Venerdi 21 novembre 2026 alle ore 17:30 è stat presentata l’opera “Voci, suoni e canti di briganti in terra di lavoro” di Claudio Saltarelli a Santa Maria C.V. presso la prestigiosa Libreria Mondadori. La presentazione è organizzata dalla suddetta Libreria Mondadori, dall’ArcheoClub di Santa Maria C.V. e dall’Ass. Id. Alta Terra di Lavoro che già in passato hanno organizzato insieme, sempre a Santa Maria C.V., un importante convegno sul 1799. Bisogna dire un grazie particolare aLucio Castrese Schiano e Salvatore Romano membri di entrambi le associazioni, che si sono impegnati affinchè si potesse organizzare l’incontro. Santa Maria C.V. Ospite della serata sarà Lello Traisci importante artista napoletano e napolitano che ha partecipato alla realizzazione dell’Opera con due brani musicali che ci ha fatto ascoltare durante la presentazione, di seguito il video Claudio Saltarelli
Qualche foto dell’appuntamento di ieri sera nell’associazione il Cenacolo, ove si è presentata l’opera ” Voci, suoni e canti in Terra di Lavoro” di Claudio Saltarelli. Ho avuto il piacere di condividere delle riflessioni sullo scritto, dopo la presentazione di Mario Musilli il presidente dell’associazione. C’è stato un attento ascolto da parte dei numerosi partecipanti, una quarantina, che hanno riempito quasi completamente la sede del Cenacolo. Emozionanti sono state la descrizione sincera del quadro di copertina dipinto da Geri de Luca, l’interpretazione teatrale di Teresa Recchia e la lettura di Leda Panaccione. Complimenti a Claudio per l’opera che ha compiuto e al Cenacolo per aver ospitato l’evento! I briganti, le implicazioni sociali ed economiche dell’unità d’Italia, il volto nascosto da fare emergere e riconoscere. Il volto, il sentimento, le voci di chi ha vissuto la sua terra con la sofferenza della carne e con la forza del proprio spirito. E Cervaro, una volta in Terra di Lavoro, che si riscopre nel suo antico e vivo luogo di appartenenza.
<Canta la voce de ciente generaziune Che n’arranconta le storie lontane>.
Così si legge nel libro in un testo musicale di voce e chitarra.
“Una narrazione nella quale si fondono e confondono realtà storica, trasposizione storiografica e narrazione mitica di episodi mantenuti vivi e leggendari dalla memoria, dai racconti popolari e della musica popolare.”
Venerdi 17 aprile 2026 alle ore 17:30 verrà presentata l’opera“Voci, suoni e canti di briganti in terra di lavoro”di Claudio Saltarelli a Cervaro presso la sede dell’ Ass. Culturale il Cenacolo. La presentazione è organizzata dalla suddetta Ass. Culturale il Cenacolo e dall’Ass. Id. Alta Terra di Lavoro che è onorata e orgogliosa di presentare l’opera a Cervaro in collaborazione con una delle più importanti associazioni dell’ altaTerra di Lavoro che ha sede nel suggestivo centro storico che pur conservando le ferite mai chiuse causate dai terribili danni dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale senza averne vergogna, conserva il fascino antico e tipico dei territori Napolitani. Bisogna dire un grazie particolare a Lucia Margiotta e Mario Musilli, presidente dell’Ass. Culturale il Cenacolo, che hanno voluto e permesso la presentazione dell’Opera. La presentazione sarà intermezzata da esibizioni artistiche eeguite da Teresa Recchia di Cervaro e Raimondo Rotondi da Arpino, entrambi due importanti protagonisti dello spettacolo e dell’Opera. Di seguito una serie di locandine create da Antonio Forgione Claudio Saltarelli
Un viaggio nel tempo tra narrazione e musica popolare: sabato 7 marzo 2026, alle ore 16:30, l’Auditorium del nostro Istituto ospiterà lo spettacolo teatrale-musicale “E la pioggia cessò di cadere…”. L’evento porterà sul palco le storie inedite della Seconda Guerra Mondiale in alta Terra di Lavoro, racconti preziosi estratti dall’opera “Voci, suoni e canti in Terra di Lavoro”. Non si tratta di una semplice rappresentazione, ma di un atto di recupero della memoria storica del nostro territorio, dove la musica e la voce diventano custodi di testimonianze che altrimenti rischierebbero di svanire.
I protagonisti dello spettacolo hanno l’ardire e la presunzione di cercare una via d’uscita attraverso la forza del Mito sulla scia delle “Metamorfosi” di Ovidio che, nella nostra antichissima Terra di Lavoro, nasce prima della Storia. Le voci del Mito reciteranno storie di personaggi poco noti ma realmente esistiti in lingua laborina, lingua della Terra di Lavoro che nasce con i “Placiti Cassinesi” ed è ancora comunemente utilizzata, pur con piccole variazioni locali, in tutta la ex Provincia di Terra di Lavoro, territorio che iniziava a Sora e terminava a Nola, abbracciando considerevoli porzioni delle odierne Regioni di Lazio, Campania e Molise.
Le musiche dello spettacolo sono figlie di un repertorio identitario di brani di musica popolare tradizionale della Terra di Lavoro.
Dettagli dell’evento • Sabato 7 marzo 2026, ore 16:30 • Auditorium dell’Istituto IC Cassino 1 in via Bellini, 1 • Ingresso Libero (fino a esaurimento posti)
L’iniziativa è aperta a tutta la cittadinanza: un’occasione imperdibile per gli studenti, le famiglie e i residenti per riscoprire le radici e l’identità della nostra comunità attraverso l’arte popolare.
Rotti i telegrafi, il luogotenente più giorni ignorò i fatti delle province che ebbero contemporanei turbamenti; perché i congiurati volevano che al segnale di Palermo tutta l’isola si sollevasse; il che fe’ sì magro effetto che si può dire abortisse. A Termini, a Cefalù l’ordine si serbò. A Caltanisetta per cagion de’ molini fu lieve subuglio in piazza e benché fievole il presidio, il popolo si mostrò devoto al governo; anzi vi si fecero i consigli distrettuali e provinciali, e feste e fiere consuete, anche dopo venuto il Garibaldi.
Il 23 ottobre 2026 abbiamo avuto l’onore e il piacere di presentare l’opera “Voci, suoni e canti di Briganti in Terra di Lavoro” a Piedimonte Matese grazie all’associazione Ass. Storica del Medio Volturnoche ha organizzato e ospitato nella propria sede l’evento. L’associazione ha più di mille iscritti con oltre un secolo di vita, se si ha una lunga vita con un successo importante e costante nel tempo, lo ottieni solo se la tradizione e l’identità che rappresenti le utilizzi per andare oltre il presente proiettandoti costantemente nel futuro, cosa che gli amici di Piedimonte fanno molto bene. Hanno compreso e intuito lo spirito con cui stiamo presentando la suddetta opera che non è quello del muro contro muro, dei buoni contro i cattivi o di affrontare quel periodo storico, che va dal 1799 alla prima guerra mondiale, con nostalgia pensando di riportare indietro le lancette dell’orologio, ma è quello di narrare storie realmente accadute, in forma teatrale musicale, di personaggi noti e meno noti che all’improvviso si sono ritrovati con “la scoppetta in mano” in montagna con un territorio, il già Regno delle Due Sicilie, che si trovò investito da una meteorite. Nonostante il picco stagionale dei mali di stagione, la sala era piena con persone interessate ad ascoltare l’argomento, apprezzando lo stile non divisivo. C’è stato un confronto alla fine della presentazione che ha dato dinamicità e vivacità all’evento che è risultato non noioso e soprattutto non banale come più di qualcuno tra i presenti ci ha fatto notare. L’associazione Ass. Storica del Medio Volturno ha oltre un secolo di vita, come già detto, non solo per le motivazioni sopra esposte ma anche perché è composta da persone colte legate al proprio territorio che non gli fanno smarrire il senso di aristocraticità ereditato dalla sua appartenenza al Regno di Naplli, due fulgidi esempi che legittimano la mia tesi sono Rosanna Onori e Pasquale Simonelli che hanno voluto la presentazione non solo per un legame affettuoso che ci lega, ma perché hanno compreso che sono maturi i tempi per affrontare il tema del brigantaggio insorgente con laicità senza pregiudizio e fanatismo perché alla fine “anche se non ci piace ci appartiene, anche se non lo amiamo ci appartiene, anche se lo detestiamo ci appartiene” e non si può più pensare che non sia esistito o tenerlo chiuso in un cassetto. Colgo l’occasione per ringraziarli di nuovo per l’opportunità che ci hanno dato nel presentare l’opera nella loro casa e per averci fatto conoscere “tanta bella gente”, ringrazio altresì Raimondo Rotondi e Piero Ricciper gli intermezzi artistici che sono stati la ciliegina sulla torta della serata e Fernando Occhibove per la ripresa integrale e le possibilità di divulgarla di seguito