patria sta scomparendo. […]
Come possiamo ottenere un vero suffragio, una sana rappresentanza e uno Stato utile e buono?
Questo modesto lavoro si propone di delinearlo».
Read MoreIl societismo (in spagnolo: sociedalismo) è un neologismo creato dal pensatore carlista Juan Vázquez de Mella (1861-1928) per indicare il ruolo politico che devono poter esercitare i corpi intermedi che operano nella vita sociale. «Certamente il nome stesso di socialismo gli sarebbe stato congeniale, se non fosse stato illogicamente usurpato da una teoria che, al contrario, rappresenta lo statalismo assoluto, cioè il completo assorbimento della società da parte dello Stato, della struttura sociale da parte della politica. Ecco perché Mella ideò per questa concezione il nome di societismo» [Gambra, Testi di dottrina politica, Solfanelli, Chieti 2024, p. 26-27].
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Assolutismo e democrazia affronta importanti tematiche politiche. Il saggio inizia delineando le degenerazioni della sovranità: la tirannia, il dispotismo e la dittatura, per soffermarsi in particolare sul cesarismo (dittatura che tende ad essere ereditaria).
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