Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

LA SPEDIZIONE DEI MILLE-STORIA DOCUMENTATA DELLA LIBERAZIONE DELLA BASSA ITALIA DI OSVALDO PERINI ESULE VENETO (XIV)

Posted by on Giu 8, 2025

LA SPEDIZIONE DEI MILLE-STORIA DOCUMENTATA DELLA LIBERAZIONE DELLA BASSA ITALIA DI OSVALDO PERINI ESULE VENETO (XIV)

LIBRO XIV

Arrivo dei Sardi — Rinvio dei volontari

I.— Mentre Garibaldi consolidava al Volturno il governo dittatoriale e la rigenerazione di Sicilia e di Napoli, i moderati di tutta Italia, in quest’ultima città convenuti, davan opera a trargli di mano il potere supremo, frutto di tanti pericoli, di lunghe fatiche e continue e segnalate vittorie.

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LA SPEDIZIONE DEI MILLE-STORIA DOCUMENTATA DELLA LIBERAZIONE DELLA BASSA ITALIA DI OSVALDO PERINI ESULE VENETO (XIII)

Posted by on Giu 3, 2025

LA SPEDIZIONE DEI MILLE-STORIA DOCUMENTATA DELLA LIBERAZIONE DELLA BASSA ITALIA DI OSVALDO PERINI ESULE VENETO (XIII)

LIBRO XIII

Battaglia e vittoria del Volturno

I.— Fra i primi atti di Garibaldi, pervenuto al governo di Napoli, fu quello di sciogliere e porre in istato d’accusa il Comitato insurrezionale che negli ultimi giorni s’era colà istituito. Pochi cittadini oscuri od ignari il componevano: nulla o quasi nulla avea fatto e ben poco avrebbe potuto operare, mentre nessuno inclinava a riconoscerlo o a prestargli obbedienza.

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LA SPEDIZIONE DEI MILLE-STORIA DOCUMENTATA DELLA LIBERAZIONE DELLA BASSA ITALIA DI OSVALDO PERINI ESULE VENETO (XI)

Posted by on Mag 23, 2025

LA SPEDIZIONE DEI MILLE-STORIA DOCUMENTATA DELLA LIBERAZIONE DELLA BASSA ITALIA DI OSVALDO PERINI ESULE VENETO (XI)

LIBRO XI

Polizia La-Fariniana

I.— La politica, negli ultimi tempi, abbracciata e seguita in Italia meritò e si attrasse le più amare invettive e censure degli estremi partiti che si contendono invano il dominio della pubblica opinione in Europa. Ai legittimisti agli amanti d’un vecchio passato, essa parve rivoluzionaria ed anarchica mentre gli altri che s’arrogano il monopolio delle idee liberali e pretendono per sé soli al diritto di parlare in nome dell’avvenire, l’accusavano di eccessivo conservantismo, di dubbie o retrive tendenze. La politica del conte Cavour non era quale sia gli uni che gli altri amavano fingerla: o per parlare con maggior precisione partecipava in un certo modo egualmente entrambe.

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LA SPEDIZIONE DEI MILLE-STORIA DOCUMENTATA DELLA LIBERAZIONE DELLA BASSA ITALIA DI OSVALDO PERINI ESULE VENETO (X)

Posted by on Mag 21, 2025

LA SPEDIZIONE DEI MILLE-STORIA DOCUMENTATA DELLA LIBERAZIONE DELLA BASSA ITALIA DI OSVALDO PERINI ESULE VENETO (X)

LIBRO X

Marcia a Salerno. — Entrata in Napoli

I.— Se pure Francesco II aveva un istante potuto sperare che la costituzione valesse a ricondurre nel Regno la tranquillità e la pace, gli avvenimenti sopraggiunsero tosto a trarlo dai sogni dorati e a dissipare ogni vana illusione. Invano la diplomazia esauriva i suoi sforzi a galvanizzare un cadavere per metà putrefatto: invano i Napoleonidi cospiravano colle tradizioni italiane a rassodare sul capo del giovine Re la pericolante corona di Ferdinando II. Ispirata alle idee di un secolo intieramente diverso dal nostro, la monarchia napoletana era condannata a sfasciarsi al primo urto dell’Italia risorta. Il trono di Francesco Il avrebbe abbisognato per reggersi che l’Austria fosse eternamente rimasta dominatrice della valle del Po ed avesse continuato colla sua mana di ferro a comprimere l’intera penisola. Gli Italiani non domandavano al governo di Napoli leggi o riforme: non era la libertà od il patto costituzionale, ma il dominio stesso dei Borboni che i tempi ed errori infiniti avevano reso impossibile.

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LA SPEDIZIONE DEI MILLE-STORIA DOCUMENTATA DELLA LIBERAZIONE DELLA BASSA ITALIA DI OSVALDO PERINI ESULE VENETO (IX)

Posted by on Mag 18, 2025

LA SPEDIZIONE DEI MILLE-STORIA DOCUMENTATA DELLA LIBERAZIONE DELLA BASSA ITALIA DI OSVALDO PERINI ESULE VENETO (IX)

Passaggio del faro.— Combattimento di Reggio.

I.— Durante la guerra del 1859, e nell’intervallo che separò le due campagne di Lombardia e di Sicilia, la Francia non cessò un solo istante d’adoperarsi a frenare e rattenere lo slancio rivoluzionario del? Italia meridionale e centrale. Lo spettro dell’unità italiana turbava i sonni di Napoleone: se non che alla frenesia unitaria delle popolazioni invano il Governo francese ave» opposto i patti di Villafranca e Zurigo. Aveva Napoleone desiderato vedere l’Italia indipendente dall’Alpi all’Adriatico, ma non riunita e non fusa in un sol corpo politico; e vista l’impossibilità di applicare il concetto federale aveva sul Mincio arrestato la carriera dell’armi abbandonando l’Italia alla metà della guerra. Nel trattato di Zurigo imponevasi il riconoscimento degli antichi Stati sotto i legittimi Duchi od Arciduchi cui l’avversione dei popoli spinti aveva in esilio. Ma invano con tali mene credevasi porre un argine all’irrompente patriottismo della gioventù, alle passioni politiche del popolo nostre. Gli avvenimenti, malgrado gl’inciampi e gli ostacoli, procedevano oltre} e le combinazioni diplomatiche completamente abortirono davanti alla perseverante fermezza italiana. E ai primi giorni del maggio l’ambasciatore francese a Torino, con più dispiacere che meraviglia, sentiva la partenza di Garibaldi e dei Mille, recantisi a liberar la Sicilia (162).

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