“I garibaldini hanno salvato la Sicilia”, deluso dall’analisi di Marinelli
Luigi Maganuco
In questo numero, desideriamo trattare il libro di Augusto Marinelli “Palermo 1815 1860”, incuriositi del contenuto storico del testo.
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In questo numero, desideriamo trattare il libro di Augusto Marinelli “Palermo 1815 1860”, incuriositi del contenuto storico del testo.
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Abbiamo letto il testo “Palermo 1815-1860” del professore Augusto Marinelli e, con nostra grande sorpresa, apprendiamo che l’autore si muove alla stessa logica degli scrittori finanziati dal governo inglese per denigrare il regno Borbonico pre-unitario. Regno colonizzato dai piemontesi.
Read MoreFedeli alle nostre tradizioni, vogliamo seguire gli autori che riteniamo più oggettivi e più qualificati a trattare l’argomento della Questione Meridionale (Q.m.) al di là degli interessi personali. Un autore che abbiamo ritenuto degno della nostra stima è certamente Michele Vocino. Nel suo testo “Primati del regno di Napoli – ordinamenti-risorse naturali – attività industriale prima dell’unità d’Italia”, edito da Grimaldi § C. Editori, tratta primati esistenti nel regno delle due Sicilie fino al 1860 cioè prima della colonizzazione dei piemontesi.
Read MoreL’autore del testo “La fine di un Regno”, aveva appena 3 anni, quando il re Ferdinando II di Borbone, decise di ripristinare il ministero di Sicilia e Napoli e il 27 settembre 1849 la luogotenenza in Sicilia. Con questo decreto, il re Borbone, obbligava i siciliani a contribuire per un quarto alle spese del regno delle due Sicilie e della casa reale.
Read MoreCome l’autore del testo “Palermo 1815-1860”, di Augusto Marinelli, anche l’autore del libro “La fine di un regno”, Raffaele De Cesare, è preoccupato di mettere in evidenza che il Regno delle due Sicilie, gli ultimi anni prima dell’occupazione dei piemontesi del 1860, fosse in procinto di implodere per effetto di una politica economica sbagliata dei Borboni. I due autori, per giustificare la guerra non dichiarata della politica di invasione del territorio duo siciliano di Cavour, hanno scritto due testi perfetti. Uno mettendo in evidenza che dal 1815 nel regno delle due Sicilie, non venivano fatti investimenti, particolarmente a Palermo in Sicilia e quelli che nascevano avevano una durata molto limitata.
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La Fonderia Oretea è stata uno stabilimento industriale metallurgico fondato dall’imprenditore ed armatore palermitano Vincenzo Florio, destinato a svolgere una funzione complementare alla navigazione marittima, perché secondo quello che asserisce Augusto Marinelli, nel suo testo “Palermo 1815-1860”, la carenza di impianti industriale nell’isola, la mancanza di commesse pubbliche per infrastrutture, costituivano grosse debolezze per la fabbrica siciliana dei fratelli Florio.
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