Chiesa e Massoneria nel nuovo libro di Michael H. Weninger, “Aus Nacht zum Licht” (2025) (1a parte)
Sigle usate in questo articolo:
– AGM Vogel: Altgroßmeister (trad.: già Gran Maestro) Theodor Vogel (VGLvD).
– CDF: Congregazione per la Dottrina della Fede.
– CIC: Codex Iuris Canonici (trad.: Codice di Diritto Canonico)
– DBK: Deutsche Bischofskonferenz (trad.: Conferenza Episcopale Tedesca)
– DGM Baresch: Deputierter Großmeister (trad.: Deputato Gran Maestro/Gran Maestro Aggiunto) Kurt Baresch (GLvÖ).
– GLvÖ: Großloge von Österreich (trad.: Gran Loggia d’Austria).
– VGLvD: Vereinigten Großlogen von Deutschland (trad.: Grandi Logge Unite di Germania).
1. Il Rev. («Br.») Weninger e il Dialogo Chiesa – Massoneria 1965-1983.
Qui su Corrispondenza Romana ho già scritto sul sacerdote Michael Heinrich Weninger, ex ambasciatore austriaco; dal 2011 sacerdote; dal 2012 membro del Pontificio Consiglio per il Dialogo; nel 2014, da un website massonico inglese (vedi qui: http://www.wordpress.eastlancsmark.org/?p=3530) si evince che egli è Maestro Massone della Gran Loggia d’Austria (vedi qui https://www.corrispondenzaromana.it/il-caso-weninger-ex-diplomatico-sacerdote-curiale-massone/, 26 febbraio 2020). Nel 2019 pubblica una dissertazione filo-massonica presso la Facoltà di Spiritualità della Pontificia Università Gregoriana (“Weisheit. Stärke. Schönheit. Über die Aussöhnung von katholischer Kirche und regülar Freimaurerei“ – Tesi Gregoriana – Serie Spiritualità 16, GBP, Roma 2019, pp. 523; trad: „Sapienza. Forza. Bellezza. Circa la riconciliazione della Chiesa Cattolica e della Massoneria regolare“; vedi qui: https://www.corrispondenzaromana.it/a-tesi-massonica-di-mons-weninger-pug-2019/, 11 marzo 2020).
Nel 2020 quella tesi di Padre Weninger è ripubblicata come libro con un nuovo titolo, “Loge und Altar: Über die Aussöhnung von Katholische Kirche und regulärer Freimaurerei” (trad.: Loggia e Altare: circa la riconciliazione della Chiesa Cattolica e della Massoneria regolare), Löcker Verlag, Wien). Il libro viene presentato dal Gran Maestro della Großloge von Österreich (Gran Loggia d’Austria) Georg Semler.
Torno a scrivere sul caso di Padre Weninger perché nel 2025 l’editrice “Deutscher Wirtschaftsbuch Verlag” (Neuburg an der Kammel) ha pubblicato un suo nuovo libro filo-massonico dal titolo „Aus Nacht zum Licht. Katholische Kirche und Freimaurerei im Ringen um Versöhnung“ (trad.: „Dalla Notte alla Luce. Chiesa Cattolica e Massoneria in lotta per la riconciliazione”). In quarta pagina di copertina l’Autore è presentato anche come «Monsignore». Con questo titolo ecclesiastico («Monsignore») Padre Weninger è stato chiamato anche dalla Große Landesloge der Freimaurer von Deutschland (GLLFvD; trad.: Gran Loggia Nazionale dei Liberi Muratori di Germania) o “Freimaurerorden” (trad.: Ordine massonico) che lo ha intervistato sul suo libro “Aus Nacht zum Licht” (vedi qui: https://www.freimaurerorden.de/interview-mit-mons-dr-mult-michael-h-weninger-aus-nacht-zum-licht-katholische-kirche-und-freimaurerei-im-ringen-um-versoehnung/).
Dall’inizio alla fine del libro, l’Autore ringrazia ed elogia la memoria del Card. Franz König (1905-2004), Arcivescovo di Vienna, Presidente della Conferenza Episcopale dell’Austria (1958-1985), Presidente del Segretariato per i Non-Credenti (1965-1980). Dal quotidiano “Avvenire” del 13 marzo 2024 apprendiamo che il Card. König «fu tra gli architetti del Concilio Vaticano II» (vedi qui: https://www.avvenire.it/chiesa/chiesa-italiana/il-cardinale-konig-pioniere-del-dialogo-con-i-non-credenti_74548). Il Card. König partecipò: «come padre conciliare al Vaticano II, dove scelse coraggiosamente (contro il parere dell’allora cardinale del Sant’Uffizio Alfredo Ottaviani) come suo perito personale il teologo Karl Rahner. Durante le assise conciliari il porporato austriaco giocherà un ruolo da protagonista, intervenendo più volte sul ministero episcopale, la riforma liturgica e quella del diritto canonico, i compiti del laicato, la collegialità episcopale e la mariologia» (vedi qui: https://www.avvenire.it/chiesa/chiesa-italiana/il-cardinale-konig-pioniere-del-dialogo-con-i-non-credenti_74548).
Però “Avvenire” non dice quanto sottolinea invece mons. Weninger nei suoi libri: ossia che dopo il Concilio Vaticano II, il Card. König è stato il grande artefice del Dialogo Chiesa-Massoneria e della eliminazione della scomunica antimassonica dal nuovo Codice di Diritto Canonico (CIC 1983).
Cerco di non ripetere quanto ho già scritto circa il Card. König e il Dialogo Chiesa-Massoneria 1968-1983 (vedi qui: https://www.corrispondenzaromana.it/il-dialogo-molto-riservato-e-ambiguo-tra-chiesa-e-massoneria-1968-1972-1a-parte/; qui: https://www.corrispondenzaromana.it/il-dialogo-molto-riservato-e-ambiguo-tra-chiesa-e-massoneria-1968-1972-2a-e-ultima-parte/; qui: https://www.corrispondenzaromana.it/br-kurt-baresch-glvo-e-il-dialogo-massoneria-chiesa-1968-1983-1999/).
Nel 1968-1970, sia alti esponenti della Massoneria (in particolare austriaca e tedesca) e sia importanti prelati del Vaticano (il Card. König, il Card. Seper…) sono certi che nella nuova edizione del Codice di Diritto Canonico (promulgato nel 1983) non comparirà più il canone 2335 che commina la scomunica ai cattolici che entrano a far parte della Massoneria (qui: https://www.corrispondenzaromana.it/il-dialogo-molto-riservato-e-ambiguo-tra-chiesa-e-massoneria-1968-1972-1a-parte/; qui: https://www.corrispondenzaromana.it/il-dialogo-molto-riservato-e-ambiguo-tra-chiesa-e-massoneria-1968-1972-2a-e-ultima-parte/).
2. La struttura del libro “Aus Nacht zum Licht”.
Come già i due libri precedenti (“Weisheit.Stärke.Schönheit”, 2019; “Loge und Altar”, 2020), “Aus Nacht zum Licht” è un libro filo-massonico che sostiene sia la conciliazione tra Chiesa e Massoneria “regolare” e sia la liceità della doppia appartenenza ossia l’essere cattolico e massone “regolare”. A questo proposito è interessante notare che l’Autore distribuisce la materia in 7 capitoli i cui titoli, come quello del libro, sono incentrati sul simbolismo della Luce, molto importante in Massoneria. Pertanto:
– il 1° capitolo, circa il periodo 1965-1968, s’intitola “L’alba” («Morgendämmerung»: pp. 17-67);
– il 2° capitolo s’intitola “Bagliore rosso all’orizzonte” («Rötliches leuchten am Horizont»: pp. 69-123) e riguarda il Dialogo 1968-1970 e la Dichiarazione cattolico-massonica e filo-massonica di Lichtenau (luglio 1970);
– il 3° capitolo s’intitola “La rugiada del mattino” («Morgentau»: pp. 125-164); riguarda le azioni in/del Vaticano (Card. König, Card. Seper e CDF…) e di vari Vescovi per far rimuovere il can. 2235 dal nuovo CIC;
– il 4° capitolo è “Fitte nebbie oscurano il sole” («Schwere Nebelschwaden verdunkeln die Sonne»: pp. 165-243); riguarda il Dialogo Chiesa-Massoneria 1974-1980 in Germania e la Dichiarazione antimassonica dei Vescovi tedeschi del 1980;
– il 5° capitolo s’intitola “I raggi del sole” («Die Strahlen der Sonne»: pp. 245-266) e tratta dell’Assemblea Plenaria della Pontificia Commissione per la Revisione del Codice di Diritto Canonico (20-29 ottobre 1981), il nuovo CIC del 1983 e la scomparsa del can. 2335 esplicitamente antimassonico;
– il 6° capitolo s’intitola “Nuove nubi di tempesta nel cielo del mattino” («Erneut Gewitterwolken am Morgenhimmel»: pp. 267-286) e contesta la Dichiarazione antimassonica della Congregazione per la Dottrina della Fede del 26 novembre 1983;
– il 7° ed ultimo capitolo s’intitola “Luce” («Licht»: pp. 287-296): ribadisce la rimozione dell’antimassonico can. 2335 e sostiene la riconciliazione Chiesa-Massoneria nonché la liceità per un cattolico di appartenere alla Massoneria…
Nei „Ringraziamenti“ («Worte des Dankes»: pp. 297-299), mons. Weninger ringrazia anche vari dignitari della Massoneria regolare austriaca e tedesca, anzitutto il Gran Maestro della Gran Loggia d’Austria (GLvÖ) Georg Semler («G.S.») e il già Gran Maestro della medesima GLvÖ, Michael Kraus («M.K.») (cf. p. 299).
Seguono 5 Appendici («Anhänge»):
1) Dichiarazione di Lichtenau, 1970 (cf. pp. 300-304);
2) Dichiarazione dei Vescovi tedeschi sull’appartenenza di Cattolici alla Massoneria, 1980 (cf. pp. 305-316);
3) Dichiarazione (contestazione) di P. Alois Kehl SVD sulla suddetta Dichiarazione dei Vescovi tedeschi (cf. pp. 317-337);
4) Dieci linee guida del Codex Iuris Canonici (CIC) 1983 (cf. pp. 338-340).
5) Biografia del Cardinale Dr. Franz König (cf. pp. 341-349).
Seguono “Abbreviazioni”, “Bibliografia”, “Indice dei nomi”, “Note” e, infine, una brevissima biografia di mons. Weninger («Über den Autor»: p. 399) di cui però non viene affatto indicata l’appartenenza alla Massoneria che invece è attestata da un website di Massoni inglesi della “Mark Masonry” o Massoneria del Marchio (vedi qui: http://www.wordpress.eastlancsmark.org/?p=3530).
Entro ora nel nuovo libro di mons. Weninger, “Aus Nacht zum Licht“ (2025), per sottolinearne aspetti interessanti e per muovere ad esso varie critiche.
3. Strategie massoniche nel Dialogo: riservatezza (GLvÖ) vs. pubblicità (VGLvD).
Mons. Weninger fa ben capire quanto la riservatezza («Diskretion») nel Dialogo Chiesa-Massoneria 1968-1983 stesse tanto a cuore al Dr. Kurt Baresch (1921-2011), Gran Maestro Aggiunto («Deputierte Großmeister») della Großloge von Österreich (GLvÖ). Tutti gli sforzi di dialogo del Gran Maestro Baresch erano costantemente improntati alla “discrezione” o “riservatezza”, mentre al contrario il già Gran Maestro delle Grandi Logge Unite di Germania Theodor Vogel (1901-1977) voleva che il Dialogo Chiesa-Massoneria fosse noto al pubblico e fosse ufficiale tra la sua Massoneria tedesca e la Chiesa Cattolica in Germania (cf. pp. 51-52, 62-67, 87-88, 96-97, 120-123).
In effetti la strategia Baresch (dialogo personale direttamente con il Card. König e attraverso lui con la Santa Sede, specialmente con il Card. Seper della CDF) giunse a buon fine con l’eliminazione del can. 2335; questa, addirittura, era stata già decisa e promessa a Baresch da Autorità Vaticane almeno sin dal 1968/1970… La strategia Baresch, che potrebbe chiamarsi “diplomazia segreta” («“Geheimdiplomatie”»), non piaceva all’AGM Vogel e ai Massoni tedeschi (cf. p. 105).
In effetti, la strategia Vogel si ritorse contro la stessa Massoneria, in particolare quella tedesca, poiché nel corso del Dialogo la Delegazione cattolica chiese e ottenne di esaminare a fondo i Rituali dei Tre Gradi massonici, cosa che evidentemente non era stata fatta né dal Card. König né dagli altri protagonisti cattolici del Dialogo 1968-1970 (es.: mons. de Thot, il Card. Seper, e tutti quei Vescovi europei, americani e latino-americani favorevoli alla riconciliazione con la Massoneria e all’abolizione del can. 2335…).
4. Nel Dialogo 1968-1974 la Chiesa non ha esaminato né compreso i Rituali Massonici.
Ciò si evince anche dai primi tre capitoli di questo nuovo libro di mons. Weninger (pp. 17-164). Il Card. König, il Card. Seper e altri prelati favorevoli alla rimozione del can. 2335 si sono praticamente fidati delle rassicuranti e pacifiche risposte, affermazioni, dichiarazioni di singoli alti dignitari della Massoneria, in particolare di quella di lingua tedesca (Austria, Germania, Svizzera).
Nel 1968, la CDF ha inviato a 14 Conferenze Episcopali (Belgio, Brasile, Germania, Filippine, Francia, Gran Bretagna, Italia, Paesi Bassi, Austria, Scandinavia, Scozia, Svizzera, Spagna, USA) un questionario di 12 domande da sottoporre a esponenti della Massoneria che nei rispettivi Paesi era impegnata nel Dialogo con la Chiesa (cf. pp. 126-130). Ma ci si è limitati a quello. Nessun esame di Rituali o di altri scritti “interni”… In effetti le risposte di 13 su 14 Conferenze Episcopali sono state positive nei confronti della Massoneria regolare, presentandola infatti come una società iniziatica e rituale, ma filantropica e umanitaria verso cui la Chiesa deve mutare il suo giudizio canonico ed eliminare la scomunica (can. 2335)… Solo i Vescovi spagnoli hanno mantenuto una posizione negativa verso la Massoneria (cf. pp. 130-143). Secondo mons. Weninger la riconciliazione («Versöhnung») della Chiesa con la Massoneria è segno dell’amore al prossimo («Nächstenliebe») (cf. p. 144)…
Tra il 24 e il 25 novembre 1970, il Card. König informa il DGM Baresch e l’AGM Vogel dei risultati della Plenaria della CDF svoltasi pochi giorni prima: alla luce della Dichiarazione di Lichtenau 1970 e delle risposte delle Conferenze Episcopali al suddetto questionario della CDF, la Plenaria della CDF si è mostrata favorevole al mutamento della posizione canonica della Chiesa verso la Massoneria (cf. p. 116; cf. pp. 142-143).
Ancora dopo una Plenaria della CDF nel 1982, il Card. König rassicura di nuovo il DGM Baresch che nel nuovo CIC non ci sarà più alcun riferimento alla Massoneria (cf. p. 157).
Accanto al Card. König e al Card Seper (CDF), mons. Weninger pone un altro personaggio chiave nel processo di riconciliazione Chiesa-Massoneria: il Card. Pericle Felici (1911-1982), dal 1967 Cardinale e Presidente della Pontificia Commissione per la revisione del Codice di Diritto Canonico (1963-1983), dal 1977 Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica (vedi qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Pericle_Felici).
Mons. Weninger afferma che il Card. Felici era a favore del mutamento della Chiesa nei confronti della Massoneria (cf. Weninger, Aus Nacht zum Licht, op. cit., p. 148).
4.1. La teoria del complotto è davvero “sciocca” come sostiene mons. Weninger?
Il 18 e 19 luglio 1974, la CDF del Card. Franjo Seper comunica una Nota (Prot. N. 272/44), rispettivamente al Card. Krol e ai Presidenti delle Conferenze Episcopali, circa i cattolici che appartengono ad Associazioni Massoniche: incorrono nella scomunica prevista dal can. 2335, solo quei cattolici che entrano a far parte di Logge Massoniche che operano contro la Chiesa Cattolica e in ogni caso resta vietata l’appartenenza alla Massoneria a chierici, religiosi e membri di Istituti secolari (cf. Weninger, op. cit., pp. 158-159, e p. 382, nota 156). Questo documento del Card. Seper/CDF è ben salutato dalla Massoneria regolare che si professa amica verso la Chiesa e dallo stesso mons. Weninger. Costui sa bene che quella Nota della CDF venne contestata da ambienti laici cattolici tradizionalisti, molto vicini, in particolare, a Mons. Marcel Lefebvre che era molto critico verso il Concilio Vaticano II. Weninger ritiene che quelle critiche tradizionaliste al documento di Seper si concentravano su sciocche teorie del complotto («dumme Verschwörungstheorien») secondo cui il Vaticano era penetrato da Massoni che erano tra Cardinali, collaboratori del Papa, chierici e laici… (cf. p. 161).
In verità, proprio mons. Weninger, con questo suo libro, dimostra appunto come il Vaticano postconciliare fosse penetrato di strana simpatia verso la Massoneria…
4.2. Un libro massonico non esaminato bene dalla Delegazione cattolica 1968-1970?
Circa il Dialogo Chiesa-Massoneria 1968-1970 che ha portato alla filo-massonica Dichiarazione di Lichtenau (1970), mons. Weninger racconta un dettaglio che ritengo molto importante. Indico prima i nomi dei membri della Delegazione cattolica voluta dal Card. König, il quale a sua volta era in contatto con il Prefetto CDF Card. Seper: il prelato ungherese mons. Johannes Baptist de Toth (Canonico al Laterano), il Prof.Dr. Josef Wodka (docente di Storia della Chiesa a St. Pölten, Austria), il Prof.Dr. Engelbert Schwarzbauer (docente di Dogmatica a Linz), il Prof.Dr. Herbert Vorgrimler (docente di Dogmatica a Lucerna-Friburgo). La Delegazione massonica era costituita da rappresentanti delle VGLvD (Vogel, ecc.), della GLvÖ (Baresch…) e della Gran Loggia Svizzera Alpina (circa la Dichiarazione di Lichtenau, vedi qui: https://www.corrispondenzaromana.it/il-dialogo-molto-riservato-e-ambiguo-tra-chiesa-e-massoneria-1968-1972-1a-parte/). Il Prof. Wodka morirà il 17 aprile 1970, prima della Dichiarazione di Lichtenau (cf. Weninger, Aus Nacht zum Licht, op. cit., p. 109).
Ecco il dettaglio che ritengo molto importante. Circa l’incontro svoltosi a Einsiedeln il 5 e 6 luglio 1969 tra le due Delegazioni, quella cattolica e quella massonica, mons. Weninger scrive che i membri della Delegazione cattolica giunsero all’incontro ben preparati («Die kirchliche Dialogteilnehmer kommen gut vorbereitet nach Einsiedeln»: p. 86, grassetto mio) anche grazie alla lettura di due libri di Alec Mellor, “Unsere getrennten Brüder. Die Freimaurer” e “Logen, Ritualen, Hochgrade” (cf. p. 86).
A questo punto espongo qualche mio approfondimento.
Alec Mellor (1907-1988), avvocato francese, nel 1969 è stato iniziato massone nella Massoneria regolare francese, la Grande Loge Nationale Française (GLNF). Ho esaminato il secondo libro di Mellor citato da Weninger, ossia “Logen, Ritualen, Hochgrade”. La prima edizione in lingua tedesca di questo libro è del 1967, dunque è quella suggerita alla Delegazione cattolica del Dialogo Chiesa-Massoneria 1968-1970. La seconda edizione è del 1985. Per entrambe le edizioni, l’editrice è l’austriaca “Styria Verlag” di Graz. La traduzione dal francese al tedesco è stata fatta da Oskar Jursa. Nell’edizione in lingua tedesca non è precisato che il traduttore Oskar Jursa era già a quel tempo Maestro Massone della GLvÖ. Al tempo della prima edizione (1967), Mellor non era ancora massone, ma era già filo-massone. Al tempo della seconda edizione (1985), Mellor era già Maestro Massone della GLNF. Sia la prima che la seconda edizione tedesca sono di 555 pagine, pertanto presumo che le due edizioni siano sostanzialmente identiche. Dopo aver studiato una copia della seconda edizione, ritengo che se i membri della Delegazione cattolica (Wodka, Schwarzbauer, Vorgrimler, de Toth, König…) avessero esaminato bene tutto quel volume, avrebbero dovuto comprendere l’incompatibilità tra Chiesa e Massoneria, e in tal modo non si sarebbe giunti alla Dichiarazione di Lichtenau che invece sostiene la compatibilità tra Chiesa e Massoneria regolare. Infatti, nonostante tutte le cautele filo-massoniche, Mellor fa ben capire che la Massoneria è orientata in senso magico, anche se egli per Magia non vuole intendere ciò che è diabolico, bensì “magico” nel senso di conoscenza che un giorno sarà forse svelata dalla psicologia sperimentale… Mellor ammette la presenza, nel Rituale Massonico, dell’Eggregore o spirito collettivo, ossia una forza, un’energia (cf. “Logen, Rituale, Hochgrade. Handbuch der Freimaurerei”, Graz 1985, p. 313)… A questo proposito è rivelatore il fatto che Mellor elogia l’occultista e massone svizzero Oswald Wirth (membro della Grande Loge de France) il quale interpreta in senso magico-occultista, alchemico-ermetico, i Rituali dei Tre Gradi della Massoneria. Mellor mostra chiaramente di condividere questa interpretazione (cf. pp. 163, 315, 320-322, 365). Nella Iniziazione Massonica al 1° Grado di Apprendista il Candidato viene interiormente purificato dai Quattro Elementi alchemico-ermetici (Terra, Aria, Acqua, Fuoco), riceve l’Illuminazione e viene indirizzato verso la Gnosi (cf. pp. 343-345)… Il Candidato, dopo che gli viene tolta la benda, vede i Massoni che tengono la Spada con la mano sinistra, lato del cuore, e gliela puntano per significargli il loro sostegno… Mellor vede chiaramente in questo un atto di magia bianca: «Hier stehen wir vor reiner Weißer Magie» (p. 349, corsivo del testo).
Al 2° Grado di Compagno Libero Muratore il massone vede la Stella Fiammeggiante simbolo di Illuminazione interiore e Gnosi (cf. p. 356)…
Al 3° Grado di Maestro Libero Muratore, il Candidato viene immedesimato e identificato con Hiram (architetto del Tempio di Salomone) e perciò subisce una morte simbolica e una resurrezione simbolica (cf. p. 363). Anche per il Terzo Grado di Maestro Massone, Mellor cita e dà importanza al commento di Oswald Wirth il quale osserva che nella “Camera di Mezzo”, ossia la Loggia di Terzo Grado, si compie la seconda morte iniziatica (cf. p. 363). Mellor sa bene che in ciò vi è presente l’Ermetismo (cf. p. 363) e prosegue osservando che da un punto di vista filosofico profondo, Hiram è lo spirito dell’Iniziazione («der Geist der Einweihung»: p. 363).
Circa il concetto di “Iniziazione” (massonica), Mellor cita brani del libro “Les Mystères de l’Art Royal” di Oswald Wirth, tra cui quello in cui Wirth scrive che l’Iniziazione è anche una chiamata agli spiriti inquieti («Die Einweihung ist also ein Anruf an die unruhigen Geister […]»: cf. Mellor, op. cit., pp. 327-328). Però Mellor non dice che in quel libro, Wirth presenta il Serpente della Genesi come «agente d’illuminazione» (cf. Oswald Wirth, “I Misteri dell’Arte Reale”, Presentazione di Giovanni Monsalvo, traduzione di Andrea Forte, Casa Editrice Atanor, Roma 1981, p. 12), «l’originale rivelatore al quale dobbiamo di non essere più delle bestie» (p. 15), «il primo iniziatore» (p. 16).
Pertanto, dire, come fanno Mellor e Wirth, che Hiram è lo spirito dell’Iniziazione, può far comprendere, a livello di ermeneutica/gnosi massonica più profonda, la possibilità di assimilare o identificare Hiram con il Serpente della Genesi…
Insomma, l’esame approfondito (e senza fretta) dei testi di Mellor e Wirth avrebbe dovuto far comprendere ai membri della Delegazione cattolica l’incompatibilità tra Chiesa e Massoneria; in tal modo si sarebbe evitata la confusa e depistante Dichiarazione di Lichtenau.
5. L’indagine della Delegazione della DBK (1974-1980) non piace a mons. Weninger…
L’AGM Vogel e le VGLvD riescono nel loro intento perseguito da anni: avere un dialogo ufficiale con la Chiesa Cattolica di Germania, dunque con la Conferenza Episcopale Tedesca (DBK), costituire una Commissione Mista formata da una Delegazione dei Vescovi tedeschi e da una Delegazione delle Grandi Logge Unite di Germania (VGLvD). La Delegazione della DBK è presieduta dal Vescovo di Augsburg Mons. Josef Stimpfle (1916-1996); Segretario e responsabile della redazione dei verbali delle riunioni («Protokollführer») è Padre Ingo Dollinger (1929-2017). La Delegazione VGLvD, fino al 1977 è presieduta dall’AGM Theodor Vogel (†1977), poi dal Barone Ludwig-Peter von Pölnitz (†30-1-1982).
5.1. Secondo mons. Weninger, la Teologia non può capire né giudicare la Massoneria!
Mons. Weninger rimprovera a Mons. Stimpfle e alla sua Delegazione di non aver condotto un Dialogo bensì una Indagine («Untersuchung») nei confronti della Massoneria tedesca. Mentre il Dialogo del 1968-1970 ha condotto alla “Dichiarazione di Lichtenau” («die “Lichtenauer Erklärung”»), totalmente in favore della Massoneria, al contrario, il Dialogo-Indagine del 1974-1980 è stato condotto da Teologi, alla luce della Teologia, per cui la Massoneria è stata vista come una sorta di Super-Religione che allivella il concetto di Dio che ha la Chiesa (cf. pp. 172-173). Più volte, in questo suo libro, Weninger lamenta il fatto che: la Delegazione Stimpfle ha preteso di giudicare la Massoneria alla luce della Teologia, ma i Massoni non sono Teologi e anche i Massoni di quel Dialogo 1974-1980 non conoscevano la Teologia (cf. pp. 173-174, corsivo mio)… La Massoneria non può essere compresa né giudicata dalla Teologia o da concetti teologici (cf. pp. 195, 199, corsivo mio)… In realtà, l’argomentazione di Weninger (che di fatto pensa da Massone) è pretestuosa e depistante. La Teologia è l’unico strumento per discernere, dal punto di vista della Chiesa Cattolica, la compatibilità o incompatibilità della Chiesa stessa con la Massoneria.
5.2. Incontri e argomenti del Dialogo cattolico-massonico in Germania
Gli incontri delle due Delegazioni, quella della DBK e quella delle VGLvD, si svolgono a Würzburg (20 novembre 1974), Nürnberg (8 febbraio 1975), Augsburg (31 maggio 1975), München (1978), Augsburg (1979).
Già nel 1° incontro (Würzburg 1974), dietro richiesta della Delegazione cattolica, si toccano temi molto importanti e delicati a cui i Massoni (Vogel e gli altri) rispondono così (riassumo in corsivo): il Segreto Massonico non è altro che l’esperienza emozionale-razionale del Rituale Massonico… Gli Alti Gradi massonici sono simili agli Ordini monastici cattolici… Weninger fa ben capire al lettore che si trattava di due mondi diversi: da un lato la Chiesa e la Teologia cattolica, dall’altro la Massoneria con i suoi Riti, Simboli, Usi, Segreto… Due orizzonti di comprensione diversi (cf. pp. 178-179)… Weninger non ammette che si tratta di due mondi o orizzonti intellettuali diversi perché il primo, quello della Chiesa, è fondato sulla Fede e sulla Rivelazione di Dio, invece il secondo, cioè quello della Massoneria, è fondato di fatto sulla Gnosi… L’orizzonte di comprensione della Massoneria, con i suoi Riti e Simboli, è una forma peculiare di “Conoscenza” che possiamo anche etimologicamente chiamare “Gnosi”.
Il 2° incontro si tiene nella Casa Massonica («Logenhaus») di Norimberga. Il tema è il Rituale del I° Grado di Apprendista, del II° Grado di Compagno e del III° Grado di Maestro Libero Muratore. Mons. Weninger fa ben capire che è sul Terzo Grado che c’è una collisione («zu einer Kollision des Verstehens»), un conflitto («zu einem Widerstreit der Argumente») tra le due Delegazioni (cf. p. 180). Il Rito di Iniziazione al I° Grado, con la bendatura del Candidato, appare agli occhi della Delegazione di Mons. Stimpfle come un regresso a uno status pre-cristiano, lo status del Candidato o Iniziando è ritenuto come un Punto-zero («Null-punkt-Situation») (cf. p. 181). La Bibbia usata in Loggia è ritenuta un Simbolo di Rivelazione e della relazione del Grande Architetto dell’Universo verso gli uomini, nell’ambito della Tolleranza verso tutte le Religioni e verso tutte le Confessioni Cristiane (cf. pp. 182-183).
Weninger afferma che una piccola luce di comprensione ha brillato all’orizzonte («ein kleiner lichter Streifen des Verstehens am Horizont aufzuleuchten») allorché uno dei Teologi della Delegazione cattolica ha dichiarato ai Massoni presenti che essi praticano l’esperienza della Trascendenza («Sie leisten also Einübung von Transzendenzenerfahrung – dem sollte man Raum und Existenz zubilligen!»: p. 184). Faccio notare che nonostante il beneplacito di mons. Weninger sull’affermazione di quel teologo cattolico, questa non favorisce affatto la causa massonica, poiché lascia trapelare che il Rituale Massonico attui l’esperienza della Trascendenza, il che, nel contesto massonico a-dogmatico o sovra-dogmatico, non può non essere che una forma peculiare di Magia: Magia Libero-Muratoria!
Mons. Weninger rileva che in quel secondo incontro il clima del colloquio tra le due Delegazioni era diventato ruvido («rauer») e i massoni agivano come in difensiva nei confronti delle domande e osservazioni della Delegazione cattolica (cf. p. 184).
Nel 3° incontro (Augsburg 1975) si discute sui seguenti temi: il concetto di Dio, la Resurrezione di Cristo, la Luce in Cristo, ecc. Weninger ritiene che tali temi non avevano nulla a che fare con la Massoneria e ribadisce che i Massoni in dialogo non erano teologi… (cf. p. 185). Weninger sottolinea che i massoni, in quel 3° incontro, si misero decisamente sulla difensiva («in eine Defensivposition»: p. 186). Per la Delegazione di Mons. Stimpfle sono problematici dinanzi alla Fede Cattolica: a) il concetto massonico del Grande Architetto dell’Universo (aperto a tutte le comprensioni, ad es.: cristiana, ebraica, islamica, ecc.); b) la Ritualità Massonica che quale mezzo per il perfezionamento etico del Massone, appare come una sorta di concorrente dei Sacramenti della Chiesa; c) il superamento della morte o morte simbolica al III° Grado (cf. pp. 187-190).
Weninger non condivide la posizione, le perplessità e le critiche antimassoniche della Delegazione di Mons. Stimpfle. Weninger ribadisce che c’era una divergenza di comprensione tra le due Delegazioni (l’una non comprendeva il linguaggio l’altra), ma fa chiaramente intendere che egli rimprovera alla Delegazione cattolica di essere stata troppo prevenuta, combattiva e razionale nel voler comprendere le cose massoniche (cf. p. 188)… Poi Weninger rimprovera alla Delegazione massonica di essersi lasciata trascinare sul “ghiaccio” scivoloso della Teologia (cf. p. 189)… In realtà non si poteva fare diversamente: bene ha fatto la Delegazione presieduta da Mons. Stimpfle.
Il 4° incontro deciso per il 4 ottobre 1975 non si svolge. Si dovrà attendere circa tre anni per un nuovo incontro tra le due Delegazioni, cattolica e massonica. Nel frattempo: nel 1975, il massone Rolf Appel (VGLvD) e il teologo Herbert Vorgrimler (uno dei firmatari della Dichiarazione di Lichtenau 1970), nel libro “Kirche und Freimaurerei im Dialog” (pubblicato dalla editrice massonica tedesca “Bauhütten Verlag”), rivelano l’esistenza della Dichiarazione di Lichtenau (“Lichtenauer Erklärung”); questa viene rivelata anche da una pubblicazione massonica del 1976 a cura della Loggia “Quatuor Coronati Nr. 808” di Bayreuth (VGLvD). Il massone austriaco DGM Baresch e il Card. König sono profondamente costernati per questa violazione della riservatezza da parte della Massoneria tedesca. Nel 1977 i massoni austriaci e svizzeri già firmatari della “Lichtenauer Erklärung”, fanno una dichiarazione – firmata anche dal Card. König! – in cui definiscono quelle due pubblicazioni massoniche tedesche come un grave tradimento della fiducia («Vetrauensbruch»)! (cf. p. 193).
Mons. Weninger sottolinea – lasciando trapelare il suo fastidio – che i colloqui tra le due Delegazioni, quella cattolica e quella massonica, avevano assunto il carattere di una indagine ecclesiastica più che di una conversazione alla pari o di un dialogo: «So nehmen die Gespräche mehr den Charakter einer kirchlichen Untersuchung, denn eines Gespräches auf sachgegebener Augenhöhe oder gar eines Dialogs an» (p. 196).
Il 17 dicembre 1976 si svolge un incontro personale tra l’AGM Vogel e Mons. Stimpfle. Al colloquio è presente con Vogel il Barone von Pölnitz (cf. p. 197). Il 9 febbraio 1977 l’AGM Vogel muore (cf. p. 198). Il nuovo presidente della Delegazione VGLvD è il suddetto Barone Ludwig-Peter von Pölnitz, membro della Loggia “Quatuor Coronati” Nr. 808 (cf. p. 193).
Il 5° incontro della Commissione Mista – stavolta 3 membri per ciascuna delle due Delegazioni – è fissato per l’8 dicembre 1978 a Monaco di Baviera (München). I membri della Delegazione massonica chiedono alla parte cattolica di fornire loro, entro quattro settimane prima del prossimo incontro, una lista di domande cosicché essi possono prepararsi a rispondere. Ma i massoni ricevono la lista solo immediatamente prima del nuovo incontro, perciò non possono prepararsi (cf. pp. 199-200)… È necessario un nuovo incontro. Questo si tiene il 30 giugno 1979 di nuovo ad Augsburg. Weninger scrive che ormai, tra le due Commissioni, la comunicazione è distrutta («Der Kommunikationsprozess ist zerrüttet»: p. 200): non c’è nessun accordo circa contenuto, modo e struttura di una qualche chiusura congiunta (cf. p. 200). Viene fissato un nuovo incontro dapprima per il 26 gennaio 1980 ad Hamburg, poi da parte cattolica questo viene spostato al 15 marzo 1980. Ma la Commissione Mista non si riunirà più. Non ci sarà più nessun incontro tra le due Delegazioni cattolica e massonica (cf. p. 201).
Weninger scrive che Mons. Stimpfle procede unilateralmente («völlig einseitigen Schlussbericht») a chiudere il Dialogo con la Delegazione massonica. Infatti presenta la sua relazione finale, datata 8 febbraio 1980, all’Assemblea dei Vescovi tedeschi (DBK) riunita dal 25 al 28 febbraio 1980 (cf. p. 201). In essa, Mons. Stimpfle afferma che le indagini approfondite sui rituali e sulla natura («Wesensart») della Massoneria, hanno chiarito che è impossibile appartenere simultaneamente alla Chiesa Cattolica e alla Massoneria (cf. p. 203). La relazione Stimpfle afferma che l’appartenenza alla Chiesa Cattolica è incompatibile con l’appartenenza alla Massoneria, pertanto nel prossimo CIC va mantenuto il can. 2335 (cf. p. 204).
Nella Dichiarazione resa pubblica nel maggio 1980, ma datata ad aprile, i Vescovi della DBK vedono nel relativismo e nel soggettivismo la posizione fondamentale della Massoneria. Essi (o meglio: Mons. Stimpfle e la sua Delegazione) si appoggiano ad una fonte massonica del 1932, l’ “Internationales Freimaurerlexikon” (trad.: “Dizionario Massonico”) dei massoni Eugen Lennhoff e Oskar Posner. Mons. Weninger rigetta la verità di quella Dichiarazione DBK appoggiandosi alle affermazioni di due sacerdoti filo-massonici:
a) il gesuita P. Reinhold Sebott afferma che il relativismo attribuito alla Massoneria non è altro che la libertà religiosa insegnata dal Concilio Vaticano II…
b) il verbita P. Alois Kehl SVD sostiene che ritenere il suddetto “Dizionario Massonico” come rappresentativo della Massoneria è come asserire che Hans Küng e Marcel Lefebvre siano rappresentativi della Teologia cattolica contemporanea… (cf. p. 209).
Mons. Weninger e i cattolici filo-massonici liquidano quel “Freimaurerlexikon” come una visione soggettiva sulla Massoneria da parte di due scrittori massoni che non rappresentano la Massoneria e non ne indicano la natura: «die subjektive Meinung zweier Freimaurer, die weder für die Freimaurerei sprechen noch eine allgmeingültige meritorische Aussage zum Wesen der Freimaurerei treffen können» (p. 210).
Anche questa argomentazione di mons. Weninger è falsa e depistante. Se fosse vero quanto afferma il prelato austriaco, sarebbero soggettive anche le concezioni massoniche dei massoni Vogel, Baresch, ecc. ecc., e persino dello stesso Weninger!
In realtà bisogna considerare che:
a) come vedremo tra poco, i due autori dell’ “Internationales Freimaurerlexikon” non erano due massoni “qualsiasi”;
b) le loro cosiddette “opinioni soggettive” – per quanto presentate come tali – erano e sono ben oggettive e fondate nel quadro generale della Ritualità, del Simbolismo e dell’Esoterismo della/nella Massoneria. Al riguardo, come testimoniano anche i miei studi editi in materia, è interessante trovare riscontro delle teorie massoniche dell’“Internationales Freimaurerlexikon”anche nella letteratura massonica contemporanea, specialmente quella più “interna”…
Chi sono gli autori dell’ “Internationales Freimaurerlexikon”?
Eugen Lennhoff (1891-1944), giornalista e corrispondente di guerra, iniziato massone a Vienna nel 1920 nella Loggia “Zukunft” della Gran Loggia di Vienna; Gran Segretario della Gran Loggia di Vienna; dal 1923 al 1933 capo redattore della rivista della medesima Gran Loggia, “Wiener-Freimaurerzeitung”; dal 1925 al 1930 primo Sovrano Gran Commendatore (dunque già 33° grado!) del Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico e Accettato per l’Austria (vedi qui: https://freimaurer-wiki.de/index.php/Eugen_Lennhoff).
Oskar Posner (1878-1932), medico, Gran Maestro («Zugeordneter Großmeister») della Gran Loggia “Freimaurergroßloge Lessing zu den drei Ringen“ (situata nell’allora Repubblica Cecoslovacca) e membro della Loggia di ricerca storica “Quatuor Coronati” di Praga (vedi qui: https://freimaurer-wiki.de/index.php/Oskar_Posner).
Sui contenuti relativistici ed esoterici della Massoneria spiegata dall’“Internationales Freimaurerlexikon”, ho già scritto qui: https://www.corrispondenzaromana.it/il-dizionario-di-e-lennhoff-33-o-posner-e-il-dialogo-chiesa-massoneria-1974-80/. Inoltre, Mons. Stimpfle riferisce che furono proprio i membri della Delegazione massonica a definire “fonte qualificata” («qualifizierte Quelle») l’ “Internationales Freimaurerlexikon” (cf. Mons. J. Stimpfle, Die Freimaurerei und die Deutsche Bischofskonferenz, in Stimmen der Zeit, n. 6/1981, pp. 409-422), che fu ristampato nel 1975, ed ebbe poi una nuova edizione nel 2000 di cui la sesta ristampa è del 2011.
Torniamo al libro di mons. Weninger, “Aus Nacht zum Licht”. Il 20 agosto 1980, il Barone von Pölnitz scriverà amareggiato a Mons. Stimpfle che le sue dichiarazioni sulla Massoneria poggiano su motivi puramente teologici («dass Ihr Urteil sich auf rein theologische Gründe abstützt») (cf. p. 202 e p. 385, nota 200). Secondo von Pölnitz e Weninger, la Teologia (ancorata sui Dogmi) non può e non deve giudicare la Massoneria…
Comprendiamo che, al contrario, una teologia “liquida” (cioè che “liquefa” e dissolve nel dubbio le certezze di fede e di morale), essendo pertanto in sintonia con il mondo moderno, entrerebbe facilmente e rapidamente in simpatico contatto anche con la Massoneria… (continua)
fonte
corrispondenzaromana.it


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