Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

L’economia della Calabria prima e dopo il Terremoto del 1783

Posted by on Mar 1, 2026

L’economia della Calabria prima e dopo il Terremoto del 1783

Giuseppe Gangemi

Deciso a invadere di nuovo il Regno di Napoli, questa la prima preoccupazione di Napoleone: “quello che è importante – scriveva nel 1804, a Talleyrand ministro degli Esteri – è che all’estremità della Calabria i contadini non si armino” (Placanica 1999, p. 267). Notare che Napoleone parla solo dei Calabresi all’estremità della Calabria, cioè delle zone del terremoto del 1783 e della disastrosa ricostruzione. Oggi, quando si parla dell’impresa di Ruffo, si sottolinea che quello calabrese è stato uno dei tanti contributi alla vittoria perché varie altre popolazioni (Abruzzesi, Pugliesi, Campani) si sono ribellate ai Francesi e ai Giacobini.

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La catastrofe nell’epicentro della prima scossa del Grande Flagello del 1783

Posted by on Feb 16, 2026

La catastrofe nell’epicentro della prima scossa del Grande Flagello del 1783

Giuseppe Gangemi

Il facente funzione di Protopapa, di cognome Molluso, uno dei pochi religiosi sopravvissuti, a Santa Cristina, alla prima scossa di terremoto, si sente in obbligo di scrivere una relazione per descrivere lo stato delle anime, quindi cosa è successo alla popolazione più che alle campagne e agli edifici. Nella relazione, ritrovata in occasione del secondo centenario, e pubblicata nel 1985, si trova il numero dei morti (860 su 1.385 per la prima scossa) e l’elenco delle vittime, per nome e cognome. Così garantisce la Rivista Storica Calabrese che pubblica la sua relazione, ma non ritiene importante pubblicare l’elenco dei morti. L’esistenza di questo elenco rassicura circa il fatto che la cifra dei morti non è esagerata.

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Il terremoto del 1783 disastra le vie di comunicazione della Calabria

Posted by on Feb 9, 2026

Il terremoto del 1783 disastra le vie di comunicazione della Calabria

Giuseppe Gangemi

La prima scossa di terremoto, la più forte, si avverte il 5 febbraio 1783 alle ore 12.00 circa con epicentro in Aspromonte. La notizia arriva a Napoli il 14. Il 18, arriva una lettera di Carlo III di Spagna al figlio, re di Napoli, Ferdinando IV. Formalmente, si scrivono padre e figlio, ma in effetti sono i loro capi di governo che scrivono per loro: il conte di Floridablanca e il Marchese della Sambuca. Il conte chiede, per re Carlo, notizie del terremoto. Nella risposta, il Marchese parla di un terremoto a Messina e non accenna alla Calabria dove c’è stato l’epicentro della prima forte scossa.

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