Un cranio conteso, quello di Giuseppe Villella
Giuseppe Gangemi
Scritte a lapis, poste da Cesare Lombroso dentro il cranio di Giuseppe Villella, si trovano le seguenti informazioni: “Individuo di anni 69 – alto 1 e 70 – Pelo nero, poca barba – ipocrita ladro per tre volte, l’ultima volta condannato a 7 anni di reclusione. Di carattere taciturno, violento, anche in prigione rubava a’ suoi compagni e negava sempre. Venne trasportato dalle carceri criminali affetto da tosse, tifo e diarrea scorbutica – moriva in Sala D di questo C[ivico] Spedale il giorno 16 agosto 1864. Fu condannato per aver distrutto un mulino e bruciato e rubatovi”.
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