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Cavallo Persano: caratteristiche

Posted by on Mar 20, 2022

Cavallo Persano: caratteristiche

Non è tra le razze maggiormente conosciute ma non per questo non ci prendiamo la briga di parlarne e di raccontare la storia e le origini del cavallo Persano, una razza dalle origini regali, creata infatti nelle scuderie reali del Regno di Napoli situate nell’omonima località vicino a Serre, in provincia di Salerno. Questa volta è un cavallo italiano ma che viene utilizzato anche in altri paesi.

Cavallo Persano: origini

Abbiamo già accennato già alle sue origini ma solo accennato ed è invece il caso di approfondire perché sono ciò che rendono questo cavallo davvero particolare e conosciuto in tutto il mondo. Il Persano deve la sua nascita al Re Carlo di Napoli che ordinò nel 1741 di incrociare stalloni turchi con fattrici locali e una ventina di anni dopo, Carlo III di Spagna inviò in allevamento a Persano, tre stalloni spagnoli per proseguire il lavoro fatto.

Fu così che tutto cominciò anche se più avanti non ci si attenne al solo incrocio con i turchi e gli spagnoli ma si utilizzarono anche stalloni purosangue inglesi. Ecco spiegato come mai alcuni dei cavalli di Persano “moderni” possono avere un aspetto che ricorda l’anglo-arabo ma con delle caratteristiche tutte loro che li rendono speciale.

Le vicende storiche sul territorio italiano condizionarono pesantemente la storia e lo sviluppo di questa razza. Col passare degli anni infatti il cavallo persano era diventato uno dei simboli del Regno Borbonico, ne possiamo vedere ancora oggi la dimostrazione lampante nello stemma della provincia di Napoli, se ci date un occhio lo potete riconoscere in posizione atletica proprio sopra la corona. E il cavallo pagò questa sua fama perché nel 1874 gli allevamenti e le sue scuderie furono chiuse dalla dinastia dei Savoia che voleva cancellare tutte le tracce lasciate sul territorio dalla dinastia borbonica nel Regno delle due Sicilie. Per lo stesso motivo disperse anche gli esemplari rimasti.

E’ necessario aspettare più di un quarto di secolo per vedere di nuovo la razza del Persano. Nel 1900 il governo prende la seria decisione di ricostruire la razza ma con il nome di “razza governativa di Persano” andando a ripescare fattrici e stalloni della real razza di Persano che anni prima erano state vendute ad allevatori privati. Di esemplari di persano ce n’erano anche nella tenuta reale di re Vittorio Emanuele, quella di San Rossore, vicino a Pisa.

Cavallo Persano: caratteristiche

Mediamente alto, 150 centimetri sia per la femmina che per il maschio, questo cavallo ha un fisico atletico e ben proporzionato, e anche piuttosto resistente. Partiamo dalla testa che ha una fronte larga, è di dimensioni armoniose e con un profilo dritto oppure lievemente concavo. Ha una mascella rotondeggiante, delle orecchie corte e distanti e due occhi molto grandi ed espressivi.

Il collo è piuttosto muscoloso e robusto, arcuato ma solo leggermente e ben attaccato, munito di una criniera lunga e abbondante. La spalla è lunga e inclinata e il garrese pronunciato, mentre dritta è la linea dorso lombare. La groppa è corta e un po’ inclinata, muscolosa, e termina con l’attaccatura della cosa che è folta e molto lunga proprio come la criniera.

Petto e torace con ampi e profondi, mentre gli arti del Persano sono da sempre molto robusti e resistenti ma allo stesso tempo anche sottili. Le articolazioni sono proporzionate e larghe, per consentire andature elastiche ed armoniche.

Cavallo Persano: mantello

Non abbiamo accennato al colore del cavallo, il suo mantello può essere tendenzialmente solo di quattro colori: il baio, il sauro, il grigio e il morello.

Cavallo Persano: carattere

Questo cavallo ha un carattere perfetto per andare in guerra e in generale per essere impiegato a scopo militare perché fin dalla sua nascita si è mostrato docile e allo stesso tempo coraggioso. Ubbidiente e temerario. Anche oggi è un animale facile da addestrare e capace di rapportarsi con l’uomo.

Punte delle foglie marroni o nere

Anche in questo caso si tratta di stress idrico. Le punte delle foglie appaiono rinsecchite per alcuni millimetri oppure, nei casi più gravi, anche per un paio di centimetri fino ad apparire secche e accartocciate. La colorazione marrone riguarda l’apice della foglia e i margini più esterni adiacenti alla punta.

Anche in questo contesto, la pianta soffre di disidratazione: l’aria secca, temperatura ambientale elevata o esposizione solare, possono causare questo seccume localizzato unicamente all’apice della foglia

Oltre ad aggiustare il tiro delle irrigazioni, se l’ambiente risulta troppo secco, dovrai provvedere a regolare la quantità di umidità nell’aria. Come? Metti dell’argilla espansa nel sottovaso e assicurati che i granelli di argilla siano sempre umidi, oppure, su base quotidiana, nebulizza le foglie con dell’acqua distillata, magari recuperata dal condizionatore.

Se non hai individuato difetti di irrigazione, controlla il foro di scolo: se intravedi le radici, è venuto il momento di eseguire il rinvaso. Se la pianta ha a disposizione poco terriccio non riuscirà ad assorbire la quantità d’acqua necessaria a sostenere il suo fabbisogno idrico.

Le piante che possono subire stress idrico e mostrare punte delle foglie nere, marroni, secche o accartocciate sono generalmente quelle che presentano un maggiore fabbisogno idrico o che sono in piena vegetazione.

Cavallo Persano: difetti

Nello standard di razza di questo cavallo ci sono indicati dei difetti che portano alla fatidica esclusione dal registro anagrafico come ad esempio alcuni colori del mantello e l’altezza. Sì, l’altezza al garrese è molto importante e non deve mai essere minore di 150 centimetri. Allo stesso tempo il mantello deve avere una delle colorazioni che abbiamo citato e non può essere né roano, né pezzato o maculato in alcun modo.

Cavallo Persano: utilizzo

Al di là delle interruzioni storiche, questa razza è sempre stata allevata a scopi militari ed è per questo che la troviamo protagonista assieme ai combattenti di diverse battaglie e la troviamo anche tra i cavalli militari per eccellenza, della Campagna di Russia, potendo resistere senza troppa difficoltà al rigido clima delle steppe.

Dopo diversi anni dal termine della seconda guerra mondiale erano rimasti 246 esemplari di questa razza e furono spostati nel Deposito quadrupedi di Grosseto (una installazione dell’Esercito Italiano), i soggetti che restavano, furono venduti ad allevatori privati tra cui il principe Alduino di Ventimiglia di Monteforte Lascaris. Dobbiamo a lui il salvataggio della razza che avrebbe altrimenti rischiato l’estinzione

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